Aleteia logoAleteia logo
Aleteia
giovedì 24 Giugno |
San Giovanni Battista
home iconFor Her
line break icon

«Ho chiesto a Gesù di darmi le sue stigmate, perché desidero sapere cosa ha provato»

SERIOUS, CHILD

Fresnel | Shutterstock

Fraternità San Carlo Borromeo - pubblicato il 21/09/20

Era l'unico bambino che non voleva partecipare alla messa, poi è accaduto un incontro sorprendente che lo ha aperto a un'intuizione profondissima. Dio aspetta con pazienza ciascuno di noi.

Di Don Davide Matteini

Era l’ultimo giorno della nostra vacanza estiva in Baviera. Dopo una intensa settimana di giochi, passeggiate e canti, preghiera e letture de Le cronache di Narnia, stavamo per tornare a casa. Tra l’entusiasmo generale, era rimasto un punto interrogativo su Carl (questo e gli altri nomi sono di fantasia), l’unico bambino che a messa proprio non voleva venire. Aveva dodici anni e una storia difficile alle spalle. Allontanato con il fratello dai genitori, era stato dato in affido a una signora di mezza età che, avendo conosciuto una famiglia del movimento di CL, cercava di mandare i suoi figli a ogni nostra iniziativa. Solitamente, Carl era uno tra i più difficili del gruppo, irrequieto, bisognoso di attenzioni e di affetto. Al tempo stesso, però, era anche quello che si legava di più. Ad ogni vacanza oppure nei lunghi viaggi in treno, spesso lo trovavo a parlare, giocare o intrattenersi con le persone che incontrava.




Leggi anche:
«Dammi un cuore bambino che crede davvero che tu, o Dio, mi sei Padre»

Quella volta, dopo una lunga discussione, arrivo con Carl a questo compromesso: viene con noi in paese ma, durante la messa, può rimanere fuori dalla chiesa. Lui imbronciato mi segue, e altrettanto imbronciato entra inaspettatamente in chiesa. Durante l’omelia, riprendendo la storia letta e il vangelo del giorno, chiedo ai bambini:

Ma voi ci credete che esiste un amore così grande che è più forte della morte? Voi sareste disposti a dare la vita per i vostri amici come Gesù?

Mentre alcuni scuotono la testa smarriti, altri dicono che sono certi, sarebbero pronti, anche se probabilmente non hanno capito bene cosa comporti. Carl, nel frattempo, ha cambiato completamente faccia: alza le braccia e quasi sale in piedi sulla panca per attirare l’attenzione e dire, anche lui, che sarebbe pronto a tutto per i suoi amici. Finita la messa, Carl mi aspetta. Vuole accompagnarmi a casa. Lungo il tragitto mi chiede:

Davide, sai cosa ho chiesto durante la messa? Ho chiesto a Gesù di darmi le sue stigmate, perché desidero sapere cosa ha provato.
CHURCH
Pascal Deloche / Godong

Rimango senza parole, sono completamente sorpreso. Carl mi ricorda che siamo mandati a custodire e ravvivare la scintilla che Dio stesso accende nel cuore dei ragazzi. E anche degli adulti.
Tempo fa ricevo una mail da una giovane coppia che, da poco trasferita nella nostra parrocchia, mi chiede a che ora celebro la messa. Colgo l’occasione e vado a cena a casa loro per conoscerli meglio. La famiglia di Sophia è originaria di Antiochia, sono greco-ortodossi. La famiglia di Manuel è cattolica, viene dalla Spagna. Nati entrambi a Colonia, si sono conosciuti a scuola ma hanno fatto le cose per bene e sono andati a vivere insieme solo dopo il matrimonio. Come tanti qui, hanno alcune categorie chiare della fede, mescolate però a idee bizzarre. Lei ha riscoperto la fede negli ultimi anni e trascina il marito nella sua ricerca a fasi alterne. Quando è nata la loro prima figlia, mi hanno chiesto di battezzarla nonostante Sophia abbia uno zio prete ortodosso che abita nel quartiere vicino. Più volte, dopo una cena insieme, era tornato fuori il tema del loro matrimonio e di come non fossero stati preparati ad affrontarlo. Dopo l’ultimo incontro con altre famiglie, hanno deciso di fare un percorso per riscoprire cosa è accaduto loro attraverso il sacramento celebrato qualche anno fa. Ognuno ha la sua storia. Noi siamo chiamati ad assecondare la pazienza di Dio e ad accompagnare le persone che ci sono affidate, sfidando la loro libertà e sostenendo i passi che riescono a fare.

QUI IL LINK ALL’ARTICOLO ORIGINALE PUBBLICATO DA FRATERNITÀ SAN CARLO

Tags:
bambinidio
Sostieni Aleteia

Se state leggendo questo articolo, è grazie alla vostra generosità e a quella di molte altre persone come voi che rendono possibile il progetto evangelizzatore di Aleteia. Ecco qualche dato:

  • 20 milioni di utenti in tutto il mondo leggono Aleteia.org ogni mese.
  • Aleteia viene pubblicato quotidianamente in sette lingue: italiano, inglese, francese, spagnolo, portoghese, polacco e sloveno.
  • Ogni mese, i nostri lettori visionano più di 50 milioni di pagine.
  • Quasi 4 milioni di persone seguono le pagine di Aleteia sui social media.
  • Ogni mese pubblichiamo 2.450 articoli e circa 40 video.
  • Tutto questo lavoro è svolto da 60 persone che lavorano full-time e da altri circa 400 collaboratori (autori, giornalisti, traduttori, fotografi...).

Come potete immaginare, dietro questi numeri c'è un grande sforzo. Abbiamo bisogno del vostro sostegno per poter continuare a offrire questo servizio di evangelizzazione a tutti, ovunque vivano e indipendentemente da quello che possono permettersi di pagare.

Sostenete Aleteia anche solo con un dollaro – ci vuole un minuto. Grazie!

Preghiera del giorno
Oggi festeggiamo anche...





Top 10
1
don Marcello Stanzione
Le confessioni di Mamma Natuzza: “Ho visto i morti, ecco co...
2
nun
Larry Peterson
Gesù ha donato a questa suora una preghiera di 8 parole per esser...
3
Giovanni Marcotullio
«I rapporti prematrimoniali?» «Un vero peccato!» «Ma “mortale”?» ...
4
MOTHER AND LITTLE DAUGHTER,
Silvia Lucchetti
Lui si suicida dopo aver ucciso le figlie: Giulia torna a vivere ...
5
saint paul
Giovanni Marcotullio
La Santa Sede contro il ddl Zan: è caso diplomatico
6
COUPLE GETTING MARRIED
Gelsomino Del Guercio
Il matrimonio si celebra in casa. La svolta della diocesi di Livo...
7
Lucía Chamat
La curiosa fotografia di “Gesù” che sta commuovendo la Colombia
Vedi di più
Newsletter
Ricevi Aleteia tutti i giorni