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L’incredibile storia della Custodia di Terra Santa (VIDEO)

Custodia di Terra Santa

Padre Francesco Patton, custode di Terra Santa

Lurdinha Nunes - pubblicato il 05/09/20

A tu per tu con Padre Francesco Patton, custode dei luoghi santi

I luoghi santi toccati da Gesú non sarebbero accessibili oggi senza la presenza e dedizione di generazioni e generazioni di francescani che hanno offerto la loro vita durante otto secoli per custodire e coltivare la Terra Santa.

Infatti, l’origine della Custodia di Terra Santa (il nome non é casuale) risale al 1217, quando nel Capitolo generale di Pentecoste convocato dallo stesso san Francesco d’Assisi, l’ordine francescano da lui fondato, fu suddiviso in province, tra cui appunto quella di Terra Santa: chiamata inizialmente “Provincia d’Oltremare” o “di Siria”, essa si estendeva a tutte le regioni che gravitavano attorno al bacino del Mediterraneo, dall’Egitto fino alla Grecia ed oltre.

Il primo gruppo di frati partì, sotto la guida di frate Elia da Cortona. 

Nel 1219 san Francesco stesso si imbarcò da Ancona per visitare la provincia di Terra Santa. Il frate di Assisi prese parte come messaggero di pace alla Quinta crociata. Lo sbarco in Egitto lo indusse ad ottenere il permesso dal delegato pontificio di incontrare, a suo rischio e pericolo, il sultano ayyubide al-Malik al-Kamil. L’incontro costituisce ancora oggi una della pagine più importanti della storia  del dialogo tra cristiani e musulmani.

Ottocento anni dopo, la Custodia di Terra Santa è oggi una provincia dell’ordine dei Frati Minori che comprende Israele, Territori Palestinesi, Siria, Giordania, Libano, Cipro e Rodi, e inoltre alcuni conventi in Egitto, Italia, Stati Uniti d’America e Argentina.




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In questa intervista, svolta nell’archivio della Custodia, a Gerusalemme,  dove sono conservati documenti che risalgono agli origini della presenza nei Luoghi Santi, padre  Francesco Patton, attuale Custode di Terra Santa, ci svela elementi meno noti della presenza francescana nella Terra di Gesú.

D. Come sono stati preservati secoli di storia della Custodia?

R. Padre Francesco: Noi abbiamo all’interno dell’archivio dei documenti molto preziosi: bolle papali, compresa la bolla del 1342 con cui Papa Clemente VI in pratica istituisce la Custodia, ma anche bolle anteriori e anche tanti altri documenti e testimonianze storiche dei vari sultani d’Egitto, di Costantinopoli ecc. 

Per noi, tutto questo ha un valore duplice: da un lato ha il valore di ricordare la nostra storia, dall’altro ci consente di documentare la nostra presenza: preservare e custodire la storia, che significa custodire la memoria. 

La storia, le radici, la memoria sono fondamentali.

D. Per stare in Terra Santa è necessario vivere in modo intenso le relazioni interreligiose. E’ stato l’incontro tra san Francesco e il Sultano a tracciare questa linea guida?

R. Padre Francesco:  Questo è un incontro che ha segnato una svolta nella vita di san Francesco, e di conseguenza ha segnato una svolta nel suo modo di percepire la missione. 

Le indicazioni che Francesco dà sono successive all’incontro con il Sultano, soprattutto quella prima parte dove dice di “non fare liti o dispute” e di essere a servizio di tutti con una identità cristiana chiara: ecco, mi pare che sia l’indicazione che per noi, nel corso di questi otto secoli, ha fatto veramente da linea guida. 

Di fatto, normalmente l’incontro tra cristiani musulmani a quel tempo (era il tempo della Quinta Crociata) non era un incontro, ma era uno scontro. E, invece Francesco vive questo incontro, e propone poi questo stile che non ha guidato soltanto noi, ma è un qualcosa di estrema attualità. 

Lo dimostra il fatto che proprio l’anno scorso Papa Francesco insieme all’Imam di Al-Azhar abbia sottoscritto ad Abu Dhabi il noto documento dedicato alla fratellanza tra i popoli per la pace. 

D. Un’altra sfida per i francescani in Terra Santa  è il rapporto ecumenico, che ha attraversato anche momenti difficili. Attualmente come avvengono queste relazioni?

R. Padre Francesco: Attualmente i rapporti con le altre comunità cristiane sono molti buoni. Lo vediamo sia al Santo Sepolcro sia anche in occasioni molto più ordinarie.

Al Santo Sepolcro, negli scorsi anni, abbiamo concluso i lavori di restauro dell’Edicola, e questo è stato possibile perché c’era un comune accordo. Ora stiamo preparando la seconda fase di restauri, e anche questo è possibile perché c’è un accordo.

