Aleteia logoAleteia logo
Aleteia
sabato 27 Febbraio |
Religiosa e Fondatrice
home iconApprofondimenti
line break icon

Il cristianesimo ha favorito l’emancipazione delle donne?

young beautiful woman

By Nady/Shutterstock

Emmanuelle Pastore - pubblicato il 09/07/20

Alla corte reale di differenti paesi le figlie ricevevano la medesima educazione dei figli. I monasteri femminili divennero autentici centri di cultura: un buon numero di donne sarebbero divenute autrici di opere letterarie, teatrali e spirituali. Sappiamo che nel Medio Evo il concetto di “autore” si riferiva agli scrittori della latinità: è dunque difficile ottenere questo statuto per quanti scrivevano in lingua vernacola, e ancora di più per una donna. Malgrado tutto, un buon numero di loro – come Marie de France (seconda metà del XII secolo) o Christine de Pisan (1346-1430), entrambe poetesse – furono riconosciute nel mondo della letteratura medievale come autentiche autrici.


ROSIE RIVETER,GIRL POWER,CARTOON

Leggi anche:
12 donne fondamentali nella storia del femminismo  

La grande influenza delle religiose

Non dimentichiamo di menzionare alcune donne di grande importanza nel circolo della vita religiosa e monastica. Anzitutto Ildegarda di Bingen (1098-1198), badessa benedettina tedesca, medico, musicista e letterata. Tra le opere religiose che ci ha lasciato, tra si fanno notare per il loro nervo teologico: Scivias, su diversi argomenti di teologia dogmatica; Liber vitæ meritorum, su temi di teologia morale; Liber Divinorum Operum, sulla cosmologia, l’antropologia e la teodicea. Ella compose anche opere di carattere scientifico: Liber simplicis medicinæ/Physica, sulle proprietà curative delle piante e degli animali; Liber Compositæ medicinæ/Causæ et curæ, sull’origine delle malattie e sui loro trattamenti. E parecchie delle sue opere si trovano anche in libreeria! Ildegarda è pure all’origine della Lingua ignota, la prima lingua artificiale della storia! Compose poi settantotto opere musicali raggruppate sotto il titolo di Symphonia armoniœ celestium revelationum. Fu proclamata dottore della Chiesa nel 2012 da Benedetto XVI: è la quarta donna ad aver ricevuto questa onorificenza, dopo Caterina da Siena, Teresa d’Avila e Teresa di Lisieux.

Parecchie altre donne, consacrate a Dio, ebbero una grande influenza sulla società del loro tempo. Chiara di Assisi (1193-1253), fondatrice delle Clarisse; Agnese di Praga (1205-1282), “sorella spirituale” della prima; Ermentrude di Bruges (1210-1280); Gertrude di Helfta (1256-1302), nota anche col titolo di Gertrude la Grande, badessa, mistica e scrittrice che faceva studiare alle sue monache la filosofia, la storia, la medicina, la linguistica e altre scienze profane; Mathilde di Magdeburgo (1207-1283), che fu all’origine di un’interessante opera letteraria, notevole sia per l’aspetto linguistico (di grande qualità poetica) sia per l’aspetto storico, dalla quale molto sappiamo sulla donna nel Medio Evo; Brigitta Birgersdotter, nota come Brigida di Svezia (1303-1373), che fu regina, madre, poi religiosa e donna di lettere nonché teologa; Caterina da Siena (1347-1380), che fece tornare da Avignone Papa Gregorio XI; Caterina di Bologna (1413-1463); Caritas Pirckheimer (1462-1532) e molte altre.


HILDEGARD

Leggi anche:
Cosa farebbe Santa Ildegarda al Sinodo sull’Amazzonia?

