Aleteia logoAleteia logo
Aleteia
venerdì 27 Novembre |
Beata Vergine della Medaglia Miracolosa
home iconFor Her
line break icon

In Polonia il fronte abortista non molla. E il mondo pro-life?

By Aleksandra H. Kossowska | Shutterstock

Warsaw, NOV 2. 2020: Proteste per le nuove restrizioni all'aborto in Polonia.

Universitari per la Vita - pubblicato il 05/11/20

Serve un salto di qualità nella battaglia a difesa della vita nascente. Non i compromessi, non le timide negoziazioni, non scaramucce di retroguardia.

di Fabio Fuiano

Recentemente, in Polonia, il fronte pro-life ha ottenuto una grande vittoria proclamando l’incostituzionalità dell’aborto eugenetico. Questo ci ha mostrato come chi combatte può ottenere anche grandi risultati se ci crede davvero. Tuttavia, in questi giorni, la Polonia è scossa da una serie di tumulti e manifestazioni violente da parte del fronte abortista che non può tollerare un simile “vulnus” alla legislazione sull’aborto nel proprio paese.


STRAJK KOBIET

Leggi anche:
Polonia: chiese nel mirino degli abortisti, il Primate invita il Paese all’unità

Tumulti e manifestazioni a Varsavia

Il momento culminante di tali manifestazioni, che hanno visto precedentemente coinvolte altre città polacche, è stato il raduno nella capitale, Varsavia, che ha riunito in piazza decine di migliaia di persone (venerdì 30 ottobre 2020, Ndr). Tale evento, al di là degli slogan sessantottini totalmente privi di senso dei partecipanti, avrà sicuramente degli effetti in Polonia e ci auguriamo solo che la Corte non ritorni sui propri passi per paura della violenza abortista. Questo è esattamente il momento di stringere i denti, tenere duro e andare fino infondo.

Questi eventi non possono non interrogarci profondamente. Nella mobilitazione abortista possiamo vedere tracce evidenti di almeno tre fattori che voglio riassumere qui di seguito.


MANIFESTANTI PRO ABORTO

Leggi anche:
La marcia globale pro aborto continua. Un virus pandemico che non si vuole debellare

Gli abortisti non scendono a compromessi

Le manifestazioni violente sono partite subito dopo l’introduzione delle nuove restrizioni sulla legislazione abortista. Perché? Perché gli abortisti non possono tollerare neanche un solo passo avanti del mondo pro-life. In un certo senso, potremmo dire, non scendono a compromessi e non sono disposti ad accettare neanche una virgola che possa consentire di salvare concepiti innocenti. Da loro non si sentiranno mai discorsi del tipo “tutto sommato quella introdotta è una buona legge perché ancora consente l’aborto in caso di stupro e incesto”. No. Loro hanno come obiettivo la totale liberalizzazione dell’aborto, in tutta l’estensione del periodo della gravidanza e per qualunque motivazione. Poco importa che la legge ancora permetta l’aborto in “qualche caso”.

Gli abortisti mobilitano grandi folle e invadono la pubblica piazza

La mobilitazione degli abortisti polacchi non ha coinvolto qualche persona, ma una moltitudine di persone. Non solo … è stata pubblica, perché pubblicamente andava manifestato il proprio sdegno per tutto ciò che si frappone fra loro e ciò che, nella loro testa, sono dei “diritti” conquistati con tanta fatica. Il fronte pro-morte sa bene che solo invadendo la pubblica piazza può farsi sentire dai legislatori, può destabilizzare gli equilibri del paese, può ottenere che la propria voce, per quanto empia, venga ascoltata. Gli abortisti non si limitano a fare discorsi fra quattro mura, comodamente seduti sulle loro poltrone, a discettare di quanto brutta e cattiva sia stata la manovra pro-life. Scendono in piazza, che piova, nevichi, o ci sia il sole, per gridare che andranno avanti per la loro strada.

