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Bambini adoratori: come iniziare il cuore alla presenza reale

M.MIGLIORATO/CPP/CIRIC

Bambini all'adorazione eucaristica nella chiesa di San Lorenzo in Vaticano

Mathilde De Robien - pubblicato il 21/10/20

Chi sono i bambini adoratori? Come si svolge un’adorazione eucaristica con dei bambini? Quali supporti usare?

«Non ci vogliono tante parole per pregare bene. Lo sappiamo che il buon Dio è lì, nel tabernacolo. Gli apriamo il cuore, stiamo bene davanti a lui… è questa la migliore preghiera»: diceva il santo Curato d’Ars. Una preghiera di adorazione che non è riservata ai grandi teologi o alle “ranocchie d’acquasanta” [espressione francese assai parlante, N.d.T.], anzi al contrario: «Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio», dice Gesù nelle Beatitudini. L’adorazione eucaristica è accessibile anche ai bimbi piccolissimi, se vengono introdotti un minimo. È l’obiettivo di “Bambini adoratori”, una scuola di preghiera che si diffonde in Francia e che si può replicare in ogni parrocchia, con un prete o con una comunità religiosa.




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Una scuola di preghiera

Come funziona concretamente un incontro dei bambini adoratori? Generalmente vi si raccolgono dei bambini dai 4 ai 12 anni in una cappella o una chiesa, una volta al mese. L’adorazione dura tra i dieci e i venti minuti. Il prete espone il Santissimo Sacramento sull’altare e i bambini vengono invitati ad adorare Gesù Eucaristia. Si alternano momenti di silenzio e canti, mimati o no. Il prete recita una preghiera di apertura, legge una lettura eventualmente seguita da un commento. I bambini si mettono alla presenza di Gesù, lo ringraziano, poi chiedono scusa e alla fine lo supplicano secondo il noto schema pedagogico “Grazie-Scusa-Per favore”. Vengono pure invitati a formulare un proposito. L’adorazione si conclude con una preghiera finale.


KIDS

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Marie-Emmanuelle, giovane parigina madre di tre bambini dai 6 ai 2 anni (Pio, Tancrède e Foucauld), conosce bene i Bambini adoratori. Dopo aver avviato il primogenito all’adorazione nel gruppo di Notre-Dame de la Salette, nel XV arrondissement, adesso accompagna i figli nella parrocchia Sainte-Marie des Batignolles, nel XVII:

Ci sono cinque incontri l’anno, un format breve di circa venti minuti, con preghiera ed esposizione del Santissimo. È un format pensato per i più piccoli, con i genitori presenti. Abbiamo diversi tipi di incontro: talvolta molto intimo e raccolto, talaltra è molto chiassoso. Quel che amano di più i bambini sono i canti.

Un modo di rispondere all’amore infinito di Dio

È ancora il santo Curato d’Ars che chiedeva (e al tempo stesso rispondeva) alle sue pecorelle: «Che fa Gesù nel tabernacolo? Ci aspetta». Iniziare i bambini all’adorazione significa far comprendere loro che Gesù li ama infinitamente e fa loro il dono della sua presenza attraverso l’Ostia. «Adorarlo significa rispondere al suo amore infinito con una piccola visita», spiega il libro per bambini Jésus je t’adore (Mama).

Adorare è una parola che viene da parole antichissime che vogliono dire “baciare”. Nella Chiesa, Dio ti aspetta e tu vieni a offrirgli la tua presenza e la tua preghiera: è come se ti gettassi fra le braccia del Padre celeste. Come se il tuo cuore gli mandasse un bacio.

[traduzione dal francese a cura di Giovanni Marcotullio]

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