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L’umorismo? è una virtù cristiana!

ELDERLY MAN,
Chokniti Khongchum | Shutterstock
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A pensarci bene l’umorismo è una virtù cristiana perché non ammette valori assoluti ma mostra i limiti delle situazioni e delle cose, sorridendone.

Ogni volta che mi dirigo mentalmente a Dio mi sembra che sia la prima volta. Non so se ciò capiti solo a me o se succeda anche ad altri. Se non sto attento, il mio istinto naturale è pensare ai fatti miei e progettare cosa fare per star meglio. Mi sembra che ci sia una specie di forza di gravità che mi induce a pensare senza Dio. Quando me ne rendo conto cambio orientamento e di colpo la vita sorride, mi abbandono alla volontà di Dio, vedo che tutti gli eventi, anche le contrarietà e i dolori, sono motivo di amore, di fede e di speranza. Tutto è gioia, come si nota in alcuni caratteri napoletani…

Cosa c’entrano i napoletani adesso? C’entrano perché, a parte i difetti tipici del luogo, fin troppo noti e fin troppo sottolineati, i Napoletani, o per lo meno molti di loro, praticano in modo esemplare alcune virtù cristiane. Prima fra tutti l’attenzione agli altri e un’incredibile capacità di mettersi nei panni altrui. Sei triste? E loro condividono con te la tristezza individuandone i motivi e cercando di farti vedere il lato positivo. Sei allegro? E loro si mettono subito in sintonia. La vita non la vivono, la gustano: perfino le contrarietà vengono spogliate dalle squame dell’apparenza per mostrarne saggiamente l’aspetto costruttivo. L’amicizia viene considerata la cosa più bella della vita e il senso dell’umorismo pervade qualsiasi situazione.

A pensarci bene l’umorismo è una virtù cristiana perché non ammette valori assoluti ma mostra i limiti delle situazioni e delle cose, sorridendone. L’umorismo è un modo di contemplare la realtà. Una persona che ha fede in Dio non può essere un fanatico perché sa che le cose sono creature che hanno limiti e che gli stessi limiti parlano della grandezza di Dio. Solo su Dio non si può fare umorismo, non solo perché è sconveniente o è un peccato, ma perché Dio non ha limiti: è il Bene assoluto, con in più la caratteristica di essere Padre, cioè non un’entità astratta ma un essere personale che mantiene con me un rapporto personale: quanto di meglio possa esserci…

Il rapporto diretto con Dio, per dirla a modo mio, mi “napoletanizza”, mi rende sereno, profondo e con senso dell’umorismo, anche davanti alle sofferenze più difficili da sopportare che sono quelle che colpiscono le persone care. La Madonna, pur abbandonata al volere di Dio, soffre nel veder soffrire suo Figlio: è la sofferenza top, anche se la fede, la speranza e l’amore la consolano. Quando mi metto in rapporto diretto con Dio percorro con un sorriso questa che è, oggettivamente, una valle di lacrime, che però sbocca in Paradiso.

QUI IL LINK ALL’ARTICOLO ORIGINALE PUBBLICATO DA GIUSEPPE CORIGLIANO

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