Gli abortisti sono determinati e non si fermano di fronte a nessuna sconfitta

Dopo l’introduzione delle restrizioni gli abortisti polacchi avrebbero potuto dire che non c’era più nulla da fare, che ormai la legge era stata cambiata e che avevano perso per sempre l’occasione di distruggere le vite innocenti di bambini colpevoli di essere “difettosi e improduttivi”. Questo ragionamento, molto probabilmente, non li ha neanche sfiorati. Non hanno perso tempo e hanno contrattaccato, consci che giocare in difesa non porta i frutti sperati. Come diceva giustamente Tommaso Scandroglio nel libro “Figli di un’etica minore”, se ci si accontentasse di giocare in difesa in una partita di calcio, si subirebbero solo e soltanto goal, finendo dunque per essere clamorosamente sconfitti. Il fronte abortista è perfettamente cosciente della posta in gioco e sa che per “fare goal” deve attaccare, attaccare e ancora attaccare, al di là del fatto che i mezzi per farlo siano leciti o meno.

Il mondo pro life deve interrogarsi

Queste tre caratteristiche devono necessariamente porre degli interrogativi al mondo pro-life. Quanti di noi sono scesi a compromessi col male, affermando che tutto sommato la 194 va bene così com’è solo perché ci sono degli articoli apparentemente pro-life? Quanti di noi non sono disposti a scomodarsi per invadere la pubblica piazza e manifestare il proprio dissenso nei confronti di una legislazione che in soli 40 anni ha provocato 6 milioni di morti innocenti (e questa è solo la cifra ufficiale)? Quanti di noi, davanti al sopravanzare del fronte pro-morte hanno ritenuto che fosse più saggio arretrare sempre più la linea del Piave nella vana speranza che l’avversario avrebbe poi fatto gentili concessioni a livello politico e sociale?




Leggi anche:
Battaglie pro-life e formazione: un piccolo esercito, ma con le armi giuste

La battaglia per la vita merita un esercito preparato e ben attrezzato

Carissimi amici, non è il fronte abortista che ci concederà spazio … anzi, ce lo toglierà sempre di più se non ce lo prendiamo. Per fare questo però, è necessario amare la causa pro-life, amare gli innocenti, fino al punto da combattere senza compromessi, con determinazione e perseveranza tenendo sempre a mente l’obiettivo: l’abrogazione delle leggi inique del nostro paese, senza sconti. L’America e la Polonia ci hanno dimostrato che tale approccio è possibile e ottiene frutti. Dobbiamo amare la vita molto più di quanto il mondo abortista ami la morte, altrimenti saremo inevitabilmente destinati alla sconfitta.

QUI IL LINK ALL’ARTICOLO ORIGINALE PUBBLICATO DAL UNIVERSITARI PER LA VITA

Tags:
abortopoloniapro life
Sostieni Aleteia

Se state leggendo questo articolo, è grazie alla vostra generosità e a quella di molte altre persone come voi che rendono possibile il progetto evangelizzatore di Aleteia. Ecco qualche dato:

  • 20 milioni di utenti in tutto il mondo leggono Aleteia.org ogni mese.
  • Aleteia viene pubblicato quotidianamente in otto lingue: italiano, inglese, francese, spagnolo, portoghese, arabo, polacco e sloveno.
  • Ogni mese, i nostri lettori visionano più di 50 milioni di pagine.
  • Quasi 4 milioni di persone seguono le pagine di Aleteia sui social media.
  • Ogni mese pubblichiamo 2.450 articoli e circa 40 video.
  • Tutto questo lavoro è svolto da 60 persone che lavorano full-time e da altri circa 400 collaboratori (autori, giornalisti, traduttori, fotografi...).

Come potete immaginare, dietro questi numeri c'è un grande sforzo. Abbiamo bisogno del vostro sostegno per poter continuare a offrire questo servizio di evangelizzazione a tutti, ovunque vivano e indipendentemente da quello che possono permettersi di pagare.

Sostenete Aleteia anche solo con un dollaro – ci vuole un minuto. Grazie!

Preghiera del giorno
Oggi festeggiamo anche...





Top 10
Gelsomino Del Guercio
Il Papa donò un rosario a Maradona. E lui dis...
ILARIA ORLANDO,
Silvia Lucchetti
Iaia: il dono di essere nata e morta lo stess...
Matrimonio cristiano
Karolina Kόzka ha preferito la morte alla vio...
NATALE, IENE, COVID
Annalisa Teggi
Natale, il suo canto di gratitudine commuove ...
Aleteia
Preghiera a santa Rita da Cascia per una caus...
Aleteia
Foto incredibili di santa Teresa di Lisieux s...
COUPLE
Juan Ávila Estrada
Matrimonio: voglio amare il mio coniuge, ma n...
Vedi di più
Newsletter
Ricevi Aleteia tutti i giorni