L’impatto della Riforma

A partire dal XVI secolo, nei Paesi che adottarono la Riforma protestante le forme di vita consacrata in cui le donne potevano trovare un’altra via di realizzazione personale che non fosse quella del matrimonio furono eliminate, così come la venerazione alla Vergine Maria, che rappresentava incontestabilmente una valorizzazione della femminilità. La donna tornava a inserirsi in un sistema religioso patriarcale e maschile. La donna non aveva più altro orizzonte che quello del proprio focolare, in una sottomissione totale al padre e al marito. È in questo contesto (cristiano) che nacque il movimento femminista vero e proprio, in piena rivoluzione inglese (1688-1689). Le donne delle comunità ecclesiali anglicana e riformata, fondandosi sul Nuovo Testamento, affermano con forza che se Dio le ama in quanto donne e se non fa preferenza di persone, allora il Parlamento doveva fare altrettanto! Fu dunque nella Santa Scrittura, ovvero nella Parola di Dio, che si trovò il fondamento alla rivendicazione dei diritti della donna.




Leggi anche:
Per Mario Vargas Llosa il femminismo è la nuova inquisizione

Il regresso rivoluzionario

In Francia, la Rivoluzione cercò con tutti i mezzi di escludere dalla visibilità socio-culturale e politica tanto la Chiesa quanto le donne. La secolarizzazione non cessava di crescere come affermazione di modernità, con modelli di realizzazione tipicamente mascolini. I progressi della condizione femminile regredirono proporzionalmente alla ripresa – avanzata fin dal Rinascimento – del diritto romano e quindi della subalternità della donna. Questa recessione sarebbe stata confermata nel Codice Civile di Napoleone, ispirato al Codex Iustinianus, che faceva della donna un essere “perpetuamente inferiore”.

Sarebbe dunque ingenuo pensare che l’emancipazione attuale della donna sia dovuta ai rappresentanti del secolo dei Lumières, è vero il contrario! La loro visione sulla “razza femminile” apparirebbe anzi infame e scandalosa al nostro giudizio, poiché la citano banalmente, svergognatamente, tra gli oggetti di uso e di consumo:

Questo ha principio appunto dallo stato di natura di Rousseau, in cui il selvaggio «ha per soli beni – spiega – il cibo, una femmina e il riposo». […] Diderot stabilisce le sue ambizioni nella misura di «una carrozza, un appartamento comodo, dei lini fini e una ragazza profumata». […] La reificazione strumentalizzante dell’essere femminile va talvolta più in là. Pensiamo per esempio al fratello minore di Mirabeau, che di una delle sue “conquiste” fa scrivere all’eroe della sua Morale des Sens: «È un mobile da notte, del quale non si sa che fare durante il giorno». […] E Sade utilizza questa metafora: «Mi servo di una donna per necessità, come ci si serve di un vaso per altri bisogni». […] Così il famoso e disinvolto verso di Musset: «Che importa la bottiglia: basta che ci si ubriachi». […]. Altri diagnosticano nell’imposizione del rapporto sessuale alla “specie femminile” (come inelegantemente avrebbe scritto Voltaire) un diritto primordiale.

I famosi Diritti dell’uomo e del cittadino, proclamati in Francia nel 1789, non erano stati pensati, allora, che per il maschio.

Paradossalmente, è in questo contesto che la novità dell’apostolato delle religioni fece la sua apparizione. L’implicazione femminile nella Rivoluzione francese – sia sulle barricate, sia nelle opere di carità sia nella difesa dei preti refrattari – fa prendere coscienza del fatto che le donne sono una potenza per la conservazione delle strutture cristiane nella società. Il loro contributo sorpassa quindi largamente il circolo famigliare a cui le si limitava. Le soppressioni e le alienazioni dei beni monastici durante l’epoca napoleonica e nel clima liberale che seguì la Restaurazione contribuirono malgrado tutto a rendere una migliore immagine della vita religiosa. Essa era ormai purificata dai suoi privilegi, tra cui la clausura forzata per le donne.




Leggi anche:
Posso essere femminista e cattolica allo stesso tempo?

