Aleteia logoAleteia logo
Aleteia
lunedì 25 Gennaio |
Conversione di Paolo
home iconStile di vita
line break icon

Luca Argentero è DOC, nelle tue mani. Una serie TV che ci ha fatto bene

© Tiscordi | Rai, Lux Vide

Martha, Mary and Me - pubblicato il 24/11/20

Sono tanti i temi che si intrecciano in questa produzione italiana: in 16 episodi ci raccontano il dramma di un medico che perde la memoria, ma alla fine ritrova se stesso: la sua vocazione di medico, l'amore per la famiglia, l'amicizia...Un modo di fare televisione che ha successo e propone valori e storie positive.

Un medical drama italiano

Ti sparano, vai in coma, ti svegli e sei convinto di essere nel 2008. invece è il 2020 e tutto ciò che credi sia la tua vita non lo è più, da molto tempo. È quello che è successo realmente al dottor Pierdante Piccioni, alla cui storia è ispirato il medical drama (Doc -Nelle tue mani) andato in onda su Rai1 e terminato giovedì scorso (19 novembre u.s.).

Vite ferite non interrotte

Nel telefilm abbiamo un bravissimo (e qualcuna direbbe anche parecchio affascinante) Luca Argentero che interpreta Andrea Fanti. Primario di medicina interna, in seguito ad uno sparo in testa ha un’amnesia retrograda che causa un buco nella sua memoria lungo dodici anni. Dodici anni. Già soltanto per metabolizzare questo dato impieghiamo del tempo. In dodici anni di vita accadono così tante cose che è quasi impossibile immaginare di poter proseguire la propria esistenza. Ma la cosa bella è proprio questa.


Luca Argentero

Leggi anche:
Luca Argentero: l’ossessione per la gender equality ha ucciso il romanticismo!

Disgrazia e grazia: è anche una questione di sguardo

Andrea ad un certo punto sceglie di reagire al dolore, alla perdita, allo smarrimento e sceglie di vedere quello che gli è accaduto come un’opportunità, anziché come una disgrazia senza soluzione. Certo che soffre, certo che vorrebbe avere indietro i suoi ricordi e poter riempire tutto il vuoto, ma non può. E a volte è così, a volte non c’è via d’uscita, non c’è soluzione, a volte tutto l’assurdo di una situazione ti si para davanti sfacciato e tu puoi solo abbassare le braccia, rilassare i muscoli del viso e fare un respiro profondo: non puoi fare nulla, non dipende da te, questo è.

Alcune cose non dipendono da noi

Smetti di lottare contro i mulini a vento e guarda tutto da una nuova prospettiva. Andrea in quei dodici anni ha perso un figlio e questo lutto impronunciabile ha distrutto pezzo dopo pezzo il matrimonio con Agnese, con la quale ha anche un’altra figlia che soffrirà tantissimo per questa dolorosa tragedia familiare.

Quando si sveglia dal coma gli cadono sopra questi due massi, la morte del figlio e la separazione dalla moglie.

Il dolore va attraversato

I suoi colleghi gli raccontano i fatti ma ciò che è più difficile non è tanto comporre il puzzle quanto vivere tutte le emozioni nuovamente. Il dolore lo travolge come uno tsunami, ne viene investito in pieno e ci vogliono settimane per riuscire a tirare su la testa e prendere una boccata d’aria. Andrea si accorge che la persona che lui era diventato in quei dodici anni è uno sconosciuto, qualcuno che non avrebbe mai creduto di poter diventare.

Tu sei mia moglie!

E se è vero che non può far nulla per riavere suo figlio, al contrario non vuole arrendersi e perdere sua moglie. È molto bello riflettere su questo aspetto, infatti spessissimo accade che le separazioni avvengono perché non ci si riconosce più, perché si è cambiati così tanto al punto da non ricordare più perché ci si è scelti. Andrea ricorda bene perché amava (ama) sua moglie e anche lei sembra svegliarsi da un lungo letargo vedendolo così diverso, rivedendo l’uomo che aveva sposato. Poi chiaramente la vita non è un percorso lineare, ci sono saliscendi, traverse, scorciatoie, fossi, burroni, tornanti.

Vedere la persona e non solo la malattia

Ma in tutto questo ciò che illumina la storia è il modo di agire, pensare e sentire di Andrea, che diversamente da quell’uomo rigido e freddo che era diventato e che tutti ormai conoscevano, ora guarda al paziente nella sua interezza, non solo una malattia ma una persona con una storia, e sa sostenerlo nei momenti più difficili. Non solo, Andrea aiuta i suoi pazienti a leggere le loro vicende con un occhio provvidenziale, perché può anche essere vero che stamattina sei partito da casa con una pistola in borsa per farla finita perché tua moglie ti ha lasciato e hai perso il lavoro; ma mentre eri sul treno questo è deragliato, sei finito all’ospedale e lì hanno scoperto che hai una malattia, quindi ti curano e non puoi non vedere tutto questo come una seconda possibilità.




Leggi anche:
La serie cattolica che ha avuto più un miliardo di spettatori

Ettore Bernabei e l’enorme potere persuasivo della TV

“Le istituzioni, la famiglia, la scuola, la Chiesa sempre meno sono in grado di fornire alle persone modelli di comportamento. Un genitore, un nonno oggi riescono a malapena a comunicare qualche norma igienica, dietetica, di sicurezza, lavati i denti, non correre col motorino, non mangiare troppo. La televisione, con tutta la suggestione del colore, la suasività della parola ben tornita, la dolcezza delle musiche di sottofondo, dà modelli di comportamento”.

