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Nel mondo si contano più di 800 mila morti di Covid

COVID

theskaman306 | Shutterstock

Agi - pubblicato il 24/08/20

I casi sono in totale più di 23 milioni. Le Americhe restano la regione più colpita. Uno studio statunitense spiega che se l'uso della mascherine passasse dall'attuale 53% al 95% si risparmierebbero 70 mila vite negli Stati Uniti nei prossimi mesi. In Germania si tenta di riaprire a piccoli concerti

Il bilancio dell’epidemia di coronavirus ha superato le 800 mila vittime, mentre diversi Paesi aumentano le restrizioni nel tentativo di impedire il manifestarsi di una seconda ondata.

L’Europa occidentale, in particolare Spagna, Italia, Germania e Francia, è stata colpita da livelli di infezione che non si vedevano da molti mesi e in Asia la Corea del Sud è stata l’ultima nazione ad annunciare restrizioni

In tutto il mondo, dal 6 giugno il numero di morti è raddoppiato con 100.000 decessi solo negli ultimi 17 giorni, mentre sono stati segnalati oltre 23 milioni di casi.

L’ottimismo dell’Oms

L’America Latina è la regione più colpita, mentre più della metà dei decessi globali sono stati segnalati negli Stati Uniti, Brasile, Messico e India.  Venerdì scorso l’Oms si è detta  ottimista sulla capacità di contenere la pandemia in meno di due anni e il capo dell’Organizzazione, Tedros Adhanom Ghebreyesus, ha traccuato un parallelo con la pandemia di Spagnola del 1918 costata la vita a 50 milioni di persone.

“Abbiamo uno svantaggio di globalizzazione, vicinanza, connessione, ma un vantaggio di una tecnologia migliore, quindi speriamo di porre fine a questa pandemia prima di meno di due anni”, ha detto.

Senza un vaccino utilizzabile ancora disponibile, lo strumento più importante che i governi hanno a disposizione è quello di limitare gli spostamenti o imporre le distanze sociali.

Le misure di contenimento nei vari Paesi

La Corea del Sud ha annunciato un aumento delle restrizioni sabato, dopo che sono stati segnalati 332 nuovi casi nelle ultime 24 ore, la cifra giornaliera più alta dall’inizio di marzo.

“Siamo in una fase molto precaria in cui potremmo vedere l’inizio di una seconda ondata a livello nazionale“, ha detto il ministro della Salute Park Neung-hoo in una conferenza stampa.

Le misure includono restrizioni su raduni e attività, tra cui gli sport professionistici, che si giocheranno a porte chiuse, mentre le spiagge a livello nazionale verranno chiuse.

In Germania, un’università ha dato il via a una serie di concerti pop come esperimento di massa: l’obiettivo è vedere se eventi con 2.000 persone possano riprendere in sicurezza.

In Libano, dove si stanno ancora affrontando le conseguenze della devastante esplosione che reso inagibile parte della città, si teme che il fragile sistema sanitario faccia fatica a far fronte a un ulteriore picco di casi di COVID-19, soprattutto dopo che alcuni ospedali vicino al porto sono stati danneggiati.

Il dramma delle Americhe

Le Americhe hanno subito l’impatto più pesante, contando oltre la metà dei decessi nel mondo.

“Guidiamo il mondo nelle morti”, ha detto giovedì Joe Biden, accettando la nomina a candidato del partito democratico alle elezioni presidenziali statunitensi. Il paese conta 176.332 morti su 5,7 milioni di infezioni. I nuovi casi quotidiani negli Stati Uniti sono in calo da settimane, ma gli esperti non sono sicuri che gli americani avranno la disciplina che serve a tenere sotto controllo l’epidemia.

I paesi dell’America Latina stanno pagando il prezzo più alto non solo per numero di morti, ma per l’espansione dell’attività criminale e l’aumento della povertà. Senza una reazione politica efficace, “a livello regionale si può parlare di una regressione fino a 10 anni nei livelli di povertà multidimensionale”, ha detto all’Afp Luis Felipe Lopez-Calva del Programma di sviluppo delle Nazioni Unite.

Ma l’Oms ha detto che la pandemia sembra stabilizzarsi in Brasile, e qualsiasi inversione della sua dilagante diffusione nel Paese sarebbe “un successo per il mondo”.

Qui l’originale

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