Le prime femministe

In questo contesto difficile, alcune donne lottarono fortemente per ottenere di essere ascoltate. Una di esse fu Olympe de Gouges (1748-1793), donna di lettere, drammaturga, pamphlettista e politica francese. Non solo si batté per l’abolizione della tratta dei Neri, ma scrisse anche una Dichiarazione dei diritti della donna e della cittadina (1791) le cui preme parole sono: «Uomo, sei capace di giustizia? È una donna a interrogarti!». [Fu uccisa nel Terrore per ordine di Robespierre perché parlò in difesa di Luigi XVI (secondo lei non doveva essere ghigliottinato). Da fine giugno 2020 circola in Francia un’emissione filatelica in sua commemorazione]. Parallelamente, l’immensa fioritura di congregazioni femminili nel XVIII e XIX secolo testimonia la vitalità in seno alla Chiesa anche per operare al servizio della formazione delle giovanissime, mediante la creazione di scuole.

Contemporanea di Olympe de Gouges, Mary Wollstonecraft (1759-1797) fu filosofa e letterata britannica. Durante la sua breve carriera scrisse romanzi, trattati, un racconto di viaggio e un libro per bambini. La si ricorda però soprattutto per il suo libro Rivendicazione per i Diritti delle donne, nel quale ella spiega che le donne non sono inferiori agli uomini per natura, ma per mancanza di istruzione. Ella sostiene che le donne e gli uomini debbono essere trattati come esseri razionali e propone un ordine sociale fondato sulla ragione. Si oppose a scrittori come James Fordyce e John Gregory, nonché a pedagogisti come Rousseau che, da parte loro, sostenevano la non-necessità di un’educazione razionale per le donne. Wollstonecraft difese energicamente l’idea che le mogli fossero le compagne razionali dei loro mariti. Ella mostrò che, se la società decidesse di affidare l’educazione dei suoi figli alle donne, queste ultime avrebbero necessitato di essere ben istruite per trasmettere conoscenze alla generazione futura.




Leggi anche:
Femministe vogliono incendiare la cattedrale di Buenos Aires. Un giovane eroe la difende

Le “suorine” fanno tremare lo status quo

Frattanto, con l’opera attiva, gratuita e dunque disarmante della carità, le “suorine” penetrarono tutti gli interstizi della società. Mentre la pratica religiosa maschile calava, soprattutto nei contesti urbani e industrializzati, le religiose s’inserirono immediatamente tra le persone, nei luoghi di vita quotidiana, lì dove maturavano le trasformazioni sociali, economiche e culturali. Staccandosi dall’antico modello monastico, le fondatrici svilupparono l’apostolato delle loro religiose in ambienti sovente intrisi d’anticlericalismo. Elle anticiparono largamente, anzi ispirarono, i servizi statali che – dal canto loro – non erano in grado di fronteggiare i problemi sociali dell’epoca. Le “suorine” crearono numerosissime istituzioni per l’educazione delle ragazze. Una volta istruite, le donne andavano piano piano a minare lo status quo secolarizzato e post-rivoluzionario della società, nel lavoro, nella famiglia e nella maternità.

Con la Rivoluzione industriale e con la Prima Guerra Mondiale, la partecipazione delle donne al mondo del lavoro conobbe un’accelerazione.




Leggi anche:
Come essere una femminista mi ha avvicinato a Dio

Il femminismo vittimista

Con la Grande Guerra, le donne assunsero massicciamente lavori fino ad allora riservati agli uomini, e fu allora che molto cambiò grandemente. Essendo gli uomini chiamati al fronte, le donne non ebbero altra scelta che rimpiazzarli ai loro posti di lavoro, e questo fu l’inizio di un grandissimo numero di cambiamenti, destinati ad amplificarsi con la Seconda Guerra Mondiale. Per non citarne che alcuni soltanto, pensiamo al cambio di vestiario (l’ingresso dei pantaloni nella moda femminile), all’accesso massivo agli studi universitari, alla maternità condotta insieme con una carriera professionale, all’accesso alla vita politica e così via.

Negli anni ’90 del XX secolo, la corrente femminista si è irrigidita sulle proprie posizioni: alcuni la qualificano di “vittimismo”. Essa si caratterizza per una visione negativa dell’uomo-maschio e su una ossessiva insistenza sull’oppressione di cui le donne europee e americane dicono di essere vittime. Essa veicola l’idea filosofia secondo la quale uomini e donne sono uguali al punto da non potersi distinguere. Questa determinazione a non riconoscere o a non attribuire forze caratteristiche all’uomo e alla donna porta dritta alla teoria del gender. Il magistero della Chiesa si è abbondantemente espresso sull’argomento mediante gli ultimi Papi.

