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3 cose da sapere per rendere efficace una preghiera di intercessione

PRAY
Sebastien Desarmaux | Godong
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Quante volte ci capita di invocare un santo o una persona in odore di santità chiedendogli una grazia speciale?

I Vangeli ci offrono esempi di preghiera di intercessione quando ci presentano gli eventi della guarigione del servo del centurione (Mt 8,5-13) e della figlia della donna cananea (Mt 15,21-28), ad opera di Gesù.

Nella preghiera di intercessione iil Signore ci mostra la sua volontà di agire sulle persone più piccole e più ferite. Per fare in modo che essa sia efficace e assomigliare a quella di Gesù, la preghiera di intercessione deve avere tre doni.

Nel libro “Come si fa la preghiera di intercessione” (Edizioni Segno), a cura di Don Marcello Stanzione, il fondatore della comunità Magnificat, Tarcisio Mazzetti spiega quali sono i tre doni.

1° – La compassione

E’ il primo dei doni necessari per fare la preghiera di intercessione. Quando noi preghiamo per qualcun altro, il Signore guarisce noi!

Le loro ferite erano state toccate e sanate nel momento stesso in cui essi imparavano, attraverso la preghiera di intercessione, quanto Gesù amava un’altra persona che si trovava nelle stesse condizioni in cui si trovavano loro.

2° – Un cuore attento

Un cuore attento e che sappia ascoltare è il secondo dono richiesta dalla preghiera di intercessione. Mentre la compassione comincia a farci diventare una persona sola con colui per cui stiamo pregando, ecco che iniziamo a ricevere il dono di un cuore che ascolta.

Questo avviene quando il nostro cuore, quello di Gesù e quello della persona per cui stiamo pregando, diventano tutti e tre un cuore solo (= avere un cuore in ascolto).

3° – Intercessione gioiosa

Una intercessione gioiosa è il terzo dono necessario per la preghiera di intercessione. Dopo aver udito Gesù che prega per mezzo dello Spirito nel cuore di un altro, noi possiamo pregare con gioia, in quanto noi avvertiamo che Gesù sta già riempiendo quella persona di una nuova vita.

Ciò non significa che per pregare per gli altri dobbiamo aspettare finché non avremo (noi che preghiamo) raggiunto un umore gioioso.

Ma il segno della intercessione vera è dato da ciò che essa opera in noi, cioè se siamo guidati verso la gioia e la fiducia nel Signore, oppure se quando terminiamo la preghiera, noi siamo ancora nel dolore.

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