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Le lotte contro il diavolo di suor Maria Lataste: “Voglio turbare la tua pace”

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PD

don Marcello Stanzione - pubblicato il 10/09/20

Gli scritti della religiosa francese della Società del Sacro Cuore, in cui si riporta anche un dialogo con Satana

Gli scritti della suora francese Maria Lataste (1822-1847), religiosa francese della Società del Sacro Cuore, riportano un esempio interessantissimo sul modo con cui l’angelo custode lotta contro il demonio:

«Mi pare, ella dice, che una voce cercasse di farsi sentire nel mio cuore e di parlarmi di cose elevate. Subito il turbamento s’impadronì dell’anima mia, e temendo un’illusione, mi affrettai a rifugiarmi presso Gesù, scongiurandolo di non permettere che io fossi ingannata. Con gli occhi dell’anima mia, vidi Satana furioso nel non avermi potuto imbrogliare. “Figlia mia, mi disse Gesù, ecco l’ora della lotta”. Il mio cuore cominciò a battere con violenza. “Che cosa!, aggiunse il Salvatore, sei spaventata, o timida fanciulla?».

Una tentazione violenta

Quando Gesù ebbe pronunciato queste parole, ricorda la suora, «mi vidi accerchiata da una moltitudine di spettri schifosi a vedere. Io provavo una tale pena che non saprei come esprimerla. La tentazione diventò sempre più violenta. La mia forza aumentò in proporzione. Io resistevo da sola, poiché il mio angelo si ritirò un po’ lontano per osservarmi. Continuavo a resistere e, piena di disprezzo per i miei nemici, io protestavo a voce alta che avrei preferito morire piuttosto che di offendere il mio Dio. Durante questa lotta, io cantavo alcuni versetti del cantico: Il mondo invano coi suoi beni ed i suoi incanti, ecc., scegliendo le parole meglio appropriate».

“I miei tornarono alla carica”

Dopo alcuni istanti di conflitto, suor Maria fece ricorso a Gesù e «lo pregavo di liberare il mio spirito da quelle immagini impure che cercavano di insozzare la mia anima. I miei nemici non si ritennero sconfitti; ben presto ritornarono alla carica. Vani furono i loro sforzi, poiché il mio angelo li respinse vigorosamente con la bacchetta che aveva in mano. Io non combattevo più, il mio angelo combatté per me».

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Pascal Deloche / Godong

La preghiera della sera

Nel momento della mia preghiera della sera, «quegli spettri spaventosi ritornarono in maggior grande numero; ma per aiutarmi a calmare il mio spirito, una moltitudine di angeli vennero a schierarsi in cerchio intorno a me. Mai ho pregato meglio come in quel momento.»

I dialoghi con il diavolo

La tentazione durò ancora alcuni giorni e prese diverse forme. «Io – conclude suor Maria – ero tentata dall’orgoglio, dalla sensualità, dalla avidità, ed ogni volta il mio angelo cacciava il demonio, sia con un colpo di frusta, sia con una minaccia; uno sguardo era anche sufficiente per metterlo in fuga. Vedendo quella debolezza del demonio, ero portata a ridere; il mio angelo me lo impedì ponendo la sua mano sulla mia bocca. Allora sentivo il mio angelo ed il demonio disputarsi a mio riguardo».

Il demonio disse:

– Voglio averla.

– Tu non l’avrai, rispose il mio angelo.

– Io la prenderò vostro malgrado.

– Io ti impedirò di prenderla.

– Voi ritornerete in cielo, io voglio appropriarmi di lei.

– Il Signore mi ha comandato di vegliare su di lei, io devo obbedirgli.

– Che me ne frega della vostra obbedienza? Costi quel che costi, io voglio averla in mio potere.

– Il Signore l’ha presa sotto la sua protezione. Chi sei tu dunque, orgoglioso ribelle, per cercare di rapirla?

– Io impiegherò tutti i mezzi, e la forza e l’artificio.

– Tu non avrai potere su di lei che fintanto che il Signore te ne darà.

– Io voglio vincerla.

– Io la sosterrò.

-Io voglio turbare la sua pace.

– Tu puoi provare, non riuscirai.

– Io l’avrò, se non durante la sua vita, almeno nell’ora della morte.

– La sua morte ti metterà in fuga.

– Io voglio averla in questo momento stesso.

– Ritirati all’istante.

Allora, aggiunge Maria Lataste, il demonio si ritirò pieno di malizia, ed il mio angelo rimase con me.




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