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Spiritualità

Sant'Antonio Abate e i desideri sessuali: a frenarlo fu un angelo

Antoine Mekary

Sant'Antonio Abate.

don Marcello Stanzione | Sat Sep 12 2020

I casi dell'asceta Elia e della prostituta Myriam: testimonianze di interventi degli angeli custodi della continenza

Il santo abate Antonio, mentre dimorava nel deserto, si trovò un giorno in preda ad aridità d’animo e a grande oscurità spirituale ed era tentato da terribili fantasie lussuriose. Disse allora a Dio: “Signore, voglio essere salvato, ma i miei pensieri di impurità sessuale non me lo permettono. Cosa devo fare nella mia afflizione? Come posso fare perché sia salvato?”.

Poco dopo, alzatosi per uscire, Antonio vide un uomo identico a lui, seduto a lavorare; successivamente questi si alzava per pregare, poi nuovamente si sedeva a tessere una corda, per alzarsi ancora per pregare. Era un angelo del Signore mandato per correggerlo e rassicurarlo. Sentì quindi l’angelo dire: “Fa così e sarai salvo”. A quelle parole Antonio provò molta gioia e riprese coraggio. E così facendo si salvò.

Public Domain
Una immagine di Sant Antonio Abate

L’asceta Elia

Un asceta, Elia, aveva preso molto a cuore la causa delle donne che si erano dedicate alla consacrazione verginale, siccome aveva del denaro, costruì nella sua città un grande monastero e le riunì tutte insieme mentre prima vivevano isolate. Mise a disposizione di queste pie donne tutto quello che poteva loro servire. Siccome, però, erano giunte lì portando ognuna uno stile di vita diverso l’una dall’altra, continuamente litigavano fra di loro.

Poiché erano più di trecento, Elia, per poterle ascoltare e riappacificare, fu costretto a restare in mezzo a loro per ben due anni. Elia era giovane – non aveva più di trenta o quarant’anni – ed era molto tentato di sensualità stando in mezzo a tutte quelle donne. Lasciò, perciò il monastero femminile e per due giorni andò vagando nel deserto e, pregando, disse: “Fammi morire, Signore, perché non veda la loro pena; oppure liberami dalla mia passione sensuale, perché possa occuparmi di esse con cuore puro, come si conviene”.

“Ti senti meglio?”

Giunta la sera, si addormentò nel deserto. Più tardi raccontò di aver visto tre angeli venuti a dirgli: “Perché sei uscito dal monastero delle donne?”. Elia spiegò agli spiriti celesti: “Perché ho paura di nuocere ad esse e anche a me”. Gli angeli gli proposero allora: “Se noi ti liberiamo dalla tua passione, tornerai ad occuparti di loro?”. Elia si disse d’accordo e quelli pretesero da lui un giuramento, così formulato: “Giuro che mediante Colui che si occupa di me, io mi occuperò di loro”. Ed egli giurò. Allora un angelo gli afferrò le mani, l’altro i piedi e il terzo con un rasoio gli tagliò i testicoli ma non realmente bensì con gesto simbolico.

Gli parve di essere stato come guarito in estasi, per così dire. Gli chiesero: “Ti senti meglio?”. “Mi sento molto sollevato, rispose, e sono convinto di essere libero da quella passione”. Gli dissero gli angeli: “Torna, allora!”. E dopo cinque giorni Elia tornò al monastero, che trovò nella desolazione. Entrò e si sistemò in una celletta laterale, da dove, per quanto ne era capace, poteva continuare ad esortare le monache. Visse ancora per quarant’anni e ai suoi discepoli assicurava che quella tentazione di impurità sessuale non venne mai più a turbare il suo pensiero. Tale fu la grazia donata a questo santo che tanto si era dedicato al monastero.

La prostituta di 22 anni

Una comunità di suore nella Valle del Paraiba, vicino San Paolo in Brasile, s’impegnava ad aiutare le prostitute ad iniziare una nuova vita. Un giorno venne Myriam, una prostituta di 22 anni con due figlie piccole. La “protettora” però, una donna forte e violenta, non voleva lasciarle andare con la mamma. Minacciava di trattenere le bambine in caso che Myriam decidesse di non fare più la prostituta. Non sapendo come risolvere la triste situazione, le suore si affidarono agli angeli.

SAN PEDRO
@BasilicaSanPedroApostol

Venti centimetri

Tre settimane dopo, Myriam doveva essere ricoverata in ospedale a causa di una colica renale. In questa occasione la suora andò dalla “protettora” per consegnare una somma di denaro e portare con sé le bambine. Questa cattiva donna accettò il denaro ma rimase ad iratissima e aggredì la suora. In quel momento la religiosa si affidò alla protezione degli angeli e incominciò a pregare un sanctus (il canto degli angeli) dopo l’altro, ininterrottamente. Subito la religiosa si sentì interiormente tranquilla e protetta dai santi angeli. Infatti, questa donna feroce, nel tentativo di aggredire la suora, rimase improvvisamente come paralizzata ad una distanza di circa venti centimetri dalla consacrata di Dio.

Adirata, urlava che la suora smettesse di pregare “con queste parole”. C’era qualcosa che la tratteneva e la rendeva immobile, incapace di far del male alla religiosa. La cattiva donna gridò per quasi quarantacinque minuti senza potersi muovere. Poi fuggì ripetendo che la suora non dicesse più queste parole. Fu così possibile riprendere le bambine e riportarle alla loro mamma ed assicurare per esse una nuova e buona vita.

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