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Credete nei sogni?

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padre Carlos Padilla - pubblicato il 10/07/20

A volte le parole non servono a niente

I sogni si alzano come fumo dietro i vetri della mia vita. Come falò pieni di luce e speranza. Sono sogni che diffondono una luce tenue che lotta per porre fine all’oscurità del mio pessimismo.

Un sogno intesse vie verso il cielo prima inesistenti. Tira fuori l’anima dal sopore e dalla malinconia in cui a volte vive in letargo. La eleva al di sopra di qualsiasi tenebra in cui può perdere il senso.

Credo nei sogni, ho bisogno di conservarli: “Conserva i tuoi sogni, non sai mai quando ti serviranno”. Non mi soffermo a pensare se siano realizzabili o solo illusioni intessute dalla mia fantasia. Non mi importa se un giorno potranno diventare realtà. Il sogno è come un fuoco che eleva il mio animo e mi sostiene anche se sono stanco.

I sogni sono una brezza dolce che pone fine al calore soffocante. Sono un vento che solleva le nubi che nascondono il sole. Nulla conta quando si guarda il sogno elevarsi al di sopra di tutte le paure. Il sogno di una vita migliore, di un’aria più nuova, di un amore più pieno. Il sogno di una dedizione che non ho ancora raggiunto e di una bellezza che non riesco a delineare con i miei gesti impacciati.

Sogno tutto ciò che ancora non possiedo, quell’eternità che scivola fragile e insinuante nella mia umanità caduta. Dispiega sulla carta paesaggi mai dipinti. So che i sogni sono solo sogni quando non arrivano a diventare vita.

Voglio che Dio trasformi in realtà quello che desidero di più, quello che sogno maggiormente. Spero in un tempo nuovo aperto su un orizzonte più bello di quello che intravedo ora. Diceva Mario Benedetti: “Quando la tempesta passerà, ti chiedo, Dio, di restituirci migliori, come ci avevi sognato”.

Il sogno di Dio e il mio sogno. Le sue parole incise sulla mia roccia. E le mie parole che vengono portate vie dal vento fino al più profondo del suo cuore.

A volte le parole non servono a nulla. “Chi ama davvero ama in silenzio, con i fatti, mai a parole”. L’amore è costituito da fatti, decisioni, opzioni, gesti.

Sogno un silenzio che esprima meglio tutta la vita che porto dentro. Sogno quell’amore impossibile che mi si annida tra le dita.

I miei sogni si elevano al di sopra di me stesso rendendo credibile ai miei occhi un mondo nuovo. Sarò diverso. Sarò più di Dio. Sarò più bambino. La mia anima sarà più pulita, più sua.

Vivrò più innamorato della vita, perché che è vero ciò che diceva Nietzsche: “L’amore fa brillare le qualità elevate e nascoste di chi ama”.

Non cerco tanto di essere amato, ma di amare. E di far sì che quel mio amore tiri fuori il meglio che ho dentro. Voglio imparare ad amare e che non sia per merito proprio, ma per necessità. Perché se mendico amore l’amarezza mi consumerà, e se dispenso l’amore che ho dentro avrò una pace prima sconosciuta.

Non aspetto gratitudine in cambio del mio amore o la restituzione esatta di tutto ciò che ho donato. Non desidero essere più amato di quello che sono ora. Non esigo mai dalla vita ciò che non può darmi. Ma continuo a sognare, questo sì, di tirar fuori la luce nascosta nelle pieghe della mia anima ferita. So che è lì che il sole sorge con ogni “Ti voglio bene”, e prende vita con ogni alba in mezzo a profondi silenzi.

Mi piace quel dono dell’amore che un giorno Dio ha seminato nella mia anima. Non dimentico di ringraziarlo ogni mattina per tutto quello che mi ha dato.

Sono capace di amare la mia vita com’è, la mia terra, e quella che calpestano i miei passi. Amare chi si ferma a chiedermi qualcosa o a offrirmi il proprio tempo e la propria vita senza chiedere nulla in cambio. Voglio imparare ad amare chi non mi ama e a voler bene a chi me ne vuole. Non è un gioco vuoto, tutto il contrario.

La vita che non si ama si perde, e le persone che non amano sono vuote, piene del proprio ego, che è solo il fumo vuoto di un’esistenza maledetta. Chi ha più rancori che gratitudine nel cuore è malato. Scelgo la vita che ho ora e la sogno più piena. Non mi fermo a desiderare quella che avevo o che sognavo.

So che amerò ancor di più quella che verrà, anche se ora nell’anima ho solo desideri e paure. Confido nel fatto che la cecità del mondo non offuscherà i miei occhi. E mi vestirò di nuovo da gala allo spuntare del giorno per intraprendere il mio cammino pieno di speranza.

I sogni tireranno sempre fuori i miei sorrisi migliori. Non temerò le lacrime di emozione, perché chi ama molto piange molto.

Navigherò su mille mari cercando terre nuove, e congederò senza angosce le vite passate. Quelle che non ho scelto o che non mi hanno scelto. Non griderò iroso contro l’impossibile. Non dimenticherò i sogni da bambino, da ragazzo, custoditi nel petto, come grande tesoro. Accarezzerò tranquillo la pace tra le dita. Mi siederò aspettando che il giorno muoia, o che le onde si infrangano contro la roccia della mia indifferenza, ponendo fine a quella durezza che non mi lascia aspettare giorni sacri. Amerò al di là di tutte le mie forze.

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