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Le chiese “dimenticate” nelle “Città Morte” della Siria

CHURCH OF SAINT SIMEON

Bernard Gagnon | CC BY-SA 3.0

V. M. Traverso - pubblicato il 31/07/20

Risalenti a un periodo tra il I e il VI secolo, le chiese delle “Città Morte” sono tra gli esempi più antichi dell'architettura cristiana

Dal 2011, i luoghi dell’eredità culturale siriana, come le antiche città di Damasco e Aleppo, si sono conquistati i titoli dei giornali per i danni che hanno subìto a causa della guerra. I lettori, però, potrebbero non sapere che la Siria ospita le cosiddette “Città Morte” (note anche come “Città Dimenticate”), un gruppo di circa 700 antiche città che fungevano da capitali della florida vita rurale durante la Tarda Antichità (395-800) e l’era bizantina (330-1453), quando parti della Siria nord-occidentale erano al centro di una via commerciale basata sull’olio d’oliva.

Situate in una formazione calcarea tra Aleppo e Idlib, le “Città Dimenticate” risalgono al periodo tra il I e il VII secolo. Gli storici pensano che vennero progressivamente abbandonate tra l’VIII e il X secolo. Non è ancora chiaro perché sono diventate “dimenticate” – forse per un crollo dei prezzi dell’olio d’oliva, o per i cambiamenti nelle rotte commerciali dopo la conquista araba di gran parte del Medio Oriente. Oggi i resti delle loro sontuose ville, dei bagni pubblici e soprattutto delle loro chiese sono un testamento della transizione dal mondo pagano dell’Impero Romano al cristianesimo. Ecco alcuni degli esempi più antichi dell’architettura cristiana delle “Città Dimenticate” della Siria:

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