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5 motivi per confessare il peccato dell'aborto

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Di PIGAMA|Shutterstock

padre Martín I. Esguerra-López - pubblicato il 30/10/20

Quando chiedo “Vorresti non averlo mai fatto?”, in base alla mia esperienza sacerdotale tutti dicono “Sì, vorrei non averlo mai fatto”

Nel sacramento della Riconciliazione, si sperimenta in modo particolare la misericordia divina. Molte donne e molti uomini si portano dietro il peccato dell’aborto per anni e anni senza ricevere assoluzione e perdono.

Molti possono non sapere quello che ha fatto Papa Francesco per rendere il perdono e la riconciliazione prontamente disponibili. In base alla mia esperienza di Missionario Idente e come sacerdote incaricato di essere “Missionario della Misericordia”, permettetemi di condividere con voi cinque motivi per confessare il peccato dell’aborto.

Queste ragioni sottolineeranno la misericordia eterna di Dio e quello che ha fatto il Santo Padre perché chi si è sottoposto a un aborto volontario riceva compassione, perdono e liberazione il prima possibile.

1. La misericordia di Dio. Il Salmo 136 afferma “Eterna è la sua misericordia”. San Paolo, nella sua Lettera ai Romani, al capitolo 5, dice: “Mentre eravamo ancora peccatori, Cristo è morto per noi”. Nel secondo capitolo della Lettera agli Efesini leggiamo: “Ma Dio, che è ricco in misericordia, per il grande amore con cui ci ha amati, anche quando eravamo morti nei peccati, ci ha vivificati con Cristo”.

Il nostro Padre Eterno non smette mai di amarci. Viene sempre verso di noi con compassione e perdono. Papa Francesco, nella lettera apostolica Misericordia et misera, pubblicata al termine del Giubileo Straordinario della Misericordia, ha scritto: “Posso e devo affermare che non esiste alcun peccato che la misericordia di Dio non possa raggiungere e distruggere quando trova un cuore pentito che chiede di riconciliarsi con il Padre”.

Quando confessiamo il peccato dell’aborto, confidiamo nell’eterna misericordia del Padre che è diventata uno di noi nel Signore Gesù e ci è stata donata nell’amore dello Spirito Santo. La misericordia divina “è paziente… è benigna… tutto sopporta” (1 Corinzi 13, 4, 7). La misericordia di Dio non ha limiti, non ha fine – è eterna!

2. C’è speranza. Il re Davide si è pentito del peccato di adulterio recitando queste parole del Salmo 51: “Lavami da tutte le mie iniquità e purificami dal mio peccato; poiché riconosco le mie colpe, il mio peccato è sempre davanti a me”. Quando si chiede a un uomo o a una donna: “Commettendo l’aborto volevi intenzionalmente ferire o rifiutare Dio?”, la maggior parte dice di no. Alcuni, come afferma Papa Francesco, hanno scelto l’aborto con una “consapevolezza superficiale”, senza rendersi conto del “male estremo” che implica un atto simile. Pochissimi scelgono l’aborto per la sua peccaminosità. Piuttosto, lo fanno perché, come sottolinea il Santo Padre, credono di non avere altra opzione.

Quando chiedo “Vorresti non averlo mai fatto?”, in base alla mia esperienza sacerdotale dicono tutti “Sì, vorrei non averlo mai fatto”. C’è un vero segno di pentimento, e questo è un altro motivo per confessare il peccato dell’aborto. Quando siamo onestamente e sinceramente pentiti davanti al nostro Padre Eterno piangiamo, e vorremmo non averlo mai fatto. Affrontiamo la verità delle nostre azioni. Questo porta alla speranza!




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3. Perdono. Il capitolo 8 della Lettera agli Ebrei afferma: “Perché avrò misericordia delle loro iniquità”. Il capitolo 43 del Libro di Isaia recita: “Io, io, sono colui che per amor di me stesso cancello le tue trasgressioni”.

Papa Francesco afferma che “Il perdono di Dio a chiunque è pentito non può essere negato, soprattutto quando con cuore sincero si accosta al Sacramento della Confessione per ottenere la riconciliazione con il Padre”. Quando confessiamo i nostri peccati al sacerdote, senza paura dell’inferno o desiderio del paradiso, ma con dolore e odio per i nostri peccati e solo per amore di Dio, allora Dio non ricorda i nostri peccati, che vengono lavati via attraverso il Sangue dell’Agnello, il Sangue di Gesù Cristo (Ebrei 9, 14).

Eravamo morti nei nostri peccati, e ora attraverso l’assoluzione ricevuta nel sacramento della riconciliazione siamo nuovamente vivi nel Signore Gesù. È significativo che Gesù dica che “v’è gioia davanti agli angeli di Dio per un solo peccatore che si ravvede” (Luca 15, 10). Il perdono ci libera!

4. Disponibilità universale. Nella lettera apostolica Misericordia et misera, Papa Francesco afferma: “perché nessun ostacolo si interponga tra la richiesta di riconciliazione e il perdono di Dio, concedo d’ora innanzi a tutti i sacerdoti, in forza del loro ministero, la facoltà di assolvere quanti hanno procurato peccato di aborto. Quanto avevo concesso limitatamente al periodo giubilare viene ora esteso nel tempo, nonostante qualsiasi cosa in contrario. Vorrei ribadire con tutte le mie forze che l’aborto è un grave peccato, perché pone fine a una vita innocente… Ogni sacerdote, pertanto, si faccia guida, sostegno e conforto nell’accompagnare i penitenti in questo cammino di speciale riconciliazione”.

Ciò vuol dire che le donne e gli uomini possono approcciare qualsiasi sacerdote e cercare perdono e riconciliazione per il peccato dell’aborto senza dover ottenere l’assoluzione direttamente dal loro vescovo locale. I sacerdoti incaricati come Missionari di Misericordia, i sacerdoti diocesani e religiosi nelle parrocchie, in monasteri, santuari, seminari, basiliche, cattedrali, tutti possono perdonare il peccato dell’aborto.

Dopo il Giubileo Straordinario della Misericordia, Papa Francesco ha permesso alla misericordia e al perdono di Dio di essere universalmente disponibili e immediati. Come possiamo, allora, non cercare il perdono, quando questo è alla distanza di un sacerdote?

5. Onore. La misericordia e il perdono di Dio non sminuiscono affatto la serietà o la gravità dell’aborto procurato; piuttosto, la portano alla Croce di Cristo, dove ogni peccato viene schiacciato e redento. Cercando perdono e riconciliazione con Dio nel sacramento della Confessione, le donne e gli uomini cercano anche perdono e riconciliazione con il proprio figlio o i figli che hanno perso attraverso l’aborto volontario.

Le donne e gli uomini, quindi, onorano i propri figli cercando il perdono da parte di Dio e confidando nella misericordia divina, e sono certo che stando con Dio quei bambini innocenti hanno perdonato i loro genitori e li abbracceranno in cielo con misericordia e compassione.

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