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Riflessione sui sacerdoti che hanno scelto di “essere marito e padre”

Pe. Zezinho
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Una situazione complessa legata al discernimento vocazionale di ciascuno, e non uno scenario che potrebbe essere “risolto” con l’abolizione del celibato

Attraverso Facebook, il sacerdote brasiliano padre Zezinho si è espresso riguardo ai sacerdoti che chiedono la dispensa dal ministero per sposarsi. A suo avviso, è una situazione complessa legata al cammino di discernimento vocazionale di ciascuno, e non uno scenario che potrebbe essere “risolto” con l’abolizione del celibato, come tanti sostengono.

Ecco il testo condiviso da padre Zezinho con il titolo “I misteri che abitano negli altri”:

Il desiderio di condividere la vita con la donna di cui è innamorato e vuole avere dei figli fa scegliere a più di un sacerdote di essere “marito e padre” e di abbandonare il fatto di essere ministro degli altri sacramenti.

Scelta difficile per chi vorrebbe continuare ad essere sacerdote, ma sposato e con figli.

La Chiesa sa perché ha chiesto questo nel passato e ancora lo chiede. Non si tratta semplicemente di sposarsi o non sposarsi! Nessun matrimonio è semplice, e le persone sposate lo sanno bene! Se fosse semplice, non ci sarebbero tanti divorzi e tante separazioni!

Nel corso del cammino molti cambiano idea. Alcuni sono felici, altri non ci si sono ritrovati, e né la paternità né la vita coniugale li ha resi felici.

C’erano un altro cervello e un altro cuore nella stessa casa! E ogni cuore è un piccolo universo. Non è come Terra e Luna. Non è un semplice pareggio 5-5 tutto il tempo!

Sognare la felicità non è lo stesso che trovarla!

Ciò vale per qualsiasi cristiano di qualsiasi Chiesa che abbia provato a sognare un’altra persona perché il sogno precedente non stava dando i risultati sperati! Molti neanche al terzo o quarto sogno si svegliano felici!

È che l’altro o l’altra non smetterà mai di essere altro o altra! O la persona si tranquillizza e capisce, o soffrirà o farà soffrire.

Gli esseri umani non sono mattoni o tegole che si aggiustano con piccoli tocchi. Se non c’è amore-rinuncia, sarà un aggiustamento fatto male!

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