Ma al di là di questi accordi concreti tra – diciamo – i capi delle comunità, c’è anche una collaborazione in senso più ampio, c’è la capacità ad esempio di condividere problemi e prendere posizioni insieme quando l’una o l’altra comunità incontra un problema che ha bisogno di essere affrontato con uno spirito di solidarietà comune.

D. Oggi i francescani custodiscono ottanta santuari che definiamo come “i santuari della nostra redenzione”. In che modo la Custodia mantiene questi Luoghi Santi? Dopo anni di crescita esponenziale dei pellegrini, negli ultimi tempi a causa del Coronavirus si sono svuotati…

R. Padre Francesco:  Questi sono i momenti particolari della storia: la Custodia ha conosciuto altri momenti di difficoltà, anche in anni non troppo lontani. 

Ad esempio, durante la prima e la seconda Intifada non arrivavano pellegrini, ma noi continuavamo lo stesso ad esser presenti nei santuari. 

Dobbiamo sempre ricordare quello che è il mandato di Papa Clemente VI, che nel 1342 ci ha chiesto di stare nei santuari, di dimorare nei santuari. Solo dopo viene l’accoglienza dei pellegrini.

Il nostro essere nei santuari, anche quando sono vuoti e non ci sono pellegrini, ha il senso di stare in quei luoghi nei quali Dio si è rivelato, nei quali Gesù Cristo ha realizzato la nostra redenzione, i luoghi nei quali lui è nato, predicato, ha fatto miracoli, ha dato la vita per noi.


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D. L’istruzione e la crescita delle nuove generazioni di cristiani del territorio sono alcuni dei campi a cui la Custodia di Terra Santa dedica maggiore attenzione. Un’attività quotidiana che prende forma nelle 15 scuole che gestisce in 5 paesi, frequentate da 11000 studenti e 1100 insegnanti. Quali sono le caratteristiche delle scuole di Terra Santa?

R. Padre Francesco: In molte delle nostre scuole c’è una forte componente musulmana, eppure si riesce a condividere, a vivere insieme. 

Con i cristiani delle altre confessioni facciamo insieme l’ora di religione: ed e’ un ora di religione cristiana, da una prospettiva ecumenica, dove si impara a conoscere anche qualche differenza e particolarità che ha una chiesa rispetto ad un’altra .

E poi, tra le scuole, la scuola di musica “Magnificat” ha la particolarità di accogliere insieme studenti ed insegnanti ebrei, musulmani e cristiani. Questo aiuta ancora di più a capire il valore che hanno non semplicemente le scuole ma anche le arti: perché attraverso la musica si crea dialogo, attraverso quella che Giovanni Paolo II chiamava “la via della bellezza”, la via dell’arte, si arriva a condividere valori e anche a fare insieme qualcosa di molto bello.

La Custodia di Terra Santa offre più di 582 abitazioni a Gerusalemme – distribuite dentro e fuori la città vecchia – oltre a 72 case a Betlemme, dando complessivamente alloggio a circa 2.050 persone. 

Mentre nella metà del secolo scorso la Custodia di Terra Santa offriva nelle sue parrocchie “pane e olio” come aiuto quotidiano, oggi, a causa delle diverse esigenze della popolazione, fornire un alloggio o un’ abitazione per una vita dignitosa è diventato un mezzo per stare a fianco dei più deboli e mantenere viva la presenza cristiana in Terra Santa. 

D. Un’altra figura importante della Custodia è rappresentante dai Commissari di Terra Santa presenti in tutto il mondo. Qual è la missione di questi francescani?

R. Padre Francesco: La missione dei commissari per noi è molto importante, perché sono un po’ gli ambasciatori della Custodia di Terra Santa nei vari paesi del mondo. Sono frati minori – o della Custodia, o delle Province locali – che si impegnano per diversi obiettivi: il primo è quello di far conoscere la Terra Santa (e quindi divulgare la nostra rivista, divulgare il messaggio, divulgare quello che fa anche il Christian Media Center, il nostro centro di produzione video). 

Poi c’è un secondo obiettivo molto importante, che è quello di incoraggiare e accompagnare il pellegrinaggio: molti commissari organizzano nei vari paesi del mondo gruppi di pellegrini che poi accompagnano qui, in modo tale che il pellegrinaggio sia un’esperienza di fede, di preghiera, di crescita cristiana. 

Poi c’è un terzo obiettivo molto importante, che è quello di sostenere economicamente la Custodia di Terra Santa. Attraverso la Colletta “Pro Terra Sancta” (di solito si tiene il Venerdí Santo, che però cadeva nel momento più terribile della pandemia da Coronavirus, per cui quest’ anno è stata spostata al 13 settembre), e anche di trovare altre risorse attraverso benefattori e gente che ama la Terra Santa.

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