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Migranti, l’ira del vescovo di Nardò: “Chi gli augura la morte è maligno”

Inmigrantes en patera

© MC2 DANIEL BARKER / US NAVY / AFP

Gelsomino Del Guercio - pubblicato il 19/08/20

Dopo lo sbarco di 77 migranti sulla costa salentina e gli insulti su Facebook, durissimo anche il prete della cittadina pugliese: "Niente messa per chi augura una brutta fine a chi viene soccorso in mare"

“Ributtateli a mare”, “Mettetegli un peso al collo e fateli annegare”, “Cibo per pesci”. Sono alcune delle terribili frasi comparse sui social dopo lo sbarco, il 12 agosto, sulla costa salentina di Nardò, di 77 immigrati, tra i quali 14 donne e 32 minori, di nazionalità afghana, pakistana, irakena e somala.

Parole durissime, cosí il vescovo di Nardò-Gallipoli, monsignor Fernando Filograna ne ha voluto parlare in un messaggio in occasione della festività dell’Assunta, per condannarle ma anche per chiedere «perdono a quanti, evangelicamente piccoli e fragili, sono bersagli di queste invettive», come riporta Avvenire (18 agosto).

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Nuada - Public Domain

“Parole viziose e viziate”

Sui social, scrive il vescvo, «vengono innescati circoli di sentimenti e parole viziose e viziate a commento di notizie che necessiterebbero, invece, solo di Carità». È il caso dello sbarco di persone «provenienti da situazioni di persecuzione e fame».

Il vescovo ricorda «la premurosa operatività delle istituzioni locali del comune di Nardò, delle forze dell’ordine e della nostra Caritas diocesana, di volontarie e volontari. Questo è il fatto. Tante donne e uomini hanno manifestato la propria vicinanza e solidarietà a questi nostri fratelli e sorelle impauriti e preoccupati».

“Chi augura la morte ai migranti è superficiali e maligni”

Ma, denuncia, «alcuni altri, purtroppo, si sono lasciati andare a parole pesanti, arrivando ad augurare una brutta fine a chi fugge dalla fame e dalla guerra per mettere al sicuro sé e i propri cari. È da tempo che sono particolarmente preoccupato per questo modo di pensare e ancor più per la superficialità che si ha quando questo modo di pensare viene consegnato ai social media. facendo di pensieri e reazioni sbagliate, certe volte davvero maligne».

Basterà la reprimenda del vescovo per fermare i “leoni da tastiera”?

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Georgios Makkas

La rabbia di don Riccardo

Sulla vicenda, conclude Avvenire, è intervenuto anche don Riccardo Personè, parroco di Nardò:

«Se sono cattolico – ha avvertito nell’omelia – non posso restare indifferente, non può venire in chiesa chi è in grado di augurare la morte ai bambini, non basta venire a messa«.

«Non è una questione politica, non è questione di Destra e Sinistra – ha concluso – ma di umanità. E qui ormai c’è del disumano».




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