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Non so chi sono né dove sia Dio, cosa posso fare?

SAD

Photo by Francisco Gonzalez on Unsplash

Luisa Restrepo - pubblicato il 18/09/20

Stare senza stare

Father and son teen
Stock Rocket/Shutterstock

Nel frattempo, anche il figlio che non se n’era andato è perduto, anche se viveva con il Padre.

Tornare a una relazione quando siamo perduti è ancor più difficile se fino ad allora abbiamo solo finto di rimanere.

Quando non abbiamo il coraggio di andarcene e rimaniamo per dovere soffriamo in silenzio. Come il fratello maggiore, anche noi restiamo fuori dall’amore del Padre. La verità è che forse non siamo mai stati all’interno di quella relazione.

Adagiato, arrabbiato e pensando a se stesso, il figlio maggiore è incapace di festeggiare l’altro. Tutto ciò che viene dato al fratello sembra sia stato strappato a lui.

Guarendo rapporti spezzati

RETURN OF THE PRODIGAL SON
Rembrandt van Rijn | Public Domain

Come si costruisce allora la riconciliazione? Come si curano i rapporti spezzati?

Il Padre non ricorda al figlio maggiore il suo senso del dovere, non banalizza la sua rabbia. Il padre si mostra vulnerabile: se ha dato il vestito, l’anello, le scarpe e vitello al figlio minore, al maggiore dà il cuore!

Sì, perché la riconciliazione non si può costruire senza dare all’altro qualcosa di prezioso di se stessi. La riconciliazione non è un’idea né solo una parola, ma si fa nella carne.

Nessuno può obbligarci a tornare. Tornare ad avere un rapporto è sempre una decisione che dobbiamo prendere, una decisione personale in cui nessuno può sostituirci.

Che ce ne siamo andati o che restiamo per abitudine, la parabola termine con la porta aperta: dipende da noi entrare o rimanere fuori dall’amore del Padre.

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Tags:
parabola figliol prodigo

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