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I commenti online possono rivelare lo stato della nostra anima

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Mangostar | Shutterstock
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Secondo San Francesco di Sales, le parole che usiamo nelle nostre conversazioni possono essere un test iniziale della salute dell’anima

Internet ci ha permesso di metterci in contatto con persone di tutto il mondo, che altrimenti non avremmo mai conosciuto. Allo stesso tempo, questo collegamento è spesso anonimo, e ci permette di postare commenti rivolti a persone che molto probabilmente non incontreremo mai di persona.

Ciò rende relativamente semplice il fatto di essere liberi di commentare, senza pensare alle conseguenze spirituali delle nostre azioni.

Secondo San Francesco di Sales, nella sua Introduzione alla Vita Devota, se vogliamo conoscere lo stato della nostra anima il test iniziale implica l’analisi e la valutazione delle nostre parole:

“I medici, dall’esame della lingua di un paziente, si fanno un’opinione fondata sul suo stato di salute; per noi le informazioni valide sullo stato della nostra anima sono le parole: Dalle tue parole, dice il Salvatore, sarai giustificato e dalle tue parole sarai condannato. Quando proviamo un dolore, subito vi portiamo la mano sopra; lo stesso fa la lingua sull’amore che proviamo”.

San Francesco di Sales sostiene che spesso parliamo di ciò che amiamo, e che le nostre parole rivelano quell’attaccamento interiore:

“Per cui, Filotea, se sei molto innamorata di Dio, parlerai spesso di Dio nelle conversazioni familiari con i i tuoi domestici, con gli amici, con i vicini: perché, la bocca del giusto mediterà la sapienza, e la sua lingua parlerà con giudizio”.

Non è tuttavia sufficiente limitarsi a parlare di Dio; dobbiamo farlo con carità e umiltà. Se ci troviamo in un acceso dibattito su Twitter, inoltre, l’obiettivo non dovrebbe essere usare dure parole di giudizio, ma parole che conquistino l’anima con il miele:

“Quando parli di Dio, ricordati che stai parlando di Dio, ossia che lo devi fare con rispetto e devozione, non prendendo atteggiamento di sufficienza o il tono di una predica, ma con spirito di dolcezza, di carità e di umiltà, facendo scendere, come ben sai e come si dice della Sposa nel Cantico dei Cantici, il miele delizioso della devozione e delle cose divine, goccia a goccia, ora nell’orecchio dell’uno, ora nell’orecchio dell’altro; e pregherai Dio nell’intimo della tua anima che voglia far scendere quella santa rugiada fino al cuore di quelli che ascoltano. Questo compito angelico va condotto con dolcezza e soavità; bisogna evitare il tono della correzione; bisogna procedere per modo di ispirazione; sai bene che la soavità dei modi e l’amabilità nel proporre qualche buon suggerimento, compiono meraviglie ed hanno la forza di un invito irresistibile per i cuori”.

Il miele è sempre più attraente dell’aceto, e quindi le nostre parole dovrebbero riflettere questa realtà.

Prendiamoci oggi un po’ di tempo per esaminare le nostre conversazioni, sia offline che sui social networks. Vi troveremo spesso uno spazio per la crescita e dei modi per avvicinarci a Dio.

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