Lux Vide

Diceva questo Ettore Bernabei, lui che fu direttore generale della RAI nell’epoca in cui era l’unica emittente televisiva e radiofonica presente in Italia. Era cattolico, membro dell’Opus dei, sposato e padre di otto figli. Nel 1992 fondò la Lux Vide, società di produzione televisiva e cinematografica, dove nel tempo approdarono anche Matilde e Luca Bernabei, due dei suoi figli, e attuali dirigenti.

E “Doc – Nelle tue mani” ha tutto quello di cui parlava Bernabei.

Raccontare la vita funziona

Ci sono attori capaci di raccontare storie vere e di farcele vivere sulla nostra pelle, ci sono dialoghi forti, incisivi, che ispirano e che ti viene voglia di appuntarli per poterli rileggere domani. E le musiche, bellissime, alcune scritte apposta per il telefilm, che ci fanno ricordare un certo medical drama americano che tutti conosciamo. “Doc – Nelle tue mani” è questo: emozioni fortissime, laceranti, vita vera, amori che ci fanno pensare ai nostri perché così reali.

Siamo medici: noi ci mettiamo in mezzo tra i pazienti e la morte

Ed è ovvio che in un periodo così buio come quello che stiamo vivendo, dove la morte ci è diventata molto più familiare o perlomeno lo è per molti di noi, uno dei più bei monologhi è quello che pronuncia Andrea al termine di un turno molto faticoso:

“Ci siamo noi, e c’è quella grandissima stronza della morte.

Ci sono giornate come questa dove sembra inarrestabile, lo so. Però non è così perchè ci siamo noi. Tutti i libri che abbiamo letto, tutto lo studio, la pratica, la teoria, è servito tutto a guardarla in faccia e a dirle NON OGGI. Non importa quanto siano disperate le condizioni di un paziente. NON OGGI. Non importa se neanche i pazienti ci credono più. NON OGGI. Qualcuno di noi cederà, altri reggeranno bene alla pressione ma non importa. Noi oggi dobbiamo aiutarci. Qualunque cosa si debba fare, qualunque sia la vita che aspetterà i pazienti da oggi in poi voi dovete ricordarvi sempre perchè siamo qui. Per metterci in mezzo tra i pazienti e la stronza. Questo è essere medici.”

La qualità della vita è esserci

Capito cosa dice? Qualunque sia la vita che aspetterà i pazienti da oggi in poi.

Non parla di qualità della vita, di scelte, non dice che a volte non ne vale la pena, perché ne vale sempre la pena, perché la vita anche quando sembra impossibile è capace di regalarti attimi di felicità che non vorresti perderti mai. Noi siamo in quattro e secondo tutte e quattro la televisione potrebbe pure essere sostituita da un bel quadro con un campo di girasoli, se non fungesse da supporto per vedere serie TV e film. Ecco che ci pare vitale parlare di qualcosa che si differenzia dal piattume omologato a cui assistiamo ogni giorno, zero ideologia e zero propaganda al pensiero unico. Quindi, se non l’avete ancora fatto rimediate subito e andatevi a vedere i sedici episodi, durano circa un’ora ciascuno perciò se vi munite di fazzoletti, gelato e acqua direi che in una giornata dovreste riuscirci! Buona visione!

QUI IL LINK ALL’ARTICOLO ORIGINALE PUBBLICATO DA MARTHA MARY AND ME

Tags:
medicipro lifeserie tv
Sostieni Aleteia

Se state leggendo questo articolo, è grazie alla vostra generosità e a quella di molte altre persone come voi che rendono possibile il progetto evangelizzatore di Aleteia. Ecco qualche dato:

  • 20 milioni di utenti in tutto il mondo leggono Aleteia.org ogni mese.
  • Aleteia viene pubblicato quotidianamente in otto lingue: italiano, inglese, francese, spagnolo, portoghese, arabo, polacco e sloveno.
  • Ogni mese, i nostri lettori visionano più di 50 milioni di pagine.
  • Quasi 4 milioni di persone seguono le pagine di Aleteia sui social media.
  • Ogni mese pubblichiamo 2.450 articoli e circa 40 video.
  • Tutto questo lavoro è svolto da 60 persone che lavorano full-time e da altri circa 400 collaboratori (autori, giornalisti, traduttori, fotografi...).

Come potete immaginare, dietro questi numeri c'è un grande sforzo. Abbiamo bisogno del vostro sostegno per poter continuare a offrire questo servizio di evangelizzazione a tutti, ovunque vivano e indipendentemente da quello che possono permettersi di pagare.

Sostenete Aleteia anche solo con un dollaro – ci vuole un minuto. Grazie!

Preghiera del giorno
Oggi festeggiamo anche...





Top 10
1
CATERINA SCORSONE
Cerith Gardiner
19 personaggi famosi orgogliosi dei propri figli con necessità sp...
2
SINDONE 3D
Lucandrea Massaro
L'Uomo della Sindone ricostruito in 3D. I Vangeli raccontano la v...
3
BABY
Mathilde De Robien
Nomi maschili che portano impresso il sigillo di Dio
4
Perdonare
Bret Thoman, OFS
I 4 passi del perdono secondo un esorcista
5
Silvia Lucchetti
A 18 anni, sola in ospedale: il pianto di un neonato mi ha ridato...
6
Tzachi Lang, Israel Antiquities Authority
John Burger
Un'iscrizione che riporta “Cristo nato da Maria” ritrovata in un'...
7
Aleteia
Preghiera a santa Rita da Cascia per una causa impossibile
Vedi di più
Newsletter
Ricevi Aleteia tutti i giorni