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Cosa vuol dire essere positivi al Covid-19 ma asintomatici?

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Shutterstock | Tatjana-Efimkina

Ospedale Bambino Gesù - pubblicato il 28/10/20

Molti bambini, pur avendo contratto il nuovo Coronavirus, non manifestano i sintomi della malattia COVID-19, rimanendo comunque contagiosi

“Nelle ultime settimane, si è registrato un aumento degli asintomatici”. Ciascuno di noi, in questo periodo, ha sentito notizie come questa al telegiornale. Ma cosa vuol dire essere positivi al nuovo Coronavirus ma asintomatici? 

Esiste la possibilità che i bambini (ma anche gli adulti) siano asintomatici, cioè infettati dal virus ma senza alcun sintomo, e che possano trasmettere la malattia agli altri.

I sintomi di COVID-19, lo ricordiamo, sono molto simili a quelli di un’influenza e consistono in febbre e tosse, ma anche malessere, naso che cola, a volte mal di testa o mal di gola, bronchite e, in alcuni casi, si possono manifestare sintomi gastrointestinali come vomito e diarrea.

Il bambino potrebbe anche avere difficoltà a respirare. Può capitare, però, di essere infettati ma di non avere nessun sintomo.

I rischi di essere asintomatici

Essere infettati dal nuovo Coronavirus ma asintomatici può significare che si è ancora nelle fasi inziali del COVID-19 oppure che, pur essendosi infettati, non si svilupperà mai la malattia.

Anche senza ammalarsi, tuttavia, chi è positivo al virus può contagiare gli altri.

La situazione si complica se pensiamo alla scuola, luogo in cui i bambini e i ragazzi devono stare seduti tra i banchi per molte ore, in un luogo chiuso.

Avere in classe una potenziale fonte di contagio e non essere in grado di identificarla, rappresenta un rischio di ammalarsi per tutti gli alunni, seppur raro, ma non per questo da sottovalutare. 




Leggi anche:
Cosa fare se un bambino è positivo al Covid-19: i consigli utili

Come fare per proteggersi?

Al momento è impossibile scoprire adulti e bambini asintomatici, a meno che non gli venga fatto il tampone naso-faringeo. Ad esempio, alcuni asintomatici vengono identificati perché hanno viaggiato in zone “a rischio” e devono sottoporsi, al rientro, al tampone obbligatorio.

Bisogna quindi cercare di limitare il contagio tra i bambini e, allo stesso tempo, consentirgli di tornare a scuola in un clima il più sereno possibile.

Per garantire tutto questo, è più che mai importante che tutti, a scuola, osservino le misure di prevenzione:

Rispettare il distanziamento sociale, sia in classe che all’aperto;

Indossare la mascherina quando si sta vicini, anche in classe (a partire dai 6 anni di età se ben tollerata);

• Lavarsi le mani: è molto importante che gli studenti e il personale scolastico si lavino le mani di frequente per almeno 20 secondi con acqua e sapone oppure usino una soluzione alcolica per disinfettarle.

• Il tracciamento dei contatti – rintracciare le persone con cui è stato in contatto un soggetto che si è infettato con il coronavirus – può aiutare a capire se bambini e ragazzi sono stati a contatto con una persona infetta prima che i sintomi si manifestino.


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Leggi anche:
Mascherine e bambini: cosa c’è da sapere

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Tags:
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