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Shannen Doherty: ci sono cose che devo dire a mia madre e a mio marito prima di morire

SHANNEN DOHERTY

Everett Collection | Shutterstock

Annalisa Teggi - pubblicato il 12/10/20

Si sente piena di vita, si è liberata dal risentimento che portava dentro da giovanissima. Il tumore al seno è arrivato al quarto stadio e per l'attrice è un tempo di dolore, chiarezza, gratitudine.

Dal 2015 il tumore è entrato nella vita dell’attrice che per il grande pubblico continua a essere la Brenda di Beverly Hills. Il copione luminoso di quella serie TV cult degli anni ’90 è lontano anni luce dalla vita di Shannen Doherty. Dal momento in cui la malattia l’ha catapultata in una quotidianità molto vulnerabile, altri momenti critici hanno segnato la sua strada: l’incendio della casa a Malibu l’ha costretta a lasciare il luogo che era il centro della sua cura, poi la morte improvvisa di Luke Perry (altro indimenticabile protagonista di Beverly Hills), poi il ritorno aggressivo di quel tumore che nel 2017 era in remissione.

Si è chiesta se il suo destino fosse brutto e crudele, ma la realtà che sta vivendo parla di una donna che mentre era sotto le luci dei riflettori si mostrava antipatica e irrisolta e ora, spogliata e messa alla prova dalla malattia, si è liberata di grossi pesi e capace persino di sentirsi grata.


VALENTINA PANICO

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Io odio Brenda

Ai tempi in cui era stata una delle star di Beverly Hills90210 e poi di Streghe, esisteva una newsletter dedicata a chi voleva parlar male di Shannen e si chiamava Io odio Brenda. Si sapeva del suo caratteraccio, lo si esagerava a scopo di gossip ed è uno degli argomenti che lei stessa tocca nella lunga e recente intervista a Elle:

Più storie si scrivevano su di me, più io mi mettevo sulla difensiva e mi chiudevo. E più grandi erano i muri che costruivo attorno a me. Covavo molto risentimento.
©VALERIE MACON / AFP
Actress Shannen Doherty attends the Stand Up To Cancer (SU2C) event on September 9, 2016, at the Walt Disney Concert Hall in Los Angeles, California. / AFP PHOTO / VALERIE MACON

Era un risentimento che nasceva da una ferita personale, quella di aver perso troppo presto il padre a cui voleva molto bene e di aver creduto che la fama potesse riempire il vuoto e colmarlo di una soddisfazione che però non è mai arrivata.

Un dolore che fa male e libera

Non la celebrità, ma i pochi affetti rimasti dalla gioventù o trovati lungo la strada le hanno dato la possibilità di guardarsi in modo più sincero. Accanto a lei c’è sempre stata Sarah Michelle Gellar (la celebre Buffy ammazzavampiri) e dal 2008 è arrivato l’uomo che l’ha conquistata ed è diventato suo marito, il fotografo Kurt Iswarienko. Sono loro, e la madre e pochi altri, quelli con cui ha condiviso il percorso di grande trasformazione intima cominciata quando ha scoperto il tumore al seno. Proprio questo tempo di pesante sofferenza non ha aumentato il risentimento, ma lo ha fatto sparire:

La prima volta che ho fatto i conti col cancro, è stato davvero bello perché mi ha spogliata di tutto. Tutti i muri che c’erano, eliminati. Quel risentimento che mi portavo dentro da bambina – e anche fino a 19 anni lo ero – se n’è andato. (da Elle)

E lascia attoniti leggere «bello» detto da una donna che non dichiara nessun orizzonte spirituale confortante entro cui abbracciare l’esperienza feroce della malattia. Il dolore, vissuto senza altri aggettivi intorno, è una via di spogliazione brutale, che può diventare anche liberazione da molte trappole costruite dall’egoismo o da una rabbia a cui non si sa dare nome. Il dolore non è bello, ma può fare vedere il bello. La scelta radicale che si impone quando la malattia soffoca il corpo è quella di prendere respiro guardando i piccoli frammenti di bene irrubicidibili e presenti; prima sembravano poco cosa, dopo diventano un’essenziale immenso.

Metastasi e vita nuova

Shannen Doherthy ha scelto di porgere l’altra guancia al mondo, di far vedere quello che era sempre rimasto fuori dal gossip: se stessa. Ha condiviso l’intero percorso di cura del cancro sul suo profilo Instagram; i riflettori tornarono su di lei quando mostrò il momento del taglio dei suoi capelli durante la chemioterapia. Era un gesto che nella cornice dei social segnava l’addio al personaggio mediatico per dare il benvenuto alla persona: il pubblico ha imparato a conoscere una Shannen fragile, che piangeva, ma anche capace di trovare le ragioni di una gioia vera dentro lo sfinimento di un corpo che cede.

