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Una borsa di studio per restare in Terra Santa (VIDEO)

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Custodia di Terra Santa

Aleteia - pubblicato il 26/08/20

Ogni anno sono 500 le borse di studio complessivamente erogate, sostenute da due differenti programmi che coprono in tutto o in parte le spese scolastiche.

L’obiettivo è chiaro: permettere ai cristiani locali di studiare nella propria terra, evitare che decidano di spostarsi all’estero per formarsi e poi, magari, per vivere.

Tra i tanti modi con cui la Custodia di Terra Santa si impegna a sostenere la popolazione cristiana locale ci sono le borse di studio, in particolare quelle destinate a finanziare il percorso universitario dei giovani.

“Nella maggior parte dei casi chi è andato a studiare fuori non è più tornato qui a vivere. Ormai tutti i nostri giovani vogliono andare a studiare all’università. Quello che attira di più i giovani sono le specializzazioni e la facilità di trovare lavoro”, spiega padre Ramzi Sidawi, frate francescano, economo della Custodia de Tierra Santa.

Ogni anno sono 500 le borse di studio complessivamente erogate, sostenute da due differenti programmi che coprono in tutto o in parte le spese scolastiche.


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Destinatari sono studenti con un basso livello di reddito familiare che mantengano una media di voti alta.

“Il 95 per cento di questi studenti ora lavora nel settore giuridico, medico, contabile, nell’ingegneria. E quando vediamo dei giovani diventare professionisti, ed essere davvero riconoscenti nei confronti della Custodia francescana, il nostro cuore si riempie di gioia”, spiega padre Peter Vasko, della Fransciscan Foundation for the Holy Land.

George Hleis, cristiano di Gerusalemme, di 23 anni, ha appena finito l’università, sul Monte degli Ulivi.




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“Ci sono molti ragazzi che non amano la situazione attuale, vorrebbero andare all’estero per trovare opportunità migliori –dice–. Anche io ci ho pensato, ma amo stare nella terra in cui Gesù ha vissuto”.

“E’ estremamente importante rendersi conto che se vogliamo che i cristiani rimangano qui dobbiamo dare loro una motivazione, degli incentivi: questa motivazione e questi incentivi nascono dalla possibilità di accedere all’educazione universitaria”, conclude padre Peter Vasko.

Quest’anno, la tradizionale colletta del Venerdì Santo è stata sospesa in pieno lockdown. Per questo papa Francesco ha accolto la richiesta di spostare al 13 settembre questo gesto di condivisione che riguarda tutta la Chiesa. Un gesto che aiuterà anche i giovani della Terra di Gesù.




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