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"Dite ai miei figli che li amo": ecco chi è la mamma uccisa a Nizza

Simone Barreto Silva | Facebook

Annalisa Teggi - pubblicato il 30/10/20

Simone Barreto Silva, 44 anni e mamma di 3 figli, è morta nel bar accanto alla Chiesa di Notre Dame. Brasiliana, viveva in Francia dal 1995, era cuoca e faceva la badante.

Ieri mattina nella Chiesa di Notre Dame di Nizza 3 persone sono morte nell’attentato a opera del 21enne tunisino Brahim Aoussaoui. Due sono morte in chiesa: il guardiano e una donna di 70 anni, che è stata decapitata.

La terza vittima è riuscita a fuggire, pur presentando gravi ferite inferte dal coltello dell’attentatore. Si è rifugiata in un bar accanto alla chiesa, dove i soccorsi pur solerti sono stati inutili. I testimoni presenti hanno riferito che le ultime parole della donna siano state: «Dite ai miei figli che li amo». Era Simone Barreto Silva, una mamma brasiliana di 3 figli che viveva in Francia da più di 30 anni.




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Esasperazione palpabile

Il cordoglio del mondo intero e la condanna del fondamentalismo islamico sono arrivati dal mondo intero. Questo esecrabile attentato arriva qualche giorno prima della festa di Ognissanti, riuscendo a incutere terrore nei fedeli cristiani che assisteranno alle celebrazioni liturgiche. Ma non solo a loro, nella città di Nizza si respirava aria pesante da giorni:

“La rabbia in Francia sta montando, da giorni si avvertiva qui a Nizza un’esasperazione palpabile”, ha raccontato un testimone. “Mi sono rintanato dentro l’ufficio perché vedevo la gente correre. Ho sentito sette colpi d’arma da fuoco e ho avuto molta paura”, ha detto all’Agi Fabrice Viriglio, proprietario di un’agenzia assicurazione accanto alla cattedrale di Nizza. (da SkyTG24)
Valery HACHE / AFP

Le vittime, come noi

Ieri mattina presto chi si trovava nella Chiesa di Notre Dame o nei suoi pressi ha vissuto un incubo dal copione tristemente famigerato: un uomo che viola un luogo di culto cristiano e al grido di Allah Akbah fa una strage. Chi ci sarà stato in chiesa alle 9 di mattina? Gente come noi, semplici fedeli che si fermano per una preghiera prima di andare al lavoro o che sostano lì durante le commissioni del mattino. Il guardiano della Basilica è stato ucciso, poi una donna di 70 decapitata. Brahim Aoussaoui ha poi riversato il suo odio su un’altra donna, più giovane, assalendola col coltello alla gola.

Queste 3 vittime ci restituiscono la fotografia più sincera della malvagia viltà sottesa nella strategia del terrore: colpire me e te, colpire padri, nonne e mamme.

Lo stesso Presidente Macron è stato molto esplicito nel farsi carico della protezione dei fedeli cattolici:

“Aumenteremo la presenza dell’esercito nelle strade, proteggeremo tutti i luoghi di culto e le scuole perché la festa di Ognissanti possa svolgersi in buone condizioni e successivamente il rientro nelle classi”. […] “I cattolici hanno il sostegno di tutta la Francia. La religione deve essere esercitata liberamente, perché è un valore. Si deve avere la possibilità di scelta del proprio culto”. “Domani saranno prese nuove misure nel Consiglio della difesa” contro il terrorismo. Ha annunciato il presidente francese, incontrando la stampa a Nizza nella sua prima reazione all’attentato. (da Repubblica)

 La fuga disperata di Simone

Che ci faceva in chiesa Simone Barreto Silva, proprio quando l’attentatore ha messo in opera il suo piano folle? Era una donna di fede e forse era lì semplicemente per pregare. Ma faceva la badante, poteva dunque essere lì perché accampagnava uno degli anziani che le erano affidati. Si è trovata nell’epicentro della violenza, è stata colpita più volte alla gola da Aoussaoui, chissà come è fuggita. Si è rifugiata in un bar accanto alla chiesa, dove è stata immeditamente soccorsa dai presenti. I testimoni hanno raccontato alla TV che la donna è entrata nel bar coperta di sangue, le sue condizioni erano disperate e l’hanno sentita dire:

Dite ai miei figli che li amo.

La notizia della sua morte è stata comunicata ai familiari verso sera, contemporaneamente si è diffusa la notizia di chi fosse: brasiliana, originaria di Bahia e in Francia dal 1995. Il Presidente Bolsonaro ha fatto le condoglianze alla famiglia, il Governatore di Bahia ha dichiarato:

Sono triste e indignato. Possa Dio dare conforto alla famiglia di Simone, ai suoi amici e alle famiglie delle altre vittime di questo barbaro attacco. Solidarietà alla Francia e a chi nel mondo difende l’amore e la pace. (da G1Bahia)


IENE, GUGLIELMO, DIO

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Voleva girare il mondo con un food truck

Non appena sui titoli dei giornali è comparsa la notizia di questa mamma che muore rivolgendo l’ultimo pensiero ai suoi figli, è stato naturale il desiderio di vedere che volto avesse, chi fosse. Mamma di tre figli, proprio come me. In chiesa di mattina, anche io quando riesco ci vado.

Spulciando, sono riuscita a trovare la testimonianza di un’amica che in queste ore ha raccontato chi fosse Simone alla testata G1 di Bahia:

Era giocosa. Sorrideva per tutto, anche per niente. C’erano sempre delle battute nelle sue conversazioni. Non poteva fare a meno di ridere, anche quando era difficile. Si divertiva molto e sognava di viaggiare per il mondo con un food truck – ha detto Ivana. (da G1-Bahia)

In fondo è proprio una descrizione che ricalca lo stereotipo che abbiamo dei brasiliani, solari e divertenti. Ma Simone, in realtà, aveva lasciato la terra d’origine da giovanissima. Si trasferì in Europa nel 1995 per seguire la sorella che dirigeva una scuola di ballo. Aveva studiato come cuoca, ma lavorava con gli anziani come badante. Lo scorso 10 ottobre aveva festeggiato il compleanno, 44 candeline.

Sono poche pennellate di vita che bastano a rendercela amica, forse qualcosa di più. Nessuno è pronto a morire in un giorno qualunque, nessuno lo mette mai davvero in conto. La morte di Simone è l’esatto opposto del piano diabolico perpetrato dall’attentatore. L’odio pianifica e assale a tradimento gente indifesa.

Ma la sconfitta del terrorismo è proprio nella morte di gente come Simone, capace di dire con l’ultimo respiro l’amore che lascia. In fondo non c’è bisogno di altro per essere testimoni, anche quando l’assalto della violenza coglie di sopresa. Il solco che lascia intoccata, anche se ferita a morte, l’anima di chi spira come Simone è proprio una coscienza a cui bastano poche semplici parole che si aggrappano a un bene in carne e ossa.

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