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Il Papa: prego per i morti di Beirut. I dubbi del patriarca: esplosione misteriosa

WYBUCH W BEJRUCIE

STR/AFP/East News

Gelsomino Del Guercio - pubblicato il 05/08/20

Chiesa in campo con una rete di soccorso. E al quartier generale della Caritas solo la provvidenza ha evitato che ci fossero vittime tra i volontari

Papa Francesco ha rivolto, durante l’udienza di mercoledì’ 5 agosto in piazza San Pietro, il suo pensiero a tutto il Libano e in particolare a Beirut dove ieri si è registrata un’esplosione che non ha precedenti nella storia del Paese.

«Ieri a Beirut, nella zona del porto – ha detto il Papa – delle fortissime esplosioni hanno causato decine di morti e migliaia di feriti, e molte gravi distruzioni. Preghiamo per le vittime e per i loro familiari; e preghiamo per il Libano, perché, con l’impegno di tutte le sue componenti sociali, politiche e religiose, possa affrontare questo momento così tragico e doloroso e, con l’aiuto della comunità internazionale, superare la grave crisi che sta attraversando» (Vatican News, 4 agosto).

Pope Audience
Antoine Mekary | ALETEIA

Il patriarca:una città “in guerra” senza guerra

«Beirut, la sposa d’Oriente, Beirut, il faro d’Occidente, è ferita». È una «città devastata», ridotta come «uno scenario di guerra senza guerra». Così inizia l’appello lanciato dal Patriarca maronita Bechara Boutros Rai «agli Stati del mondo», dopo la «misteriosa esplosione» (questa l’emblematica espressione scelta dallo stesso Patriarca) avvenuta martedì 4 agosto nel porto della capitale libanese, con bilancio provvisorio di più di cento morti e migliaia di feriti.

© Piotr Rymuza

Non basta la rete di soccorso della chiesa libanese

La Chiesa – riferisce il cardinale – ha istituito una rete di soccorso in tutto il territorio libanese, ma l’emergenza è tale che ogni sforzo messo in atto dalla comunità nazionale risulta impari rispetto alla catastrofe che ha colpito il Paese dei Cedri. Per questo, a nome della Chiesa in Libano, il Patriarca Rai ringrazia anticipatamente «tutti gli Stati che hanno espresso la loro disponibilità ad aiutare Beirut», e si rivolge «a tutti gli Stati amici e fratelli», e a in particolare alle grandi Potenze e alle Nazioni Unite, chiedendo a tutti un aiuto immediato per la salvezza di Beirut, che prescinda da ogni considerazione e calcolo politico e geopolitico, «perché ciò che è accaduto va oltre la politica e va al di là dei conflitti».

Secondo il Patriarca Rai, la via più adeguata per far fronte allo stato di emergenza è quella di istituire un “fondo controllato dalle Nazioni Unite” per gestire gli aiuti (Fides, 5 agosto).

La Caritas: noi, mobilitati in massa per aiutare le vittime

Caritas Internationalis esprime la propria solidarietà e vicinanza alla Chiesa e al popolo libanesi e a Caritas libanese, dopo le devastanti esplosioni che nel pomeriggio di ieri hanno colpito Beirut.

«È una situazione terribile e disastrosa e oggi ci troviamo nella confusione più totale», riferisce a Caritas Internationalis Rita Rhayem, direttore di Caritas Libano, il cui staff si è immediatamente attivato per soccorrere le persone colpite dall’esplosione. La confederazione Caritas sta inoltre lanciando un piano di emergenza coordinato dal segretariato generale di Caritas Internationalis per assistere immediatamente le vittime.

La provvidenza ha evitato vittime tra i volontari

«La situazione è critica e questa è la prima volta che affrontiamo un’emergenza di tale portata. La situazione è apocalittica, ma noi non ci fermiamo e andiamo avanti per aiutare tutte le persone in difficoltà», sottolinea Rita Rhayem. «Vi sono molti morti e molti feriti, e da un punto di vista sanitario il quadro probabilmente peggiorerà rapidamente a causa degli effetti dei gas tossici. Caritas Libano si sta preparando a questa eventualità, ma i nostri centri sanitari non hanno mezzi per affrontare una simile evenienza e le operazioni di salvataggio sono rese ancora più difficili dalla mancanza di elettricità».

Anche il quartier generale di Caritas Libano è stato gravemente danneggiato dall’esplosione. Provvidenzialmente, l’ufficio aveva chiuso poco prima dell’esplosione e quindi nessuno tra lo staff è rimasto ferito.

Ospedali pieni, manca il cibo

«Dalle 18:00 di ieri, il Paese si è fermato e stiamo vivendo un incubo – afferma il presidente di Caritas Libano, padre Michel Abboud – Non abbiamo nulla per aiutare la popolazione. Beirut è devastata e siamo totalmente sopraffatti dalla portata degli eventi».

«I nostri volontari si sono mobilitati immediatamente per individuare ed assistere i feriti, che vengono ricevuti nei nostri centri di assistenza primaria purtroppo già sopraffatti ed incredibilmente affollati, così come gli ospedali. Manca qualsiasi cosa, compreso il cibo per sostenere la popolazione colpita», conclude, preoccupata, la responsabile della Caritas Libano.




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