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Quando sei nel buio professa la tua fede: “Tu sei il Cristo!”

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Di teerayuth oanwong|Shutterstock

don Luigi Maria Epicoco - pubblicato il 25/09/20

Davanti allo scandalo della croce, quando ciò che succede sembra smentire tutto ciò che abbiamo compreso e creduto, la nostra fede è chiamata ad approfondirsi e il nostro cuore a farsi più lieto: la Resurrezione è vicina!

Dal Vangelo di ✠ Gesù Cristo secondo Luca (9,18-22)
Un giorno, mentre Gesù si trovava in un luogo appartato a pregare e i discepoli erano con lui, pose loro questa domanda: «Chi sono io secondo la gente?». Essi risposero: «Per alcuni Giovanni il Battista, per altri Elia, per altri uno degli antichi profeti che è risorto». Allora domandò: «Ma voi chi dite che io sia?». Pietro, prendendo la parola, rispose: «Il Cristo di Dio».
Egli allora ordinò loro severamente di non riferirlo a nessuno. «Il Figlio dell’uomo, disse, deve soffrire molto, essere riprovato dagli anziani, dai sommi sacerdoti e dagli scribi, esser messo a morte e risorgere il terzo giorno».

Un giorno, mentre Gesù si trovava in un luogo appartato a pregare e i discepoli erano con lui, pose loro questa domanda: «Chi sono io secondo la gente?».
La domanda che Gesù fa ai suoi discepoli non è una domanda di semplice curiosità, né tanto meno una domanda ingenua. Gesù sta spingendo i suoi, che lo accompagnano già da un po’, a tirare le conclusioni su quello che pensano di aver capito di Lui. Gesù domanda il sentire della gente per arrivare man mano a domandare alla fine il loro stesso sentire. E sembra che i discepoli fintanto che devono rendere conto degli altri sono abbastanza preparati e svelti nel rispondere: “Essi risposero: «Per alcuni Giovanni il Battista, per altri Elia, per altri uno degli antichi profeti che è risorto»”. Ma Gesù li inchioda su una domanda a cui non è facile rispondere su due piedi: “Allora domandò: «Ma voi chi dite che io sia?»”. Le cose ci sembrano chiare finché le guardiamo nella vita degli altri, quando, invece, dobbiamo guardarle nella nostra vita, non sappiamo mai veramente qual è effettivamente la cosa giusta. Solo Pietro azzarda la risposta giusta: “Pietro, prendendo la parola, rispose: «Il Cristo di Dio». Egli allora ordinò loro severamente di non riferirlo a nessuno”. Quella che è la professione di fede di Pietro può trasformarsi in un’arma a doppio taglio, infatti dire delle cose giuste nei confronti di Cristo non significa in fondo averlo capito veramente. Ecco perché Gesù accompagna la risposta di Pietro con una precisazione: «Il Figlio dell’uomo, disse, deve soffrire molto, essere riprovato dagli anziani, dai sommi sacerdoti e dagli scribi, esser messo a morte e risorgere il terzo giorno». I discepoli che pensano di aver capito non si sono ancora scontrati con lo scandalo della Croce, che è il momento della vita in cui ciò che ti sembrava chiaro è messo in discussione dai fatti. Ed è proprio in quel buio che bisogna fare la più vera e profonda professione di fede. Ma lo impareranno con il tempo. #dalvangelodioggi
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