Ricevi Aleteia tutti i giorni
Solo le storie che vale la pena leggere: leggi la newsletter di Aleteia
Iscriviti!
Aleteia

Gabriel García Márquez ha ispirato un cortometraggio sulla pandemia

Condividi

Il film “La Peste dell’Insonnia” apporta letture del classico “Cent’Anni di Solitudine” con le voci di Ricardo Darín, Alice Braga e altri attori latinoamericani

Un lato positivo della quarentena è che ha stimolato la creatività. Ne sono prova le decine di progetti culturali interessanti nate ogni settimana, pur se limitate per via di tutte le restrizioni del nostro nuovo stile di vita.

Parliamo sia della letteratura, con la raccolta di racconti e cronache Diari della Quarentena, che a breve dovrebbe essere pubblicata dalla casa editrice Dublinense, con testi di vari autori, che della musica, con il progetto The Quarantine Experiment, in cui il direttore Raul Machado crea clips di gruppi rock nazionali con immagini captate dagli artisti stessi in casa propria, tra le altre aree culturali.

Un progetto recente riunisce attori di vari Paesi dell’America Latina con registrazioni casalinghe effettuate mentre leggono passi di Cent’Anni di Solitudine, l’opera principale dello scrittore colombiano Gabriel García Márquez.

Il cortometraggio La Peste dell’Insonnia alterna passi del romanzo interpretati da attori latinoamericani come l’argentino Ricardo Darín, la brasiliana Alice Braga e il messicano Héctor Bonilla a immagini di città sudamericane deserte.

Il film è stato realizzato dalla Fondazione Gabo, creata dallo stesso García Márquez (1927-2014), e diretto dal venezuelano Leonardo Aranguibel. Pubblicato a giugno su YouTube, ha già superato le 350.000 visualizzazioni.

L’apertura del corto spiega la natura del progetto: “È una storia di solidarietà, amore e speranza, in memoria di chi ha perso la vita, di chi ha rischiato la propria per proteggerci e di tutti coloro che vivono nella penuria e nell’incertezza”. I titoli iniziali spiegano che nessun attore ha ricevuto un pagamento per la partecipazione.

Le somiglianze tra i passi selezionati e la realtà ai tempi del Covid-19 non sono una mera coincidenza. Il libro narra la storia di un’epidemia che affligge il paese fittizio di Macondo, che provoca la cecità e col tempo la perdita totale della memoria, dagli episodi della vita alle persone che ogni individuo ha conosciuto.

Al IV Congresso Internazionale di Lingua Spagnola, svoltosi a Cartagena, in Colombia, nel 2007, Cent’Anni di Solitudine è stata considerata la seconda opera in lingua spagnola più importante al mondo, dietro solo a Don Chisciotte (1605), di Miguel de Cervantes. Nel 1982, 15 anni dopo l’uscita del libro, Gabriel García Márquez ha ricevuto il Premio Nobel per la Letteratura.

Newsletter
Ricevi Aleteia tutti i giorni