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Ti si è rotta la corona del rosario? Non buttarla

© Ma. Paola Daud

Martha, Mary and Me - pubblicato il 26/08/20

Non è tanto questione di riciclo, nè di ossequio alla nuova liturgia della differenziata; è piuttosto a tema il valore degli oggetti religiosi quando sono stati benedetti e il loro valido aiuto nella nostra vita di fede.

Vi siete mai chiesti cosa fare delle corone di rosario rotte o delle palme benedette rinsecchite dell’anno precedente? Beh almeno quest’anno il problema delle palme non sussiste. Quelle dell’anno scorso ce le teniamo care almeno fino al prossimo anno causa Covid-maledetto!

Il fatto è che quando mi ritrovo una medaglietta benedetta annerita dall’uso quotidiano o una corona spezzata o foglie delle palme secche che si spargono per tutta casa quando spolvero la mensola dove si trovano, non so mai cosa farci, nel dubbio conservo tutto, accumulando roba, rotta e vecchia. L’idea della spazzatura l’ho sempre scartata a priori e ho sempre fatto bene.

Infatti il canone 1171 del Codice Canonico enuncia: “Le cose sacre, quelle cioè che sono state destinate al culto divino con la dedicazione o la benedizione, siano trattate con riverenza e non siano adoperate per usi profani o impropri, anche se sono in possesso di privati” ergo non buttarle nel bidone dell’indifferenziata!

Attenzione, sto parlando degli oggetti sacri e non di semplici oggetti religiosi, quelli quindi che sono stati benedetti da un sacerdote. Potrebbe essere un rosario o crocefisso o medaglietta miracolosa o la medaglia di San Benedetto o una candela.

Che farne allora? Tutto quello che è stato benedetto dal sacerdote può essere bruciato o seppellito. Questa modalità assicura che vengano trattati col massimo rispetto e permette all’oggetto di tornare alla terra in modo degno, divenendo polvere. Solitamente io faccio proprio così con le palme, le seppellisco in giardino, mi piace pensare che qualcosa di sacro vada ad amalgamarsi alla terra del mio giardino e a concimarla. Il resto lo conservo. Ora so che posso anche bruciare.

Si potrebbe anche scegliere di portare gli oggetti consacrati rotti in chiesa dove sarà il sacerdote ad occuparsene. Ad esempio i rami di ulivi verranno bruciati e utilizzati per fare le ceneri per il Mercoledì delle Ceneri.

Per le palme fintanto che vengono utilizzate meglio proteggerle all’interno di sacchettini. All’interno della custodia l’ulivo non si sbriciolerà e non ci ritroveremo i pezzi in giro per casa una volta secco (c’è anche chi vende queste bustine porta ulivo, decorate con simboli religiosi, come il logo del Giubileo della Misericordia o la colomba pasquale).

Per quanto riguarda la corona del rosario se si è spezzata si potrebbe anche pensare di riutilizzare le perline per creare direttamente una nuova corona. Nella mia parrocchia si raccolgono tutte le pietre e perline scoppiate dai vari braccialetti vecchi ad esempio così da creare dei nuovi e coloratissimi rosari.

Stesso discorso per le candele prese nel giorno della candelora. L’uso più adeguato ovviamente è quello di accenderle quando si recitano le preghiere in famiglia. Quindi conservarle o lasciarle consumare, senza gettarle nella spazzatura.

Un sacramentale che tutti i cattolici dovrebbero aver a casa è poi l’acqua benedetta che non andrebbe certo buttata-sprecata, soprattutto nel lavello. Semmai versarla in terra, anche se l’acqua benedetta non ha scadenza quindi possiamo tenerla finché non la usiamo tutta. Si può dire che perde la benedizione come qualsiasi altro oggetto solo quando avviene una corruzione della materia.

In casa può essere usata per far il segno di croce su noi stessi e sui figli, magari ogni sera prima di andare a letto per invocare su di loro la benedizione del Signore.

L’acqua santa è un sacramentale potentissimo, usato da sempre. Rimette i peccati veniali, quando chi se ne serve ha il dolore nel cuore; dispone l’anima a ricevere i doni di Dio e scongiura gli influssi del maligno: “Ho sperimentato varie volte che per mettere in fuga il demonio e impedirgli di tornare, non v’è mezzo migliore dell’acqua benedetta” (Santa Teresa d’Avila).




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Il diavolo attacca Santa Teresa d’Avila. Lei lo scaccia due volte con acqua benedetta

L’importante è usare i sacramentali in modo proprio senza cadere nella superstizione. Ad esempio bere acqua santa non ci guarirà o presa con le medicine non ne aumenterà l’effetto o non scaccerà il malocchio. Nessuno degli oggetti benedetti deve esser usato come amuleto perché non hanno poteri magici o proprietà energetiche, la nostra fede non si basa sulla superstizione. Questi sono degli aiuti non dei talismani che ci assicurano guarigione o salvezza.

Quindi tenetevi alla larga dai vari “come preparare la tua acqua benedetta” o “rosario spezzato uguale avvertimento” che si trovano in rete. Lasciate agli altri i forum esoterici e fate buon uso dei vostri oggetti sacri che in quanto benedetti ci aiutano ad elevare l’anima a Dio, invocano l’aiuto e la protezione di Gesù e della Vergine su noi e la nostra famiglia.

QUI IL LINK ALL’ARTICOLO ORIGINALE PUBBLICATO DAL BLOG MARTHA MARY AND ME

Tags:
preghiera
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