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Perché nel Padre Nostro si menziona il «Nome» di Dio?

FAITH
Shutterstock | everst
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“Sia santificato il tuo Nome!”. E’ uno dei primi passaggi della preghiera. Il valore di questa affermazione è legato alla grandezza e alla potenza di Dio

All’inizio della preghiera del Padre Nostro, c’è la seguente affermazione “Sia santificato il tuo Nome“. Questa affermazione ha un valore e un significato che non tutti conoscono. E sono legati alla grandezza di Dio.

Ci spiega tutto questo, il biblista Jean Carmignac (1914-1986), nel libro postumo “Ascoltiamo il Padre Nostro” (edizioni Ares). 

Il messaggio a Mose’

Nella mentalità semitica in generale, e nella mentalità biblica in particolare, il «nome» è molto più di una designazione in particolare, il «nome» è molto più di una designazione convenzionale, perché esprime il ruolo di un essere nell’universo.

A maggior ragione il nome di un essere così inaccessibile come Dio è la rappresentazione della sua persona. È Dio stesso che ha rivelato il suo nome a Mosè (Esodo 3, 13-15), precisandogli che sarebbe stato il suo «ricordo di generazione in generazione».

Il secondo comandamento

A questo Nome, spiega Carmignac, si deve dunque riservare lo stesso rispetto e la stessa adorazione che a Dio: il secondo comandamento, subito dopo il divieto dell’idolatria, proclama: «tu non pronuncerai inutilmente il Nome del signore tuo Dio, perché il Signore non considererà innocente colui che pronuncerà inutilmente il suo Nome» (Esodo 20, 751, e Deuteronomio 5, 11).

Con l’intento che questo divieto venga applicato alla lettera, il Siracide (23, 9) raccomanda: «Non prendere l’abitudine di nominare il Santo» e i giudei arriveranno a non pronunciare più il Nome ineffabile rivelato a Mosè.

Jeffrey Bruno

Dio identificato con “Nome”

E’ in funzione di una tale mentalità che noi dobbiamo considerare il nome di Dio dell’Antico Testamento. Spesso Dio agisce «a causa del suo Nome», cioè per l’onore e la gloria connessi al suo Nome, e che dunque si ripercuotono su lui stesso. Spesso anche il nome di Dio è praticamente equivalente a Dio in persona.

Dio si identifica con il suo Nome a tal punto che nel Levitico 24, 11 il «Nome», senza alcun’altra precisazione, vuol dire Dio e che presso i rabbini era invalso l’uso di dire il «Nome» invece che dire Dio.

“Nel Nome di Gesù ogni ginocchio si pieghi”

Nel Nuovo Testamento, evidenzia il biblista francese autore di “Ascoltiamo il Padre Nostro”, si conserva la medesima pienezza di significato. Gesù riassume la sua missione dicendo che egli ha «fatto conoscere» e «manifestato» il Nome di suo Padre (Giovanni 17, 6 e 26).

Allo stesso modo il suo Nome riassume la sua persona e il suo messaggio, poiché si può dire, senza ulteriori spiegazioni, che gli apostoli «sono stati degni di essere oltraggiati per il Nome» (Atti 5, 41), o che i missionari cristiani viaggiano «per il Nome», cioè per Gesù (3 Giovanni 7).

Similmente San Paolo esprimerà la gloria del Cristo risuscitato dicendo che «Dio l’ha gratificato di un Nome superiore a qualunque altro nome, affinché nel Nome di Gesù ogni ginocchio si pieghi» (Filippesi 2, 9-10).

Il valore del Padre Nostro

Se si recitasse il Padre Nostro senza immergersi nella mentalità biblica, che evoca tali risonanze, lo si svaluterebbe notevolmente.

Certamente si chiede che il Nome di Dio sia pronunciato e trattato con rispetto. Ma in realtà si chiede molto di più. È a Dio stesso, alla sua essenza divina, alla sua provvidenza paterna, ai suoi attributi ineffabili che ci si augura di rendere omaggio.

Così, in definitiva, “Santificare il nome di Dio” è circondare Dio di obbedienza, di onore e di rispetto; è riconoscerne e ammirarne la grandezza, la potenza, la giustizia, le meraviglie; è proclamare la sua gloria.

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