Non se lo aspettava neppure lei, ma il pubblico ha scoperto in Shannen una storia molto più convincente di quella di Brenda Walsh. L’amica Sarah M. Gellar ricorda dello stupore provato in occasione di un evento in cui la Doherthy era pronta a ricevere dai presenti indifferenza, o peggio, ed invece è stata circondata da persone che la volevano abbracciare.

Nei due anni di chemio e cure il legame con il marito si è rafforzato, anche il guizzo creativo di Shannen è fiorito; sono nate molte idee da proporre allo showbiz. Insomma, il patire – e ci sono stati momenti della cura in cui il buio sembrava totale – ha portato in dote una rinnovata voglia di aggrapparsi al presente.

Nel 2017 la notizia della remissione del tumore sembrò coronare questo viaggio di riscoperta personale e di liberazione dai nodi aggrovigliati del passato. Anche i capelli neri ricominciarono a crescere.

Ma l’aggressività del tumore al seno è ben nota e, dopo due anni di relativa serenità, quest’anno la Doherty ha annunciato che il cancro è tornato ed è al quarto stadio. Sembrerebbe a tutti gli effetti una cruda sentenza di morte, ma per ora è una finestra di vita che la sta portando a fare un esame di coscienza ancora più sincero.

Quarantena

La pessima notizia di un ritorno aggressivo del tumore, con metastasi e diffuso oltre il seno e i linfonodi, è arrivata qualche mese prima che la pandemia stravolgesse il mondo intero. Shannen ha raccolto attorno a sé la famiglia e gli amici più cari e ha fatto parlare il suo oncologo, così che lui potesse rispondere a ogni domanda fosse emersa. Al grande pubblico la notizia è stata data molti mesi dopo; nell’intervista a Elle la sua voce è stata molto chiara:

Ma ogni volta che arriva il momento mi sembra troppo definitivo e irrevocabile. È difficile mettere un punto alla tua esistenza quando ti senti come se potessi vivere ancora altri 10 o 15 anni. (Ibid)
HISTORIA CHOROBY
Fot. JB Lacroix | Getty Images, Mikel Roberts | Getty Images, Shannen Doherty | Instagram

Sta facendo i conti con la morte, senza giri di parole. Essendo esposta a un grave rischio in caso di contagio del Covid, si è imposta la quarantena nella propria casa che sta ricostruendo a Malibu (era andata a fuoco con gli incendi devastanti degli anni scorsi in California). Nel proprio recinto domestico, con la compagnia presente del marito, assapora una vita semplice fatta di cura dell’orto e momenti conviviali:

Trovo un tesoro nei piccoli momenti che la maggior parte della gente trascura o dà per scontato. Le piccole cose sono diventate enormi per me. C’è un bene infinito dentro di noi e non si tratta di far altro che scavare in quel pozzo per trovare la forza di affrontare le avversità – e grazie a ciò possiamo anche vedere la bellezza. (Ibid)
NADIA TOFFALeggi anche:È morta questa notte a Brescia: Nadia Toffa e tutta la vita (vera) davanti

Lettere da scrivere

A soli 49 anni Shannen Doherty si confronta con il pensiero di dover dire addio alle persone che ama. Che è tutt’uno con il pensiero della propria fine, quando ancora il cuore e l’anima sono pieni di un ardente desiderio di vivere.

Non mi sono ancora seduta a scrivere le lettere. Ma è qualcosa che devo fare. Ci sono cose che devo dire a mia madre. Voglio che mio marito sappia quanto significa per me.  […] In qualunque momento deciderò di farlo, mi sembra così definitivo. Suona come un congedo, ma io non voglio congedarmi. (Ibid)

Il tempo, guardato con la consapevolezza di chi sa che è poco quello che resta, diventa clamorosamente prezioso. Ed è lo stesso tempo che di solito perdiamo, sprechiamo o rincorriamo nella nostra quotidianità. Facciamo troppo o troppo poco, ma quasi mai stiamo. Auguriamo a Shannen quello che è vero per ciascuno in ogni condizione di vita: che il tempo dato da vivere sia occasione di un incontro che da senso anche alla morte. Dio ci attende dietro ogni angolo, e gli basta un solo istante per compiere ciò che a noi sembra solo cenere.

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