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Esorcismo “a distanza” di Papa Francesco ad una donna posseduta per 15 anni

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La liberazione da Satana non fu però ad opera del Papa: si racconta sia avvenuta anche sotto gli occhi delle guardie svizzere con l’intervento del cardinale indiano Ivan Dias

Papa Francesco ha seguito un caso di possessione diabolica da lontano. Lo racconta Fabio Marchese Ragona, nel suo ultimo libro Il mio nome è Satana. Storie di esorcismi dal Vaticano a Medjugorje” (edizioni San Paolo).

La possessione di Angel

Il fatto è accaduto nel 2015. Il Papa ha seguito a distanza il caso di una donna di nome Angel, messicana posseduta da Satana da 15 anni. Angel aveva conosciuto il Pontefice in piazza San Pietro in occasione di una udienza. Francesco celebrò a Casa Santa Marta una messa di liberazione con l’intenzione espressa da un sacerdote intermediario di pregare in simultanea.

Il Papa pregò anche in seguito per Angel e in un’occasione «in centinaia – racconta Ragona nel volume – raggiungono di notte il santuario intitolato alla Madonna di Guadalupe per una preghiera collettiva e per l’esorcismo ad Angel».

Il Messico e l’aborto

Il demonio, però, non aveva intenzione di andare via e «conferma ciò che aveva detto a padre Amorth durante un esorcismo a Roma: ‘Angel non sarà liberato finché in Messico non sarà cambiata la legge sull’aborto’».

La liberazione da Satana ci fu e si racconta sia avvenuta anche sotto gli occhi delle guardie svizzere ad opera del cardinale indiano Ivan Dias. «La stanza sembra invasa da una incredibile puzza di zolfo – racconta chi ha assistito – La lotta col demonio dura circa venti minuti al termine dei quali la ragazza sembra risvegliarsi da uno stato di trance. Non ricorda nulla ma sembra avere ritrovato la pace».

Gli esorcismi al telefono di Simoni

Nel libro, tra le altre cose, si racconta anche l’inedita storia del cardinale Ernest Simoni, 91 anni: «Ogni giorno – racconta – faccio qualche esorcismo anche al telefono, dopotutto come posso fare con la mia età e con tutte le persone che ne hanno bisogno?».

Il porporato è stato arrestato dal regime comunista albanese proprio perché praticava esorcismi. «Era una delle accuse – ricorda lui stesso – il comunismo ateo voleva distruggere la Chiesa. Da allora non ho più smesso di praticarli».

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