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Come vivere in un’epoca di paura come ha fatto Santa Edith Stein

saint Edith Stein
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La santa ha affrontato malattie infettive e pregiudizi, ma ha mantenuto la pace e la fede

Nel nostro mondo abbondano paura e frustrazione, e ce lo ricordiamo ovunque andiamo. Non siamo però gli unici a sperimentare un mondo pazzo. Santa Edith Stein ha lavorato in un ospedale per persone affette da malattie infettive prima di diventare cattolica e monaca. E allora la sua vita è stata stroncata quando i nazisti l’hanno uccisa ad Auschwitz perché era ebrea. Vivere nella paura di contrarre una malattia mortale o di subire direttamente le conseguenze dell’ingiustizia razziale sono cose che ha sperimentato durante tutta la sua vita. Ecco dei modi concreti per vivere bene in quest’epoca folle, basati sulle citazioni tratte dagli scritti di Santa Edith Stein.

Santa Edith dice di vivere ogni giorno, in qualsiasi vocazione o occupazione a cui si è chiamati, “alla luce dell’eternità”. In altri termini, non bisogna lasciarsi prendere troppo dai dettagli di ciò che accade nella propria vocazione in un singolo giorno. Mettete le vostre lotte in prospettiva – siamo chiamati a vivere eternamente, e questo mondo è solo un primo passo in quella direzione. Qualche modo pratico per vivere tutto questo? Eccolo…

Non dimenticate la preghiera, soprattutto quando nel corso della giornata si ha paura o si è frustrati.

Provate a recitare il Rosario questa sera prima di guardare il vostro programma preferito, leggere il vostro libro favorito o sentire le notizie.

Quando vi rendete conto che state rivivendo in continuazione una situazione di lavoro, cercate di lasciar perdere.

Rivivere in continuazione le cose non le farà andar via, né vi aiuterà a rimanere concentrati su ciò che conta di più.

Una seconda citazione di Santa Edith è “Il vero cristiano non è costretto a rinunciare alle cose di questo mondo o a sminuire le sue abilità naturali”. In altri termini, siamo chiamati ad essere pienamente noi stessi nel modo in cui approcciamo la vita, e non dovremmo stupirci dei talenti o dei doni per essere quello che siamo chiamati ad essere. Qualche modo pratico per vivere tutto questo?

Usate i vostri talenti in risposta a persone o situazioni che incontrate, non i talenti che vorreste avere.

Forse i vostri doni sarebbero fatti fruttare meglio in una forma di volontariato diverso o in un gruppo diverso da quello dei vostri amici. È una cosa positiva. Trovate quello che va bene per voi e aiutate in quei modi. Edith dice anche che non dobbiamo rinunciare alle cose di questo mondo.

E allora, festeggiate una bella giornata con un dolce. Meglio ancora, portate un dolce a qualcun altro e magari condividetelo.

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