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Dio ha salvato Gesù morto, e farà lo stesso con te

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Haris Mm | Shutterstock

padre Carlos Padilla - pubblicato il 14/07/20

Deserto fisico e spirituale

Mi piace come fa memoria il popolo ebraico. Quel deserto non assomiglia al tempo che vivo ora? Vorrei che tutto passasse, per poter arrivare a una terra promessa e sconosciuta allo stesso tempo. Una casa ancora non abitata. Una ricchezza che non ho ancora degustato.

Il periodo che vivo ora mi ricorda quel deserto in cui l’acqua e il pane sono scarsi. Anch’io sento che mi mancano il pane e l’acqua.

La fame e la sete di infinito in questo deserto della pandemia. Dio mi vuol dare solo una manna come cibo, come a quel popolo schiavo che fuggiva verso la libertà.

Non sono forse uno schiavo di tante cose nella mia vita imborghesita? Schiavo di piaceri e di possessi. Schiavo di successi e di desideri. Schiavo di denaro.

Sì, lo sono, e ora vivo nel deserto sentendo la mancanza come il popolo ebraico del cibo del tempo della schiavitù. Schiavo, ma con lo stomaco pieno.

Ora sogno di essere libero con lo stomaco vuoto. Ho fame e sete e ricevo solo una manna temporale, che si getterà via il giorno stesso, come quella che mangiava il popolo ebraico in quel deserto.

Manna per oggi

Dio viene nella mia vita ogni giorno. Mi nutre tutti i giorni. Ma io chiedo a Dio di garantirmi il futuro, i prossimi mesi.

Vorrei congelare il pane per tirarlo fuori quando è necessario. Non mi basta quella manna caduca di un giorno. Ho paura della provvisorietà della mia vita.

Solo un giorno garantito. Dio non ha potuto salvare la vita di Gesù a modo mio, come avrei desiderato. Ha usato un’altra strada, quella meno pensata, meno attesa. Anche la meno sognata da Lui, ma gli uomini sono stati liberi.

Confidare

Ha salvato Gesù dalla croce restituendogli la vita quando era già morto. Farà lo stesso con me, anche se ora mi sembra che tutte le mie sicurezze, i miei punti di forza, i miei pilastri stiano crollando.

Tutto sembra venir meno in mezzo a una pandemia della quale non si conosce bene la fine, in cui non si vede la luce alla fine dell’oscurità del tunnel.

Ho paura come quei bambini che di notte non vogliono chiudere gli occhi. Temono i fantasmi e i rumori dell’oscurità. Sorge la paura nella mia anima pensando a tutto ciò che verrà.

Non ci sono certezze, non ci sono sicurezze. Mi spaventa questa vita. Custodisco quella manna quotidiana nelle mie mani volendo sostenere la vita, trattenerla fino all’ultimo respiro.

PRAY
Shutterstock

Non voglio arrivare alla fine di quello che amo. Desidero l’inizio di quello che sogno e continuo a camminare nel deserto. Il sole delle paure pesa. Fa male la fatica di una vita piena di minacce.

Chi protegge la mia vita? Dio. Quella di ora, temporale, e soprattutto quella eterna. Quella che diventerà piena in un cielo che ora non riesco neanche a immaginare.

Ringraziamento e lode

Come non rendere grazie a Dio per tutto il bene che mi ha fatto, e per tutto quello che me ne farà? Voglo lodare Dio con le parole del salmo:

“Loda il tuo Dio, Sion. Perché ha rinforzato le sbarre delle tue porte, in mezzo a te ha benedetto i tuoi figli. Egli ha messo pace nei tuoi confini e ti sazia con fior di frumento”.

Dio mi benedice ogni giorno. Sostiene i miei piedi perché non faccia passi sbagliati. Sostiene la mia anima perché non si lasci trascinare dalla disperazione. Ogni giorno ha il suo affanno e la sua preoccupazione.

Gesù cammina ogni giorno donandomi il suo cibo. Il suo corpo e il suo sangue. La manna di cui ho bisogno per continuare a sognare e a soffrire. Tutto nelle sue mani.

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gesù
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