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I 5 libri più belli della settimana scelti per le donne

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PhotoGranary / Shuttrestock

Annalisa Teggi - pubblicato il 21/08/20

Cicerone amava leggere nell'orto. Qual è il vostro posto preferito per la lettura?

Mi sono imbattuta per caso in un detto di Cicerone, secondo cui:

Se accanto alla biblioteca avrai l’orto, nulla ti manca.

L’ho subito interpretato in termini di sopravvivenza, materiale e immateriale: l’orto ti dà il cibo per il corpo, il libro ti dà il cibo per l’anima. Come sempre ragionare solo col cervello sulle cose rischia di ridurle anziché scoprirle. Mi sono ritrovata con un libro in mano, di sera, dopo aver annaffiato il giardino e il mio microscopico orto (una fila di pomodorini generosissimi, qualche cipolla e una pianticella un po’ storta su cui lentamente matura una melanzana). L’eco della voce di Cicerone è arrivato al mio orecchio, e la sua frase si è illuminata di luce nuova. Credo che significasse che la gratitudine esplode per sottrazione e non a forza di aggiunte.

Accorgerci che il poco ci soddisfa è più gratificante della gioia che ci dà l’ennesima cosa superflua ricevuta o comprata. Ho bisogno di mangiare e ho bisogno di compagnia; non ho bisogno di manicheretti e party sovraffollati, anzi le aggiunte superflue ai bisogni di base possono completamente stordire le nostre percezioni. Il pomodoro del mio orto è gustoso e profumato, è perfetto senza scomodare nessuno chef. Un libro da leggere in silenzio, mettendo in pausa gli altri pensieri che frullano in testa, stimola uno sguardo che esce da me e mi tuffa nell’ascolto, nell’immedesimazione … in una parola: nella relazione con l’altro.

Ero seduta accanto all’orto con un libro e mi sono ritrovata a dire grazie. Nulla ti manca. Sono rari i momenti in cui non desideriamo qualcosa, non pensiamo a quello che c’è da aggiungere; sono rari i momenti in cui quello che c’è ci fa sentire appagati e grati. L’abbaglio sta nella direzione: non bisogna andare avanti aggiungendo forsennatamente, ma retrocedere in zone sempre più essenziali. In una giungla anche la più bella orchidea può passare inosservata. Nel mio orto microscopico quella sola melanzana genera lunghe chiacchierate con tutti i miei vicini («cresce, eh?», «perché hai deciso di fare l’orto?», «ah, la parmigiana di mia suocera!»).

Sì, la gratitudine ha a che fare col poco; con gli spazi e gli eventi in cui ogni presenza si porge nitida e distinta.

Ed ecco i consigli di lettura di questa settimana: c’è un romanzo d’amore e ci sono le voci ironiche dei bambini, c’è un saggio sulla resilienza nella Bibbia e una guida su adolescenti e web per genitori con tanti dubbi, c’è il racconto di un pellegrinaggio in Terra Santa. Ognuno colga “il frutto” che preferisce!

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