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Al Covid-19 una mamma texana risponde con la vita. Anzi tre!

3 little girls
Di Melissa King|Shutterstock
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Era incinta già di 28 settimane quando le hanno diagnosticato l’infezione da coronavirus. La notizia è che stanno tutti bene: mamma Maggie, i tre gemellini, il marito e l’altro figlio di 5 anni. Viva la Vita!

La storia di un’incredibile mamma di Houston di nome Maggie è diventata virale oggi dopo che i medici dell’ospedale femminile del Texas hanno divulgato la sua fantastica storia su Facebook e Instagram. Maggie era incinta di 28 settimane quando un mese fa arrivò in ospedale al momento del ricovero per monitorare i bambini di cui era incinta. La mamma, incinta di tre gemelli, è stata sottoposta a un test COVID-19 obbligatorio prima di poter essere ricoverata, che è attualmente una politica standard nella maggior parte degli ospedali in tutto il paese. Fu sorpresa, quindi, di sapere che in realtà aveva il COVID-19. (Fatherly)

Era preoccupata, certo, ma soprattutto per le tre vite che dipendevano ancora così tanto dalla sua e per quella del bimbo di 5 anni che la aspettava con il papà; anche il marito è poco dopo risultato positivo al tampone.

Come si è letto in letteratura medica e in articoli divulgativi pare proprio che le donne siano più resistenti all’infezione da SarsCov2; e anche che il rischio di trasmettere l’infezione al bimbo in gestazione è quasi nullo; avviene invece in fase perinatale, probabilmente per il contatto con le mucose esterne della partoriente. Per questo motivo l’opzione consigliata è quasi sempre il cesareo.

Ma torniamo a Maggie: le sono servite tre settimane di ricovero e diversi tamponi con esito negativo per poter essere dichiarata guarita. Bene, la gravidanza poteva proseguire ancora, fino al raggiungimento di un peso e una maturità sufficiente alla sopravvivenza per i suoi tre piccoli.

Ma i problemi non erano finiti: uno dei suoi piccoli aveva il cordone ombelicale intorno al collo con annessi rischi per la sua fragile e preziosa vita. Per questo la donna è stata sottoposta ad un cesareo d’urgenza. Ha dovuto attraversare questo momento bello ma rischioso senza la presenza del marito, ancora alle prese con il coronavirus: si sono parlati via FaceTime, app tra le più usate e benedette di questi tempi: amore, io vado, mi fanno un cesareo, prega per me, prega per noi! Immagino si siano detti qualcosa del genere, o almeno è quello che avrei detto io, condito con pianti e singhiozzi o qualche isterica risata. Ma Maggie è di un’altra pasta, sembra.

Fatto sta che Isabella, Nathaniel e Adriel sono nati tutti vivi e sani; sono ancora in terapia intensiva di II livello e lasciano il tempo alla mamma di riprendersi dalla doppia batosta: virus più taglio cesareo. Ma siamo sicuri che la tripla dose di felicità che quei piccoli portano in dote saprà corroborarla e rimetterla in piedi. (Mi raccomando, nonne, zie, amiche aiutatela quando li avrà tutti a casa! Per i consigli non richiesti invece, meglio astenersi 🙂

 

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