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Battaglie pro-life e formazione: un piccolo esercito, ma con le armi giuste

Roxana Gonzalez/Shutterstock

Universitari per la Vita - pubblicato il 30/10/20

La difesa della vita nascente è un terreno di scontro cruciale per l'uomo e per l'ordine naturale: il nostro equipaggiamento deve essere fatto di solida formazione bioetica e rettitudine morale.

DiFabio Fuiano

Carissimi amici, oggi vorremmo trattare un tema davvero molto importante: quello della formazione. Che cos’è la formazione? Ce lo dice la parola, è un’azione che forma: un atto della volontà finalizzato a dar forma alla nostra capacità di pensare, cosa che oggi il mondo vuole cercare di toglierci perché persone che non pensano con la propria testa ma secondo i diktat della cultura dominante sono più semplici da manipolare, soprattutto i giovani.

Formazione e informazione

Fughiamo un primo dubbio. Formazione e informazione sono due cose completamente diverse, anzi, c’è una gerarchia tra le due: la prima è sovraordinata alla seconda. Esistono molti tipi diversi di informazione (anche un sito femminista è, a suo titolo, mezzo di “informazione”), ma esiste solo un tipo di formazione che riesce, attraverso l’esercizio della ragione, a canalizzare le informazioni verso un giudizio sulla realtà delle cose.


UNIVERSITARI PER LA VITA

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Adaequatio rei et intellectus

In tal senso, potremmo dire, la formazione è una vera e propria lente tramite cui è possibile analizzare criticamente la realtà che ci circonda e riconoscere la verità. San Tommaso d’Aquino affermava che la verità è proprio l’adeguazione dell’intelletto alla realtà delle cose, dunque la formazione è il mezzo per riconoscere la verità e, tramite questa, la liceità morale di un atto. Senza una debita formazione è molto difficile esprimere le ragioni profonde per le quali atti come l’aborto, l’eutanasia, la contraccezione, la fecondazione artificiale, sono intrinsecamente ingiusti, così come le leggi che li permettono e incentivano. È altresì impossibile comprendere le cause più remote che ci hanno condotto al degrado morale e sociale che viviamo.

Conoscere i principi per saper giudicare i casi: non è MAI lecito uccidere un essere umano innocente

Ma la formazione è importante anche per un altro motivo: ci permette di fare delle scelte nella vita lì dove il male si camuffa e si ammanta di bontà. Facciamo un esempio. Molti pro-life sono consapevoli che l’aborto è un male. Talvolta però alcuni di loro tendono a giustificare l’atto abortivo in caso di stupro, di malformazioni fetali o di pericolo di vita per la donna.

Senza una debita formazione che risalga ai principi cardine della morale, nella fattispecie il principio secondo cui non è mai lecito uccidere un essere umano innocente, è veramente arduo riconoscere la malvagità dell’atto anche in quei contesti così estremi e specifici. Un altro esempio risiede nella legge stessa che legittima l’aborto nel nostro paese. Quanti si lasciano ingannare dal fatto che tale legge si intitoli Norme per la tutela sociale della maternità o perché nel primo articolo si legge che essa “tutela la vita umana dal suo inizio”? Ebbene questo è un esempio classico in cui la lente della formazione ci consente di andare oltre il velo di “bontà” della legge e svelarne la reale ratio, che è quella di fornire alla donna uno strumento per disporre della vita del concepito, totalmente espunto dalla scena.

Capacità di compiere il bene che si riconosce

Un altro aspetto di fondamentale importanza è che la formazione ci consente con più agilità di fare il bene ed evitare il male. Come ben sappiamo, questo è il principio cardine della morale, per cui ogni azione umana, per essere buona, deve essere conforme alla legge naturale insita in ogni uomo per propria essenza (dunque intrinseca e non imposta dall’esterno, come qualcuno afferma).

L’uomo conforme alla legge naturale non fa altro che essere conforme a se stesso, alla propria essenza. L’uomo che la trasgredisce, snatura se stesso con atti, appunto, contro-natura. Questo implica che si debba evitare ogni azione, foss’anche la più piccola, che abbia come fine il male (ciò che molti chiamano “male minore”). È stata la dottrina del male minore a “regalarci” leggi come la 194 e la 40. E sappiamo com’è andata a finire … dal male minore si è inevitabilmente passati per tappe successive al male peggiore possibile, come abbiamo più volte denunciato.

Infine, attraverso la formazione, si possono coltivare quelle virtù che ci aiutano a fare il bene e a portare avanti la sana battaglia contro-rivoluzionaria, volta a restaurare l’ordine naturale, sovvertito dalla Rivoluzione.


FLORA GUALDANI

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Maestri autorevoli per rettitudine e competenza

Ma come si fa a formarsi? Bisogna avere l’umiltà di affidarsi a persone di retta dottrina che abbiano a cuore l’ordine, tanto della società quanto quello interno all’uomo. Persone che amino profondamente la verità e siano disposte a servirla con sacrificio. In poche parole, persone che agiscano integralmente nel bene (ovvero non siano disposte a cedere neanche un millimetro al male, foss’anche quello minore). Tutto questo si può fare sia con buoni libri, sia con dei corsi (nella fattispecie consiglio il corso di bioetica della prof.ssa Brambilla, fra i maggiori esperti di bioetica in Italia) dove la linea dei relatori sia quella sopracitata. Se ci si affida solo a se stessi e ci si getta nella battaglia senza essersi debitamente formati, si rischia non solo di cadere in prima persona in errore, ma anche di essere responsabili della caduta altrui, cosa ancor più grave.

Allora, cari amici, facciamo questo sacrificio, sia pure economico o di tempo, perché la formazione è un tesoro prezioso che ci si porta dentro per tutta la vita e a cui si può attingere sempre, perché non scade mai.

QUI IL LINK ALL’ARTICOLO ORIGINALE PUBBLICATO DA UNIVERSITARI PER LA VITA

Tags:
bioeticapro life
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