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Lettera a un figlio di separati: nel tuo dolore, ricorda, sei figlio di Dio!

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Antonio Guillem - Shutterstock

Aleteia - pubblicato il 29/09/20

Per i figli la separazione dei genitori è un vero lutto, spesso negato, troppo facilmente ridimensionato o banalizzato. Quando il loro legame è offeso, lo sei anche tu; quando il loro amore reciproco viene meno alla promessa, è anche il tuo cuore ad essere tradito. Ma ricorda: prima di essere figlio di tua madre e tuo padre che ti amano nella loro debolezza, tu sei figlio di Dio, un Padre che non viene mai meno.

Di Francesca Parisi

Caro figlio secondo,

non parlo di figlio secondo come secondo figlio ma di te che senti di non essere il primo amore di qualcuno, qualcuno che non è chiunque ma che è tutto. Parlo di tua madre e di tuo padre. Ho deciso di scriverti perché ho una cosa da dirti. Si dice che l’amore più simile a quello divino sia proprio quello di un genitore verso un figlio. Si dice che per un genitore non c’è felicità più grande di quella del figlio.

Si dice che un genitore andrebbe in malora per il proprio figlio o, addirittura, morirebbe per lui. Forse sentendo quello che “si dice” un’amara smorfia di incredulità ti incide il viso. Tu non senti: tu vedi. No, tu vivi questa grande menzogna perché hai visto l’amore sacro di una famiglia sgretolarsi dietro banali dispiaceri e distruttivi piaceri. Quante volte hai sentito dire “tu non c’entri, sono affari miei e di mamma/papà” e allora provavi a convincerti che effettivamente non riguardava te ma sai che anche il tuo cuore è stato colpito. E quante volte hai sentito “sono cose che succedono” ma poi nel tuo silenzio assordante ti ripeti “perché è successo a me? A noi?”.

Chiunque creda davvero che le cose non cambiano è davvero un folle. Ogni volta che un genitore dice che le cose tra voi non cambieranno, sta mentendo. È già cambiato tutto ma molti sono troppo accecati da ciò che vogliono per loro per accorgersene. Vogliono vivere felici la loro vita, vincere la lotta tra avvocati e al tempo stesso ti vogliono come prima, intatto, come se le loro scelte di vita non ti toccassero. Vogliono il tuo rispetto, il tuo consenso, il tuo amore, la tua stima, la tua compagnia. Vogliono stare tranquilli con te, con l’ex e con una eventuale nuova famiglia. Vogliono coinvolgerti in un giro da cui vorresti solo scappare, solo perché questo li fa star bene. E allora ti senti secondo a chi per te è il primo amore.


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Troppo presto ti sei ritrovato a ricoprire un ruolo in casa che non spettava a te solo perché un genitore è andato a vivere altrove. Troppo presto hai dovuto rinunciare alla dolcezza di un abbraccio nel momento del bisogno perché uno dei due ti è lontano. Troppe domeniche, troppi Natali, troppe feste passate con un pezzo mancante della famiglia.

Non è stato giusto vedere tua madre o tuo padre piangere, non dovevi assistere alle liti, non dovevi sentire insulti, non dovevi essere il premio di qualcuno né sentirti in dovere di schierarti. Mai avresti dovuto sentirti un “figlio da piazza” o di “incontri su appuntamento”, mai avresti dovuto sentirsi la vergogna delle azioni sbagliate dei tuoi genitori addosso, mai avresti dovuto sentirti orfano con genitori viventi, mai avresti dovuto scoprire un tradimento, mai avresti dovuto sentirti un oggetto da usare nel tempo libero, mai avresti dovuto sentirti un bancomat. Mai avresti dovuto sentirti secondo a chi per te è il primo amore, la prima forza, la prima certezza. E l’immagine del genitore-supereroe si dissolve.

Ma, fratello, guardati! Il supereroe sei tu. Ogni volta che con la tua vita onori il nome della tua famiglia, ogni volta che non ti fai vincere dalla rabbia, dal disprezzo e dalla tristezza. Appena ti rendi conto che tu sei un dono prezioso e non “il frutto (marcio) vicino l’albero (marcio)”. Quando scegli di essere un uomo/una donna migliore, hai vinto. E quando già oggi decidi che sarai un genitore che sia “padre” o “madre” per davvero, non avrai sprecato il tuo dolore. Quando ami da figlio chi ti ha dato la vita nonostante tutto e perdoni le loro mancanze, tu hai cambiato la storia!

Non è facile, né ti è dovuto, ma tu puoi farlo.

Concludo svelandoti una mia piccola, forse scontata, ma fondamentale verità: tu, prima di essere figlio di tua madre e tuo padre che ti amano nella loro debolezza, sei figlio di Dio e per Lui tu sei un miracolo e hai il potere di sopportare ogni cosa. Non dubitare mai di Dio! È il primo grande Padre che tutti devono avere e non dubitare di te, figlio di Dio.

Con fraterno amore,

Francesca Parisi


Fabrizio Moro

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