Aleteia
martedì 29 Settembre |
Santi Arcangeli
For Her

Che ne sai tu della sofferenza, con la tua vita quasi perfetta?

Antoine Mekary | ALETEIA

Costanza Miriano | Il blog di Costanza Miriano | Thu Sep 17 2020

Allora: prima di tutto rispondo quello che diceva sempre Enzo Biagi, dopo avere intervistato tutti i più grandi del suo tempo, compresi i ricchi e belli e famosi e potenti: non c’è nessuno, ma veramente nessuno che valga la pena di invidiare. Nessuno è immune dalla sofferenza.

Se il momento botola (quell’istante in cui vorrei sparire sotto il pavimento perchè mi fanno complimenti che trovo esagerati o fuori luogo, cioè tutti tranne quelli sulla tonicità muscolare, sempre graditi anche se falsi) caratterizza ogni incontro che faccio in pubblico, in questo momento, dopo l’uscita del mio ultimo libro – Niente di ciò che soffri andrà perduto – ogni volta che mi trovo a parlarne è tutto un interminabile momento botola.

E anche quando qualcuno ne scrive, o mi chiama per dire quanto sono belle le mie parole sulla sofferenza, vorrei dire a tutti la stessa cosa: mi sento un po’ abusiva. Un po’ più abusiva del solito. Perché io ho raccontato storie di sofferenze non mie, e di come alcune persone stanno docilmente sulla croce, sopportando dolori ineffabili che mi schianterebbero, come la malattia o la morte di un figlio, o un marito che fa un figlio con un’altra. Ho cercato di essere delicata, di non pontificare perché come ho scritto davanti alla sofferenza quasi sempre non puoi che tacere: il male è un mistero, e cercare di spiegarlo è un’eresia (la Chiesa ha sempre condannato come eretici quelli che cercavano di fare questo) e soprattutto un’offesa per chi soffre. Niente spiegazioni, niente consigli, ma se possibile l’offerta di una spalla, di una mano (o due, se possibile, nel senso di aiuto concreto). Davanti alla sofferenza si sta in punta dei piedi e con rispetto, cercando di offrire vicinanza perché, come chiede sempre Kiko, “come puoi dire di volermi bene se non sai cosa mi fa soffrire?”. E allora perché ho dovuto scrivere questo libro?

Qualcuno mi ha chiesto: che ne sai tu della sofferenza, con la tua vita quasi perfetta?

Allora: prima di tutto rispondo quello che diceva sempre Enzo Biagi, dopo avere intervistato tutti i più grandi del suo tempo, compresi i ricchi e belli e famosi e potenti: non c’è nessuno, ma veramente nessuno che valga la pena di invidiare. Ognuno di noi ha la sua parte di sofferenza, pensata da Dio per noi al centimetro, al grammo, giusta per le nostre spalle, per scolpire e guarire il nostro cuore, esattamente nei punti in cui ha bisogno di guarigione e salvezza. Quindi anche io ho avuto, ho, e avrò quello che serve per me. Ci sono cose che affronto con leggerezza e cose su cui faccio fatica, e se guardo alle mie amiche mi sembra che a volte alcune fatiche che per loro sono macigni riuscirei ad affrontarle, mentre dolori che loro hanno superato mi avrebbero uccisa. Non siamo in grado di valutare questo, e non ci compete. Dio invece sa bene quello che fa, sempre, e ogni cosa che ci leva la pelle lo fa nel modo buono per noi. Ecco, mi dispiace prendermi i complimenti raccontando dolori che non sono miei, per quanto una cara amica che mi conosce bene e sa tutto di me ha detto di avere letto qualcosa della mia vita in ogni capitolo: lo sguardo degli amici sulla nostra vita è davvero prezioso.

Io volevo fare qualcosa per consolare chi soffre, così come alcune persone hanno fatto con me, e credo che aiutare a trovare un senso alla sofferenza sia un aiuto grande. Quando capisci che quella è una cosa che ti salva, è fatta, cambia tutto. È la rivoluzione copernicana, lo sguardo cristiano sulla storia versus lo sguardo contemporaneo per cui nulla che faccia soffrire (o peggio morire) ha senso. Loro non sanno che Gesù è veramente risorto, e la prospettiva di una morte definitiva rende senza senso tutto quello che ci fa perdere qualcosa, tutte le piccole morti – la perdita di affetti umani, di potere, di soldi, di salute, di giovinezza, di successo. L’importante è salvare le penne, comunque sia.

Invece per noi che vogliamo somigliare a Cristo l’importante è il rapporto con lui, non conta da dove passa, quanto costa, e se fa male, e cosa sembra farci perdere.

QUI IL LINK ALL’ARTICOLO ORIGINALE PUBBLICATO DA COSTANZA MIRIANO

Sostieni Aleteia

Se state leggendo questo articolo, è grazie alla vostra generosità e a quella di molte altre persone come voi che rendono possibile il progetto evangelizzatore di Aleteia. Ecco qualche dato:

  • 20 milioni di utenti in tutto il mondo leggono Aleteia.org ogni mese.
  • Aleteia viene pubblicato quotidianamente in otto lingue: italiano, inglese, francese, spagnolo, portoghese, arabo, polacco e sloveno.
  • Ogni mese, i nostri lettori visionano più di 50 milioni di pagine.
  • Quasi 4 milioni di persone seguono le pagine di Aleteia sui social media.
  • Ogni mese pubblichiamo 2.450 articoli e circa 40 video.
  • Tutto questo lavoro è svolto da 60 persone che lavorano full-time e da altri circa 400 collaboratori (autori, giornalisti, traduttori, fotografi...).

Come potete immaginare, dietro questi numeri c'è un grande sforzo. Abbiamo bisogno del vostro sostegno per poter continuare a offrire questo servizio di evangelizzazione a tutti, ovunque vivano e indipendentemente da quello che possono permettersi di pagare.

Sostenete Aleteia anche solo con un dollaro – ci vuole un minuto. Grazie!

Tags:
costanza mirianocrocesofferenza
Preghiera del giorno
Oggi festeggiamo anche...





Top 10
don Marcello Stanzione
Le confessioni di Mamma Natuzza: "Ho visto i ...
HOLDING HANDS
Comunità Shalom
Il demonio non sopporta che gli sposi si amin...
Aleteia
Preghiera a santa Rita da Cascia per una caus...
LUXOR FILM FESTIVAL
Zoe Romanowsky
Un filmato potente di appena un minuto sul ma...
PADRE PIO
Philip Kosloski
Quando Padre Pio pregava per qualcuno recitav...
ARCHANGEL MICHAEL
Gelsomino Del Guercio
La preghiera di protezione contro gli spiriti...
LORELLA CUCCARINI,
Silvia Lucchetti
Lorella Cuccarini accusata di omofobia: la su...
Vedi di più
Newsletter
Ricevi Aleteia tutti i giorni