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Il luogo in cui Giovanni Paolo II “fuggiva” sugli Appennini

ABRUZZO

Pietro-CC-BY-SA-4.0

Maria Paola Daud - pubblicato il 03/11/20

Per via del suo amore per questo luogo, si è deciso di erigere un santuario a suo nome

Sugli Appennini, a 1.100 metri di altezza, c’è un paesino chiamato San Pietro della Ienca. In passato era abitato dai pastori abruzzesi, che andavano a Messa nella piccola chiesa medievale in cima alla collina, dedicata all’apostolo San Pietro, da cui il nome.

Dal 2011 la chiesa è stata trasformata in santuario, dedicato a San Giovanni Paolo II. Perché è stato deciso di dedicare un santuario in questo luogo a Papa Wojtyła? Semplicemente perché il Pontefice amava questo luogo in mezzo al verde.

Lo ha visitato almeno tre volte in forma ufficiale o privata. Amante della montagna, passeggiava nei prati che circondano la chiesa per poi prostrarsi in preghiera in quello che oggi è un santuario dedicato a lui.

Il suo segretario personale e amico, il cardinale Stanisław Dziwisz, ha confermato insieme ad altri testimoni le visite private del Pontefice al luogo.

All’interno della chiesa è conservata la reliquia “ex sanguina” del santo, donata al santuario
come segno della “presenza” spirituale del Papa.

Attualmente il luogo è meta di molti pellegrini, che come il Pontefice si godono il silenzio della preghiera con la vista panoramica sul Gran Sasso, che si trova di fronte al santuario. Nella stagione invernale la strada è in genere chiusa per via della neve, e ci si può arrivare solo a piedi.

“Qui il silenzio della montagna e il candore delle nevi ci parlano di Dio, e ci additano la via della contemplazione, non solo come strada maestra per fare esperienza del Mistero, ma anche quale condizione per umanizzare la nostra vita e i reciproci rapporti” – Angelus a Campo Imperatore (Gran Sasso), 20 giugno 1993.

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