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Venezuela: profanato santuario della Madonna di Coromoto, ma “rispettando” il Santissimo

VENEZUELA

José Cohen

Ramón Antonio Pérez - pubblicato il 02/10/20

I ladri si sono scatenati senza successo contro il tabernacolo. Stranamente hanno “rispettato” le forme consacrate

Domenica 27 settembre è avvenuto un furto particolare in un santuario di Caracas dedicato alla Madonna di Coromoto, patrona del Venezuela. I ladri, ancora non identificati, sono entrati nel tempio mariano per rubare vari oggetti. Anche se hanno distrutto la porta del tabernacolo e hanno cercato di portarsi via una lamina dorata che lo adorna, non sono riusciti nell’intento.

L’aspetto più strano, se paragonato ad altri edifici religiosi anch’essi profanati, è che questa volta i malviventi non hanno gettato a terra né si sono portati via le ostie consacrate. I ladri hanno rispettato Gesù sacramentato!

Il “rispetto” nei confronti di Gesù sacramentato potrebbe derivare dal fatto che non sapevano cosa avessero di fronte, oppure erano consapevoli della profanazione che avrebbero commesso se fossero andati al di là del “semplice furto”.

Il 30 settembre i responsabili del santuario, situato nel quartiere El Paraíso di Caracas, hanno aperto le porte ai mezzi di comunicazione per rendere noto il nuovo episodio di violenza contro gli spazi sacri della Chiesa cattolica nel Paese latinoamericano.

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I fatti

“Hanno distrutto le porte di legno e hanno aperto il Santissimo, hanno rispettato le forme sacre (Santissimo) e hanno provato a strappare delle lamine dorate, ma non ci sono riusciti”, ha dichiarato padre Jonathan González in un comunicato del 28 settembre.

Le informazioni erano state anticipate su Instagram dalla parrocchia Sant’Alfonso Maria de’ Liguori, a cui appartiene il santuario di Nostra Signora di Coromoto. Perfino i confessionali, i quadri elettrici e le serrature hanno subìto dei danni.

“La nostra parrocchia è stata attaccata e derubata da alcuni ladri che sono entrati attraverso una griglia della cripta”, ha affermato González, che appartiene alla Congregazione del Santissimo Redentore. “Hanno forzato tutte le porte della cripta in cui si impartono la catechesi e gli atti parrocchiali. Sono saliti per la scala a chiocciola che mette in comunicazione la cripta con l’altar maggiore”.

Il sacerdote ha ringraziato per “la solidarietà dei parrocchiani nel riparare ai beni rubati”, e ha spiegato che i fatti sono stati denunciati alle autorità della Guardia Nazionale Bolivariana, che si sono poi recate sul posto. Oltre a lamentare l’accaduto, padre González ha chiesto di pregare “per il pentimento e la conversione di chi commette atti contrari alla legge di Dio”, in cui si esorta l’uomo a “non rubare”.

Tempio su ispirazione dei Redentoristi

Il tempio è stato inaugurato il 23 maggio 1961 con la benedizione di quello che è stato il primo cardinale del Venezuela, José Humberto Quintero, all’epoca arcivescovo di Caracas. Secondo il portale Caracas Arquitectura e Historias, in cui appaiono varie fotografie del tempio, il progetto è dell’ingegnere Vicente Franco.

I promotori sono stati i missionari redentoristi, che all’epoca avevano appena terminato di costruire un altro tempio dedicato a Nostra Signora del Perpetuo Soccorso nel settore Pagüita del centro di Caracas.

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