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Seconda ondata di coronavirus? Liberatevi

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Viacheslav Lopatin | Shutterstock

Luisa Restrepo - pubblicato il 20/08/20

Scoprite la consolazione più grande quando alla fine avrete riconosciuto la vostra fragilità

Quest’anno singolare ci ha permesso finalmente di renderci conto del fatto che la nostra vita è del tutto vulnerabile. Credo che se c’è una cosa che avevamo dimenticato e ora dobbiamo ricordare per forza è la nostra fragilità.

Per molto tempo abbiamo voluto nascondere questa realtà. Ci siamo sforzati moltissimo di ottenere dei risultati, di raggiungere delle mete, di essere invincibili. Siamo diventati sempre più competitivi.

Quelli che ora si lamentano di non poter abbracciare gli altri forse fino a ieri hanno approfittato della vicinanza per trarre il massimo profitto da un collega o un amico.

Era una bugia

Ci eravamo abituati a un mondo pieno di potere, sicuro della sua scienza e della sua tecnologia, orgoglioso di aver vinto le difficoltà che terrorizzavano i nostri antenati.

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Por lassedesignen/Shutterstock

Pensare che in pieno XXI secolo dobbiamo aspettarci un miracolo, temendo che il messaggero della morte entri nelle nostre case e ci privi di una persona amata, era qualcosa che era del tutto fuori dai nostri calcoli.

Pensavamo di essere invincibili. Credevamo che la nostra vita sarebbe durata almeno 80 anni. E oggi abbiamo scoperto che non possiamo essere sicuri neanche del fatto che ci sia un domani.

Credevamo che le persone ci appartenessero, che dovessimo possederle, nel migliore dei casi per renderle felici, e ora ci rendiamo conto che possiamo esserne privati in qualsiasi momento.

Siamo esposti sempre più consapevolmente al fatto che tra qualche mese potremmo ritrovarci nella stessa situazione, forse con un virus ancor più letale.

Disarmati

È inutile fingere. Ci troviamo in un punto di inflessione nella storia. Non è neanche una guerra: se lo fosse potremmo ribellarci, tentare di abbattere un Governo, votare per un’altra maggioranza, aspettare l’arrivo degli alleati. Ma non è così.

Non abbiamo arma né difesa che ci protegga da questo nemico invisibile, che in qualsiasi momento potrebbe tornare per disturbare la nostra economia e distruggere la nostra salute.

CORONAVIRUS WEDDING
ChilliPix | Shutterstock

Una verità che libera

Possiamo finalmente affrontare la verità: siamo fragili, indifesi, deboli. La vita passa. Possiamo solo approfittarne, finché c’è, per essere e per vivere.

Questa verità ci rende liberi, perché ci fa vivere sempre con la speranza e le aspettative riposte in Colui in cui si devono riporre.

Senza aspettative, senza un’immagine da salvaguardare, senza uno scudo invincibile da difendere: alla fine potremo vivere dell’essenziale, scegliere ciò che ci rende felici in questo piccolo intervallo di tempo che ci viene donato, sapendo che non durerà per sempre.

E allora sì, la nostra vita andrà bene, qualunque cosa accada.

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Perché la vita non si afferra, non si possiede, non se ne determina la durata. Se confidiamo nell’eterno ci rendiamo conto che la libertà più grande risiede nel fatto di non poter possedere né determinare quasi niente. Come dice bene Sant’ Alberto Hurtado: “Non aggrapparmi al tempo perché cado con esso. Aggrapparmi solo a ciò che è eterno, a quello che non muore”.

I nostri sforzi devono essere riposti soprattutto nel permettere che Dio ci ami, nel renderci conto di come ci sta amando nella strana realtà che viviamo.

La maggior parte del tempo proviamo ad amare Dio, ma quando ci troviamo di fronte al limite della nostra esistenza comprendiamo irrefutabilmente che basta lasciarsi amare da Lui.

Siamo fragili, incredibilmente fragili, questa è la verità, e la libertà di dirlo e di non aspettare il tempo se non dell’eternità è la nostra consolazione più grande!

Ecco alcuni insegnamenti della Bibbia per non perdere la fede in tempi difficili:

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