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Arisa mostra il suo viso senza filtri: basta chirurgia, voglio amarmi così!

arisamusic | INSTAGRAM

Silvia Lucchetti - pubblicato il 09/10/20

L'artista ha pubblicato una foto del suo volto nature e un lungo scritto in cui racconta il suo desiderio di tornare se stessa, di mostrare la sua faccia senza filtri e ritocchini. Per anni ha combattuto con la sua immagine, ricorrendo anche al chirurgo: "pensavo che se fossi diventata più bella la gente mi avrebbe amata di più"

Arisa, all’anagrafe Rosalba Pippa, classe 1982, nata a Genova ma cresciuta a Pignola vicino Potenza, è una delle voci femminili più belle del nostro Paese. Il primo indimenticabile ricordo che il pubblico italiano ha dell’artista risale al Festival di Sanremo 2009 che Arisa (nome d’arte composto dalle iniziali dei nomi di ognuno dei componenti della sua famiglia d’origine) vince nella categoria nuove proposte con il brano “Sincerità”. Occhiali grandi, frangetta, rossetto rosso, un look davvero originale per una canzone allegra, scanzonata, immediatamente canticchiabile. Il primo di una serie di successi per una cantante in grado di interpretare magistralmente brani briosi ma anche testi intensi e malinconici.

Le canzoni più amate

Nel 2010 è la volta di “Malamorenò” sempre interpretato dal teatro Ariston; nel 2012 Arisa è di nuovo a Sanremo con “La notte” e si classifica seconda, lo stesso anno canta “L’amore è un’altra cosa” e “Meraviglioso amore mio”; nel 2014 vince il Festival con il brano “Controvento”; il 2017 è l’anno del tormentone estivo “L’esercito del selfie” e nel 2019 con la canzone “Mi sento bene” viene nuovamente applaudita dal pubblico sanremese. Ad agosto è uscito il suo singolo “Ricominciare ancora”.




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Ecco la mia faccia senza filtri

Da qualche giorno la rete sta parlando di Arisa per un post che ha scritto su Instagram sulla scia dei messaggi sulla body positivity che in questo periodo fortunatamente circolano sui social. La cantante in questi anni di carriera ha giocato molto con la sua immagine: cambiando stile di abbigliamento, taglio di capelli, ma non solo. Come ammesso in più occasioni ha fatto ricorso alla chirurgia estetica, forse convinta che questo l’avrebbe fatta sentire più a suo agio con se stessa, anzi, come precisa nel post, più amata. Oggi invece vuole ritrovarsi, ritrovare la vera Rosalba, a partire dal suo volto. E così scrive:

Questa è la prima foto che faccio da quando ho deciso di ritornare allo stato originale della mia faccia. Senza filtri. Mi spiego meglio: negli ultimi anni la paura del tempo che passa era diventata incombente. Le mie serate le impiegavo a scrutare i difetti sul mio volto e a contare i buchi di cellulite sul mio sedere e sulle mie cosce. Chirurghi e medici estetici sono diventati i miei confessori, pensavo che se fossi diventata più bella la gente mi avrebbe amata di più, che avrei trovato l’amore della mia vita e che sarebbe stato tutto più facile per me con amici e lavoro. Guerre infinite coi miei capelli e tempo perso che non torna più. Io lo so che non sono bella come le tipe che vedo sui giornali e sui social, ma non voglio che sia più un mio problema. Ci sono tante persone care nella mia vita, che amo alla follia, che pur non aderiscono ai canoni del bello che ci propone questo mondo, eppure niente sarebbe lo stesso senza di loro per me. Mi chiedo allora perché solo io dovrei sentirmi meno amabile con la mia faccia, la mia età e la mia cellulite. Un essere umano è quello che è, quello che dà, o quello che appare?? Ogni problema diventa un problema solo se gli permettiamo di esistere. Quando portavo gli occhiali e il caschetto mi sentivo me stessa, ma la gente per strada mi prendeva in giro, si permettevano di fare apprezzamenti veramente pesanti sul mio aspetto fisico. Per non parlare del “ci è o ci fa(?)” che mi ha fatto sentire sbagliata fin dall’inizio della mia avventura. Questo alle donne capita spesso perché siamo in una società che dà per scontato che una donna possa essere messa in discussione per aspetti futili già in famiglia e che sia tutto normale. Da bambine dobbiamo essere accettate da nostro padre e non dare troppo fastidio a nostra madre che è una donna come noi problemi annessi, adolescenti dobbiamo passare l’esame della classe, dei primi flirt, delle amiche fighe che decidono se siamo all’altezza di stare nel gruppo; poi: vogliamo parlare del mondo del lavoro?? È ora di svegliarsi. Sentirci sbagliate ci rende ottime acquirenti. Depotenzia il nostro valore; ci divide e il mondo va a rotoli. Amiamoci per quello che siamo. Siamo Vita #bodypositive
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Questa è la prima foto che faccio da quando ho deciso di ritornare allo stato originale della mia faccia.Senza filtri.Mi spiego meglio: negli ultimi anni la paura del tempo che passa era diventata incombente.Le mie serate le impiagavo a scrutare i difetti sul mio volto e a contare i buchi di cellulite sul mio sedere e sulle mie cosce. Chirurghi e medici estetici sono diventati i miei confessori, pensavo che se fossi diventata più bella la gente mi avrebbe amata di più, che avrei trovato l’amore della mia vita e che sarebbe stato tutto più facile per me con amici e lavoro. Guerre infinite coi miei capelli e tempo perso che non torna più.Io lo so che non sono bella come le tipe che vedo sui giornali e sui social, ma non voglio che sia più un mio problema. Ci sono tante persone care nella mia vita, che amo alla follia, che pur non aderiscono ai canoni del bello che ci propone questo mondo, eppure niente sarebbe lo stesso senza di loro per me.Mi chiedo allora perché solo io dovrei sentirmi meno amabile con la mia faccia, la mia età e la mia cellulite. Un essere umano è quello che è, quello che dà, o quello che appare??Ogni problema diventa un problema solo se gli permettiamo di esistere. Quando portavo gli occhiali e il caschetto mi sentivo me stessa, ma la gente per strada mi prendeva in giro, si permettevano di fare apprezzamenti veramente pesanti sul mio aspetto fisico.Per non parlare del “ ci è o ci fa(?)”che mi ha fatto sentire sbagliata fin dall’inizio della mia avventura.Questo alle donne capita spesso perché siamo in una società che dà per scontato che una donna possa essere messa in discussione per aspetti futili già in famiglia e che sia tutto normale.Da bambine dobbiamo essere accettate da nostro padre e non dare troppo fastidio a nostra madre che è una donna come noi problemi annessi,adolescenti dobbiamo passare l’esame della classe,dei primi flirt,delle amiche fighe che decidono se siamo all’atezza di stare nel gruppo;poi:vogliamo parlare del mondo del lavoro?? È ora di svegliarsi.Sentirci sbagliate ci rende ottime acquirenti.Depotenzia il nostro valore; ci divide e il mondo va a rotoli. Amiamoci per quello che siamo.Siamo Vita #bodypositive

