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Perché la pace di Cristo è il rimedio per la discordia politica?

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Philip Kosloski - pubblicato il 03/11/20

Papa Pio XI ha spiegato che se vogliamo la pace in politica dobbiamo prima cercare la pace spirituale di Gesù

La politica tende a dividere, che si tratti di famiglie o Nazioni. Può essere angosciante, e la ricerca della pace tra le parti politiche può sembrare fuori portata.

Qual è il rimedio per questa divisione?

Papa Pio XI credeva che fosse la pace di Gesù Cristo.

Il Pontefice spiegava i suoi pensieri al riguardo nell’enciclica Ubi Arcano:

“Prima di ogni altra cosa, infatti, occorre ed urge pacificare gli animi. Una pace occorre, che non sia soltanto nell’esteriorità di cortesie reciproche, ma scenda nei cuori, ed i cuori riavvicini, rassereni e riapra a mutuo affetto di fraterna benevolenza”.

La pace di Gesù è l’unica pace duratura che sia possibile a questo mondo. Se una pace esterna non è in qualche modo radicata in quella verità, probabilmente fallirà.

Pio XI ha scritto queste parole nel 1922, dopo la fine della I Guerra Mondiale. La pace stabilita era purtroppo solo un’illusione, come ha provato la storia.

“Fu bensì firmata la pace fra i belligeranti con tutte le esteriori solennità; ma questa restò scritta nei pubblici istrumenti, non fu già accolta nei cuori, che ancora nutrono il desiderio della lotta e minacciano sempre più gravemente la tranquillità del civile consorzio. Troppo a lungo il diritto della violenza ebbe fra gli uomini l’impero, attutendo e quasi annientando i sensi naturali della misericordia e della compassione, che la legge della carità cristiana aveva sublimati; né la pace fittizia, fissata sulla carta, ha risvegliato ancora tali nobili sentimenti”.

Era una pace esteriore, “scritta” sulla carta. Questo tipo di pace non durerà mai.

Il rimedio che può correggere questa pace falsa viene da Gesù Cristo.

“Il rimedio è nella pace di Cristo, giacché pace di Cristo è pace di Dio, né questa può essere senza il rispetto dell’ordine, della legge e dell’autorità”.

È nostro dovere pregare perché la pace regni nel cuore di tutti, ma possiamo anche aiutare a stabilire quella pace, che “non potrà però constare soltanto di dura ed inflessibile giustizia, ma dovrà essere fatta dolce e soave da una almeno uguale misura di carità con effetto di sincera riconciliazione. Tale è la pace che Gesù Cristo conquistava a noi ed al mondo intero e che l’Apostolo, con tanto energica espressione, in Gesù Cristo stesso impersona, dicendo: « Egli è la nostra pace »… Così è che nell’opera redentrice di Cristo, che pure è opera di divina giustizia, l’Apostolo stesso non vede che una divina opera di riconciliazione e di carità”.

Dobbiamo collaborare per riconciliarci gli uni con gli altri, guarendo le divisioni e mettendo in pratica l’amore per il prossimo.

Se vogliamo che sulla Terra regni la pace, deve provenire da Dio e dal nostro cuore.

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