Secondo questa prospettiva antropologica – è un documento scritto da Ratzinger e firmato davanti a Giovanni Paolo II nel 2004 – la natura umana non avrebbe in se stessa caratteristiche che si imporrebbero in maniera assoluta: ogni persona potrebbe o dovrebbe modellarsi a suo piacimento, dal momento che sarebbe libera da ogni predeterminazione legata alla sua costituzione essenziale.

Questa prospettiva ha molteplici conseguenze. Anzitutto si rafforza l’idea che la liberazione della donna comporti una critica alle Sacre Scritture che trasmetterebbero una concezione patriarcale di Dio, alimentata da una cultura essenzialmente maschilista. In secondo luogo tale tendenza considererebbe privo di importanza e ininfluente il fatto che il Figlio di Dio abbia assunto la natura umana nella sua forma maschile.

Dinanzi a queste correnti di pensiero, la Chiesa, illuminata dalla fede in Gesù Cristo, parla invece di collaborazione attiva, proprio nel riconoscimento della stessa differenza, tra uomo e donna.


Thérèse Hargot

Leggi anche:
Al via gli ultimi dieci anni (decisivi) della “guerra dei sessi”: il nuovo libro di Thérèse Hargot

Gli scritti della Chiesa sull’argomento sono numerosissimi. Prova che essa riflette attivamente sulla condizione delle donne, sulla loro dignità e sulla loro vocazione.




Leggi anche:
Il Gender, tra i peggiori mali di oggi: il Papa nell’ultimo libro-intervista

[traduzione dal francese a cura di Giovanni Marcotullio]

  • 1
  • 2
Tags:
donnedonne nella chiesafemminilefemminismostoriastoria della chiesa
Sostieni Aleteia

Se state leggendo questo articolo, è grazie alla vostra generosità e a quella di molte altre persone come voi che rendono possibile il progetto evangelizzatore di Aleteia. Ecco qualche dato:

  • 20 milioni di utenti in tutto il mondo leggono Aleteia.org ogni mese.
  • Aleteia viene pubblicato quotidianamente in sette lingue: italiano, inglese, francese, spagnolo, portoghese, polacco e sloveno.
  • Ogni mese, i nostri lettori visionano più di 50 milioni di pagine.
  • Quasi 4 milioni di persone seguono le pagine di Aleteia sui social media.
  • Ogni mese pubblichiamo 2.450 articoli e circa 40 video.
  • Tutto questo lavoro è svolto da 60 persone che lavorano full-time e da altri circa 400 collaboratori (autori, giornalisti, traduttori, fotografi...).

Come potete immaginare, dietro questi numeri c'è un grande sforzo. Abbiamo bisogno del vostro sostegno per poter continuare a offrire questo servizio di evangelizzazione a tutti, ovunque vivano e indipendentemente da quello che possono permettersi di pagare.

Sostenete Aleteia anche solo con un dollaro – ci vuole un minuto. Grazie!

Preghiera del giorno
Oggi festeggiamo anche...





Top 10
1
POPE EASTER
Gelsomino Del Guercio
Papa Francesco: “Non dovete mai convincere un non credente”
2
Aleteia
Preghiera a santa Rita da Cascia per una causa impossibile
3
CATERINA SCORSONE
Cerith Gardiner
19 personaggi famosi orgogliosi dei propri figli con necessità sp...
4
Paola Belletti
Aiutiamo Debora Vezzani? Tutta la famiglia con il Covid, lei la p...
5
ARCHANGEL MICHAEL
Gelsomino Del Guercio
La preghiera di protezione contro gli spiriti maligni a San Miche...
6
CAIN AND WIFE
Francisco Vêneto
Con chi si è sposato Caino, se Adamo ed Eva avevano solo figli ma...
7
Gelsomino Del Guercio
Congo, Attanasio salvò dal Covid suor Annalisa. “Devo a lui la mi...
Vedi di più
Newsletter
Ricevi Aleteia tutti i giorni