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L’atto di generosità non richiesto che mi ha reso felice

MEDIAMARKT

Shutterstock | Sorbis

Dolors Massot - pubblicato il 12/09/20

Se più persone tra noi fossero disponibili a compiere piccoli atti di gentilezza come questo, il mondo sarebbe un posto migliore

Avevo un computer “parcheggiato” a casa da molto tempo. Ho smesso di usarlo circa sette anni fa, e ogni tanto me lo trovavo di fronte messo in un cassetto a prendere polvere. Teoricamente avrebbe dovuto essere utile in caso di emegenza nel caso in cui il mio nuovo laptop si fosse rotto.

Di recente ho saputo che un’organizzazione no profil locale chiamata Petits Detalls, che lavora in Uganda, ricicla vecchi computer. Quico Germain, il ragazzo che ha avviato l’iniziativa nel 2014, e il suo team danno ai vecchi computer nuova vita per renderli strumenti utili per i bambini della scuola-orfanotrofio costruita dall’organizzazione caritativa.

Mi è venuto in mente che potevo donare il mio computer, e allora l’ho portato nel Media Markt locale di Lleida, in Spagna (Media Markt in Europa è paragonabile a Best Buy in Nordamerica). Ho indossato la mascherina, ho pulito le mani con il gel igienizzante e mi sono messa in fila. Dopo un po’ sono stata servita da un ragazzo. Per via della mascherina facciale, in futuro riuscirò a riconoscerlo solo dalla voce, dalle mani, dagli occhi, dagli occhiali e dai capelli neri, lunghi e ricci come quelli di un cantante rock.

Valeva la pena di pagare il supplemento

Gli ho chiesto quando mi sarebbe costato dover resettare il computer ed eliminare tutti i miei dati personali, e mi ha risposto che una pulizia superficiale sarebbe venuta 8 euro, ma che se volevo che i miei dati non fossero in alcun modo recuperabili ci sarebbero volute circa 10 ore e mi sarebbe costato 20-30 euro. Avrei dovuto lasciarlo lì e andare a riprenderlo un altro giorno.

Ci ho pensato e alla fine ho deciso che valeva la pena di spendere il denaro extra. Preferisco che i miei dati non vadano in giro.

Mentre parlavamo, ha detto che era sorpreso che gli avessi portato un computer di quella marca specifica, che non conosceva e che non figurava più nemmeno nel prezzario di Media Markt essendo così vecchio. Gli ho detto che poteva ancora essere utile, e gli ho spiegato la mia intenzione di donarla a un’organizzazione no profit che opera in Africa.

CHILD
fmsc.org-(CC BY 2.0)

Più difficile di quanto sembrasse

Sono tornata due giorni dopo, approfittando di altre commissioni che dovevo fare, e ho chiesto se il lavoro fosse già stato terminato. Mi ha servito lo stesso ragazzo, e mi ha detto che la questione stava richiedendo del lavoro extra per un motivo o per un altro (non capisco molto di computer e non mi ricordo cosa mi abbia detto). Abbiamo concordato che avrei aspettato un messaggio di Media Markt per andare a riprenderlo.

Il giorno dopo era pronto, e ho ricevuto il messaggio. Sono andata al negozio e ho seguito di nuovo tutta la procedura: mascherina facciale, igienizzante per le mani e fila. C’era sempre lo stesso impiegato.

Ha preparato il computer, lo ha messo nella busta che gli avevo dato e mi ha consegnato il conto. “È tutto a posto”, ha detto. Ho guardato e ho visto che la cifra segnata era 0. Non avendo grande memoria gli ho chiesto se avessi già pagato il primo giorno, ma lui ha scosso la testa: “No”. Ha preso la borsa del computer con entrambe le mani e me l’ha consegnata. “Niente”, ha detto. Mi sono resa conto che non voleva soldi per il suo lavoro, e che lo stava facendo perché sapeva che quel computer avrebbe aiutato l’organizzazione caritativa in Africa.

Sono rimasta senza parole, sorpresa da quel piccolo, grande atto di generosità. L’ho ringraziato e gli ho chiesto come si chiamasse.

Mi ha detto che il suo nome era Albert. Riuscivo a vedere solo i suoi capelli e gli occhi dietro gli occhiali.

Ho notato che non voleva attirare l’attenzione su di sé, ma era felice di aver contribuito a un progetto che avrebbe aiutato quei bambini in Uganda. Se più persone tra noi fossero disponibili a compiere atti di gentilezza piccoli e non richiesti come ha fatto Albert, il mondo sarebbe un posto migliore.

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