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Chi sono gli psicopatici e come identificarli?

Vanderlei de Lima - pubblicato il 21/07/20

Devono essere puniti per i loro crimini? Se sì, dove e come?

Caro/a lettore/lettrice, è quasi certo che abbiate sentito parlare almeno una volta degli psicopatici.

Gli psicopatici sono persone fredde e perverse divise in vari gradi: lieve, moderato e grave. Anche se il modo di agire varia da un grado all’altro, tutti lasciano tracce di distruzione dove passano. Sono predatori nati di chi incrocia il loro cammino. Tentare di stabilire un legame affettivo con loro porta sicuramente un danno. Per questo, la dottoressa Ana Beatriz Barbosa Silva, studiosa brasiliana, scrive che se “i primi si dedicano a truffare, fare colpi e piccoli furti, ma probabilmente non si sporcheranno le mani di sangue o non uccideranno le loro vittime, […] gli ultimi si gettano a capofitto, con metodi crudeli e sofisticati, e provano un enorme piacere per i loro atti brutali” (Mentes perigosas, 2008, p. 17).

Spiegando meglio, quelli di grado lieve e moderato adulano le donne per strappare loro del denaro, ingannano gli imprenditori ingenui, annunciano successi impossibili, ecc., mentre quelli gravi uccidono con crudeltà – è una delle loro grandi caratteristiche – in serie (serial killer), e a volte sono anche assassini di massa (uccidono molte persone in poco tempo in scuole, centri commerciali, parchi…).

Da ciò deriva la ragione di questo libro introduttivo, diviso in due parti. Nella prima, la studiosa espone la definizione di psicopatico e le sue conseguenze immediate: come identificarlo? Dev’essere punito per il suo crimine o no? Se sì, dove e come? Cosa fare di fronte a serial killer in azione? Esistono bambini con il profilo dello psicopatico o possibili candidati? In caso affermativo, come agire? Nella seconda parte, si affrontano questioni teologiche cattoliche: se lo psicopatico nasce cattivo, Dio è allora autore del male? Cosa pensare dell’ergastolo applicato a classici psicopatici in alcuni Paesi? Lo psicopatico è colpevole di peccato grave? Cosa insegna la Chiesa sulla legittima difesa? In caso di confronto con criminali, su chi ricade la colpa della morte di quell’aggressore ingiusto? C’è differenza tra pace e pacifismo?

Lo psicopatico non è affatto un malato mentale nel senso comune del termine. Nel linguaggio popolare, ha un “difetto di fabbrica”, che si caratterizza per il fatto di essere 100% ragione e 0% emozione. Sa cosa fa, quando lo fa, dove lo fa e con chi lo fa. Mentre un malato mentale – ad esempio uno schizofrenico – resta solo in mezzo a una piazza affollata, lo psicopatico premedita, passo dopo passo, tutti i suoi atti, di modo che nessuno di questi esseri ha molestato o molesterà un bambino in un luogo pubblico. Proprio perché sa bene cosa fa dev’essere punito, ma il modo migliore di liberarsene è evitarlo nella vita quotidiana, e dopo che ha commesso crimini applicargli la Psychopathy Checklist (Valutazione di Psicopatia) del dottor Hare. Una volta verificata la psicopatia, bisogna chiuderlo a tempo indeterminato in un luogo isolato dagli altri prigionieri. L’isolamento non influisce su di lui, perché lo psicopatico non crea un vincolo affettivo con nessuno.

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