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Perchè gli angeli custodi non fermano assassini, orchi e tiranni?

© ALHAYAT Media Center
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Qui interviene il mistero della libertà dei figli di Dio. Tutti gli esseri creati da Dio, da Lucifero e a tutti gli Angeli fino all’uomo sono stati messi in condizione di distinguere fra Bene e Male

Perché i loro Angeli custodi non fanno ragionare gli assassini, i tiranni, i boia e gli altri mostri? O, almeno, perché non impediscono loro di commettere i loro crimini?

Qui interviene il mistero della libertà dei figli di Dio. Tutti gli esseri creati da Dio, da Lucifero e a tutti gli Angeli fino all’uomo sono stati messi in condizione di distinguere fra Bene e Male: privare l’uomo di questa capacità al peccato, orientarlo unicamente verso il Bene, programmarlo, in qualche modo, sarebbe privarlo della sua libertà. Allo stesso modo affiancare a quell’uomo un Angelo che ha il potere di influire sulla sua intelligenza, sulla sua anima e sui suoi atti sarebbe come ridurre l’umanità allo stato di un cane solidamente legato in cuccia.

KJLLER
Shutterstock | PopTika

Un’anima impenetrabile (quasi) a tutti

L’anima umana è impenetrabile a tutti tranne che a Dio, nessun Angelo, nessun Demonio può entrarci di forza per imporre la sua legge, buona o cattiva.

Quindi l’Angelo si limita a osservarci mentre sbagliamo?Ma no! Un Angelo custode, in questo genere di circostanze, può rivelarsi un formidabile sabotatore! D’altra parte questo è il mistero del Male all’opera nel mondo, il mistero di iniquità, che si coniuga appunto con la libertà dell’uomo, col suo diritto di scegliere il campo del Male e di farne soffrire altri. L’Angelo non è insensibile a questa scelta ma, a differenza nostra, ne comprende la ragione: il peggior crimine, la più atroce tragedia non provocano in lui né collera, né rivolta, né sentimento di ingiustizia, neanche dolore, poiché Egli sa che nulla avviene se Dio non l’ha permesso, e se lo ha permesso, è perché Dio è capace di trarre un sommo bene anche dal peggiore abominio.

Beneficio dalla disgrazia

Ai primi cristiani promessi al martirio, San Paolo afferma: “Tutto concorre al bene di quelli che amano Dio”. L’Angelo sa che il suo protetto trarrà beneficio dalla disgrazia che lo colpisce, se la sopporta in unione con Dio. Questo beneficio non è in questo mondo ma nell’Altro.

Se l’Angelo custode non garantisce contro tutti gli incidenti e le disgrazie, se abbandona l’uomo alla sofferenza e alla morte quando tale è la volontà divina, c’è un campo

UMB-O/Shutterstock
Non diventeremo un angelo custode quando moriremoGli angeli sono una parte separata della creazione di Dio, e noi non diventeremo un essere completamente nuovo quando moriremo. Rimarremo umani, e se ci verrà concessa la Visione Beatifica saremo trasfigurati e riceveremo il nostro corpo risorto alla fine dei tempi.

nel quale interviene sempre, ed è la lotta contro il Demonio. Questa lotta non significa evitare ogni tentazione e ogni prova, perché se così fosse noi non potremmo accumulare alcun merito per essere graditi a Dio, ma, se il nostro sovrano bene o la gloria di Dio entrano in gioco, allora, l’Angelo può mettere il Demonio in fuga o limitare i suoi attacchi.

Le “tentazioni sensibili”

Il limite più evidente posto dall’Angelo alle imprese demoniache è l’impedimento delle “tentazioni sensibili”, cioè delle apparizioni del Diavolo, sotto qualsiasi forma, cosa che permette alla maggior parte degli umani di dormire tranquilli: ogni uomo ha il suo Angelo che lo segue dalla culla alla tomba e anche al di là, sempre accanito, fino all’ultimo secondo, a strappare quest’anima a Satana.

 

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