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Perse il figlio in un incidente. Il Papa la chiama: "Santità, mi ha ridato il sorriso"

Gelsomino Del Guercio - pubblicato il 29/07/20

Cinzia Desiati è la madre di Fabrizio Di Bitetto, il 21enne romano morto nel 2019 in un incidente stradale. "Dopo la perdita di mio figlio la fede è vacillata. Mi sono affidata alla Madonna"

«Sono le 16.20 quando squilla il cellulare domenica pomeriggio. Numero sconosciuto. Erano giorni che ricevevo questa chiamata ma non rispondevo mai in tempo. Incuriosita rispondo subito e dall’altra parte una voce molto dolce mi dice “Pronto è la signora Cinzia? Sono Papa Francesco. Ero emozionatissima, non me lo aspettavo. Mi sono sentita come una bambina spaesata. La per là ho pensato che fosse uno scherzo, gliel’ho detto e lui mi ha tranquillizzata subito dicendomi “tutti quanti pensano sia uno scherzo quando chiamo”, ma la voce era la sua».

Sul quotidiano digitale Interris.it (28 luglio), il racconto in esclusiva di Cinzia Desiati, che ha ricevuto la chiamata di papa Francesco. Cinzia è la madre di Fabrizio Di Bitetto, il ragazzo di Roma che lo scorso 5 ottobre a soli 21 anni, perse la vita durante un incidente stradale nella zona Eur. La donna a luglio aveva scritto una lettera al Papa nella quale descriveva chi era suo figlio e quanto la sua morte aveva stravolto la famiglia.

Insieme per Fabrizio - Facebook

La lettera al Papa

«Non sono stati mesi facili e all’inizio del mese di luglio ho preso coraggio e ho deciso di scrivere una lettera al Papa. In quel fiume di parole gli ho raccontato chi era Fabrizio facendo una sintesi della mia situazione familiare. Ho allegato anche una foto di mio figlio e ho concluso dicendo che il mio desiderio è quello di incontrarlo. Ovviamente ho inserito anche il numero di telefono, la mail e l’indirizzo di casa e lui han scelto il mezzo più caldo per raggiungermi», ha raccontato Cinzia a In Terris.

I tormenti di Cinzia

Sono stati mesi durissimi per la mamma di Fabrizio. «Anche la mia fede ha vacillato. Ho riversato il mio dolore sul Signore. Ho tolto tutti i crocifissi ma mi sono aggrappata alla figura della Madonnina perché lei ha vissuto il mio stesso dolore. L’otto dicembre, però, quando purtroppo si avvicinava il periodo del Natale ed eravamo in condizioni disperate mi sono fatta coraggio per affrontare le feste e viverle da cristiana anche se mi sarei voluta addormentare e svegliare il sette gennaio direttamente. Così ho rimesso piede in Chiesa».

Il ritorno a messa

Durante la messa, ricorda Cinzia, «ho soltanto pianto, e ho iniziato un mio percorso interno che mi ha riavvicinata alo Signore. A quel punto ho rimesso tutti i simboli religiosi in casa. Ho capito che il Signore non è cattivo, è successo a Fabrizio come succede purtroppo a tantissimi giovani. Sono dolori che fanno parte della vita. Quando nasciamo dobbiamo sapere che la vita può essere costellata di dolori. Io fino al 4 ottobre sono stata una donna molto fortuna, ho avuto tanto dalla vita e poi si è presa tutto con gli interessi».

“Mi è tornato il sorriso”

La telefonata di Papa Francesco è stata una iniezione di speranza. «Io ho qui davanti la foto di Fabrizio – mi ha detto il Santo Padre, a quel punto mi sono tranquillizzata – Come sta? E come sta suo marito? – Abbiamo parlato di Fabrizio e mi ha detto che queste disgrazie non dovrebbero accadere».

«Quando ho chiuso la telefonata – spiega Cinzia – ho sorriso, finalmente un segno di serenità sul mio volto. Papa Francesco mi ha dato gioia. Parlare con lui è stata una carezza come se me l’avesse fatta Fabrizio. Ho provato una sensazione bellissima, mi ha fatto tornare un sorriso sulle labbra che non provavo dal 4 ottobre».




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