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Spiritualità

Il paradosso del burrito: una riflessione sul potere di Dio

BURRITO

Samuelfernandezrivera | Pixabay

Padre Patrick Briscoe - pubblicato il 20/08/20

Un sacerdote Domenicano prende spunto da Homer Simpson per affrontare il tema dell'Onnipotenza.

“Gesù potrebbe scaldare un burrito nel microonde al punto da non riuscire a mangiarlo neanche lui?”
(Homer Simpson)

Non c’è niente come il ripieno incandescente di un burrito o della salsa rovente di una pizza surgelata per pensare al potere di Dio. Ritengo che sia impossibile per i semplici mortali mangiare uno dei due senza distruggersi il palato. Ma sto divagando…

Avete forse sentito la domanda di Homer posta in un altro modo: Dio potrebbe creare una pietra tanto pesante da non riuscire a sollevarla? Una sinfonia così forte da non riuscire a sentirla? Una luce così brillante da non poterla guardare? Che abbiate sentito la domanda nella 13ma stagione de I Simpson o abbiate riflettuto su una qualsiasi delle sue varianti, è davvero una questione filosofica seria.

Cos’è in gioco? Beh, i cristiani credono che Dio sia onnipotente, ovvero che abbia tutto il potere. Se ci fosse qualcosa che Dio non può fare, questo non limiterebbe il suo potere? Non significherebbe che Dio non è onnipotente? E se non fosse onnipotente sarebbe davvero Dio?

I filosofi cristiani sostengono in genere che l’onnipotenza significhi che Dio può fare tutte le cose possibili, ovvero che se qualcosa è impossibile non può essere fatto, indipendentemente dal soggetto che agisce. Proteggere la vita umana in ogni stadio in America è una cosa possibile. Si può fare. Fare dei quadrati rotondi o che 2+2 dia 5 no.

Non sorprende, allora, che Tommaso d’Aquino dica “Così tutto ciò che non implica contraddizione è contenuto tra quei possibili rispetto ai quali Dio è detto onnipotente; tutto ciò che invece implica contraddizione non rientra sotto la divina onnipotenza, in quanto non può avere la natura di cosa possibile” (Summa Theologiae, I, q. 25, a. 3). Il potere di Dio è più grande di quello di qualsiasi cosa creata.

Il potere divino, infatti, è superiore a quello di tutte le creature create messo insieme. Come sostiene la Scrittura, “nulla è impossibile a Dio” (Luca 1, 37). Riconoscendo allora il vero significato del termine “onnipotenza”, potremmo interpretare questo versetto come “Nulla che sia impossibile è impossibile a Dio”. L’Aquinate conclude quindi con la giusta osservazione per la quale è meglio dire che una cosa del genere non può essere fatta affatto piuttosto che suggerire che Dio non la possa fare.

Non tutti hanno seguito la tradizione occidentale classica. Cartesio, ad esempio, arriva a dire che “Dio potrebbe aver fatto sì che non fosse vero che quattro per due fa otto”. In base a questa linea di pensiero, un essere onnipotente sarebbe in grado di rendere vere le contraddizioni (e allora il paradosso del burrito si dissolverebbe). Dio potrebbe rendere un burrito troppo caldo per poter essere mangiato e poi potrebbe mangiarlo.

In risposta al pensiero di Homer, un sito web suggerisce qualcosa come la risposta cartesiana: “Se credi in Gesù come il Figlio di Dio che ora vive in Paradiso, allora può fare tutto – quindi sì”. Il problema è che questa esaltazione della supremazia del volere di Dio al di sopra dell’ordine reale delle cose mina l’integrità metafisica che ha impartito alla creazione. Come suggeriva San Tommaso prima di noi, sarebbe meglio dire “Gesù può fare tutte le cose possibili”.

Dio rimane supremamente libero, e ordina l’universo in base alla sua volontà e al suo potere illimitato. Dio non pecca, e non inverte i suoi decreti universali. Nessuno di questi limita la sua perfezione. Lo stesso vale quindi per il paradosso del burrito. Ritenere qualcosa intrinsecamente impossibile non offende in alcun modo il potere di Dio, né implica un’imperfezione della sua estensione.

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