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“Non è importante che sia bello tu, ma che sia bello ciò che ami!”

Il passaggio che più mi ha colpito è il seguente:

Ci sono tante persone care nella mia vita, che amo alla follia, che pur non aderiscono ai canoni del bello che ci propone questo mondo, eppure niente sarebbe lo stesso senza di loro per me.

Mi ha fatto venire in mente una frase che mi rimase impressa di una catechesi bellissima tenuta nel 2011 ad Assisi da don Fabio Rosini:

Non è importante che sia bello tu, ma che sia bello ciò che ami!

Volevo essere amata (di più)

Invece stiamo, soprattutto noi donne ma anche gli uomini ormai non scherzano, sempre ripiegate su noi stesse, concentrate su come appariamo allo specchio, anzi, sullo schermo del cellulare. Pronte a migliorarci (?) a colpi di filtri per chi si accontenta (utilizzando le app più sofisticate nell’eliminare i difetti, nel mascherare le imperfezioni) o addirittura di chirurgo. E poi come si fa a controllarsi e limitarsi nel ritocchino? Non sappiamo più accettare le rughe, viviamo i compleanni come una condanna all’invecchiamento invece che come un giorno in cui ringraziare perché siamo vivi e rifiutiamo le caratteristiche che ci rendono ciò che siamo, umani, riconoscibili ai nostri cari a cui somigliamo – le labbra sottili di mamma, i fianchi larghi di nonna, il neo sotto l’occhio come lo zio, il naso importante come il papà… – per cosa? Arisa ha il coraggio di dirlo chiaramente: per essere amati di più, ovvero, come il nostro cuore desidera.

(…) pensavo che se fossi diventata più bella la gente mi avrebbe amata di più, che avrei trovato l’amore della mia vita e che sarebbe stato tutto più facile per me con amici e lavoro.

In nome di Cristo, sii te stesso

Siamo assetati d’amore e finché non incontriamo quello con la A maiuscola è impossibile dissetarsi. E Dio, sempre per citare un’altra catechesi di don Fabio Rosini, sa che siamo belli, preziosi, importanti.

Ti tratti come una cosa da quattro soldi mentre invece sei importantissimo, vali il sangue di Cristo! (…) Lui ritiene che tu vali la pena! (…) Sai perché ti ha creato Dio? perché senza di te non si può fare. Ci sono persone che solo tu puoi amare, ci sono cose che solamente tu potrai fare, parole che solamente tu potrai dire, sentimenti che solamente tu potrai provare. In nome di Cristo sii te stesso.


the passion

Leggi anche:
Don Fabio Rosini: “Ti tratti come una cosa da 4 soldi ma vali il sangue di Cristo!” (VIDEO)

Per rispondere alla domanda retorica che pone la cantante nel suo post: “Un essere umano è quello che è, quello che dà, o quello che appare?” un essere umano è quello che ama.




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