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La lotta alla pedopornografia è affare di tutti

MOLESTOWANIE SEKSUALNE

Luis Louro | Shutterstock

Don Fortunato Di Noto - pubblicato il 03/09/20

Opporsi a chi tenta di sdoganare la pedofilia, sostenere chi si occupa di bambini abusati, premere perché la giustizia sia celere con chi viola i bambini

Annalisa mi scrive «Sono stata molestata da bambina», racconta il suo dolore, la sua lacerante sofferenza. Lo dice dopo aver letto che Meter, ancora una volta, e chissà quante volte lo farà ancora, ha denunciato alle vari Polizie quanto segue:

«CPZoo. (Child Porn Animal). 38 bambini (in foto e video) che sono stati fatti abusare da cani. Adulti che hanno utilizzato i cani addestrandoli e utilizzandoli per abusare sessualmente dei bambini. Poco importa se cancelleranno il contenuto pedopornografico. Importa individuare i bambini, gli autori di questo scempio, chi detiene il materiale, chi divulga. Noi denunciamo, ma altri devono agire.»

A questa denuncia si aggiunge anche quella dei 39 minori (tra i 3 e i 17 anni) liberati in Georgia a seguiti della loro scomparsa e perché destinati ad essere ceduti ad orchi pronti ad approfittarsene sessualmente o a ridurli in stato di schiavitù. Quanti bambini scomparsi, spariti nel nulla vittime delle più elaborate tragedie dell’umanità. Un dolore infinito. Queste notizie, come tante altre, passate sotto silenzio.

Annalisa continua nel suo racconto:

«E come accade spesso nella nostra società, gli adulti hanno fatto finta di niente perché l’argomento, il fatto, destava turbamento, vergogna, sentimenti ingestibili.
Questo vedo ancora oggi dopo 40 anni nelle persone, questi argomenti scoperchiano il male più male dell’uomo e tanti vogliono non vederlo, vogliono non essere turbati, vogliono vivere tranquilli nelle loro case, con i loro figli, non pensando che altri bambini possano invece subire e vivere ben altre realtà… realtà infernali. Capisco questo rifiuto, fa malissimo solo immaginare ciò che si legge in certe storie, ti turba, ti squarcia il cuore, ti fa male alla mente. Non sono per il racconto dei particolari, non sono per la notizia per fare notizia, ma quando un prete come Don Fortunato Di Noto o Don Maurizio Patriciello denunciano dei particolari, conoscendo la loro grande e immensa anima delicata verso queste vittime, comprendo che si sta cercando di svegliare le coscienze di chi è stato sempre zitto…. tutti noi…; siamo rimasti zitti, e questo silenzio ha permesso che questo male si allargasse a macchia d’olio.
La pornografia, il sesso libero, il turismo sessuale. Tanto è il tempo, che tutti noi, stando nel silenzio per vivere pacificamente le nostre vite quotidiane, abbiamo lasciato campo libero a tutto questo male e perversione. La pedofilia, l’abuso, ha queste matrici come radici. Per chi ha subito abusi credetemi è un dolore molto più forte leggere certe cose, quindi comprende bene chi si sente turbato, ma non si può più stare zitti e far finta che tutto vada bene e il problema sia di altri. Anche solo per pregare, anche solo per partecipare all’offerta eucaristica, col proprio piccolo, o grande dolore, provato nel sapere la verità di queste anime distrutte. È partecipare al dolore di Cristo, per chi crede. Penso che queste anime meritino almeno questo.»

Le nuove forme di schiavitù con l’aggravante della crudeltà sessuale non risparmia i piccoli: i bambini.
I bambini vittime di abusi sessuali, di pedofilia e pedopornografia sono i nuovi schiavi; uno stato umiliante, si è proprietà di altri, privi di ogni diritto umano. Umani trattati meno degli scarti di fogna. Ma i bambini non sono né uno scarto, né fogna.

Il grande vantaggio per i criminali e abusatori di bambini è che gli stessi sono “oro”, preziosi per la soddisfazione della loro perversione crudele dove l’altro non è che un oggetto, un toys, un giocattolo erotico semplicemente utilizzato per godimento e in esso inumani manifestano la sintesi di tutte le manifestazioni del malvagio, del maligno. Un orrore. Una perversione elaborata su ogni livello della società che alimenta un redditizio business e quando c’è il business c’è corruzione:

«un cancro che impoverisce e avvilisce la dignità umana e frantuma gli ideali. “Alla base della schiavitù c’è la corruzione. Dobbiamo parlarne, denunciarle i mali, comprenderla per poter mostrare la volontà di far valere la misericordia sulla meschinità, la bellezza sul nulla» (Papa Francesco, 9 dicembre 2019)

Macabre storie di crimini, che non possono più lasciarci indifferente o relegarle a fatti di cronaca o a fiction.

Sono realtà dolorose e laceranti che riguardano i bambini, tra le mura domestiche e le maglie di organizzazioni criminali legate tra loro tra traffico di esseri umani e sfruttamento sessuale con l’aggiunta del vasta e inquietante mondo pedopornografico (nel web e nel dark web) che si alimenta oltre che dalla giustificazione della pedofilia come normale orientamento sessuale, ma anche e soprattutto dalla richiesta del mercato, che in questo caso intendiamo: comprare i bambini. Molto è aumentata la domanda e tanta è l’offerta, diversificata per ogni personale gusto, per ogni soddisfazione di vere e proprie comunità che richiedono e possono ottenere con scambi sistematici il prodotto.

Fare di più perchè si fa poco!

Non tutti siamo d’accordo, ma bisogna fare di più.

In una società erotizzata dove i corpi sono mercificati, i bambini sono merce che soddisfa richieste e bisogni da soddisfare alimentando l’oscura e subdola, non più nascosta, accettazione dell’utilizzo dei minori in questo crimine redditizio.

Di tanti bambini non sappiamo più nulla, sono così tanti, decine di milioni, che dovrebbero smuovere le coscienze, la politica, la cultura, le religioni, la società: non bastano più i protocolli e le dichiarazioni. Bisogna agire.

Ogni segnalazione e denuncia deve essere presa sul serio, con attenzione ed oculatezza. L’avvio di una indagine aiuterebbe a liberare qualche bambino.

Le persone per bene possono fare tanto per continuare il cammino di liberazione di questi piccoli schiavi:

Ascoltiamo il grido di tanti bambini schiavizzati. Nessuno resti indifferente al loro dolore» (Papa Francesco, 8 febbraio 2017)

Dobbiamo e possiamo, insieme, contrastare questo abietto fenomeno dove malavitosi e trafficanti intercettano i più deboli per sfruttarli con lavoro nero, prostituzione, traffico di essere umani, abusi sessuali, pedofilia e pedopornografia.

Insieme ce la possiamo fare possiamo.

Iniziamo da questi piccoli passi: Pregare e agire (per chi è credente e per chi non lo è); in ogni contesto sociale e culturale ed ecclesiale dar voce a queste povere vittime;  sollevare il problema della giustiziache procede poco o a rilento in queste circostanze; sostenere anche economicamente un’associazione  che opera concretamente non solo per scovare e denunciare, ma anche per assistere e guarire i bambini abusati;  opporsicivilmente ma fermamente in ogni contesto sociale a chi fa discorsi che tendono a sdoganare la pedofilia (il più comune è che il pedofilo “nasce così” e non può farci niente,  e che il pedofilo di natura non è violento e i bambini “li ama” ma non li tocca neanche con un fiore, se non vogliono); non lasciare solo chi si espone contro questo abominio. Tutto questo è possibile.

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