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Gesù si chiamava davvero così?

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La profezia non afferma che avrebbe dovuto chiamarsi Emmanuele?

Gli studiosi seri concordano sul fatto che Gesù sia storicamente esistito e che fosse un ebreo della Galilea che venne battezzato da Giovanni Battista e subito dopo iniziò il proprio ministero. Concordano anche nel dire che abbia predicato oralmente, che sia stato definito “rabbino” e non abbia lasciato documenti scritti da lui.

La maggior parte di questi studiosi afferma anche che Gesù venne arrestato, giudicato e giustiziato dalle autorità romane. La ricerca scientifica archeologica, storica e bibliografica afferma quindi che c’è stata una figura storica di nome Gesù vissuta circa duemila anni fa.

Ma il suo nome era davvero Gesù? Se tutti i Vangeli, i primi testi cristiani e gli storici dell’antichità si riferiscono a lui come a “Iesous” (una traslitterazione greca del nome ebraico originale “Jeshua”), alcune apparenti discrepanze negli stessi Vangeli possono illuminare la questione.

Vangeli

Diamo un’occhiata ai Vangeli di Matteo e Luca.

Il Vangelo di Matteo inizia con una genealogia di Gesù che parte da Abramo passando per Davide fino ad arrivare a Giuseppe, presentando così Gesù come membro della casa di Davide. Matteo indica anche che Giuseppe non è il padre naturale di Gesù. Nel Vangelo di Matteo c’è solo un’occasione in cui ci si riferisce a Gesù come al “figlio del falegname” (cfr. Mt 13, 55). Dall’altro lato, si dice chiaramente che Maria era promessa a Giuseppe quando si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. Giuseppe stava per rompere il fidanzamento quando un angelo gli apparve in sogno, rivelando l’origine divina del bambino. In Matteo 1, 22-23 si legge:

“«Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua moglie; perché ciò che in lei è generato, viene dallo Spirito Santo. Ella partorirà un figlio, e tu gli porrai nome Gesù, perché è lui che salverà il suo popolo dai loro peccati». Tutto ciò avvenne, affinché si adempisse quello che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: «La vergine sarà incinta e partorirà un figlio, al quale sarà posto nome Emmanuele», che tradotto vuol dire: «Dio con noi»”.

Ma perché l’angelo dice a Giuseppe di chiamare il bambino “Gesù” se la profezia dice chiaramente che si dovrà chiamare Emmanuele? Sembra esserci un po’ di confusione angelica, visto che l’angelo lo ha detto anche a Maria nel Vangelo di Luca (cfr. Lc 1, 30-31):

“L’angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ecco, tu concepirai e partorirai un figlio, e gli porrai nome Gesù»”.

Emmanuele

Gli angeli avranno sbagliato qualcosa?

Non necessariamente. C’è una differenza tra “come sarà chiamato” (“Emmanuele”) e il “nome
propriamente detto” (“Gesù”). Per risolvere questo apparente rompicapo, dobbiamo considerare più da vicino il nome Emmanuele e la tradizione biblica.

La prima volta che il nome “Emmanuele” appare nella Bibbia è nel Libro di Isaia, ai capitoli 7 e 8.
In questo caso, però, il nome non ha a prima vista alcun significato messianico. Appare semplicemente elencato tra altri nomi, come un segno della protezione di Dio sulla Casa di Davide durante un periodo di guerra.

Isaia risponde: “Ora ascoltate, o casa di Davide! È forse poca cosa per voi lo stancare gli uomini,
che volete stancare anche il mio Dio? Perciò il Signore stesso vi darà un segno: Ecco, la giovane concepirà, partorirà un figlio, e lo chiamerà Emmanuele. Egli mangerà panna e miele finché sappia rigettare il male e scegliere il bene”.

Anche se ci sono delle discussioni su ciò che intendeva dire il profeta, la tradizione rabbinica e alcuni studi ritengono che stesse sottolineando il fatto che il nome “Dio con noi” fosse un gesto di riconoscenza per la protezione di Dio in tempi difficili. Il Vangelo di Matteo intende questo testo in modo diverso, come profetizzando la venuta del Messia, l’Incarnazione di Dio, letteralmente “Dio con noi”.

Gesù

Perché, allora, il nome Gesù?

Il nome Yeshua (la forma originale del nome ebraico, essendo una derivazione di Yehoshua) era relativamente popolare nella Giudea all’epoca di Gesù. Nelle opere di Flavio Giuseppe, storico del I secolo, troviamo almeno 20 persone diverse di nome Iesous. Oltre a questo, egli non è il primo personaggio a chiamarsi Yeshua nella Bibbia (si ricordi il Libro di Giosuè nell’Antico Testamento). Il nome, etimologicamente, significa “Dio salva”, “Yahvè è salvezza”. È davvero il nome che tutti i Vangeli usano per riferirsi a Gesù.

Ciò significa che Gesù aveva due nomi?

No. Un ebreo ai tempi di Gesù aveva un solo nome, a volte seguito da “figlio di” e dal nome del padre (è così che Filippo si riferisce a Gesù, “Gesù figlio di Giuseppe di Nazareth”, nel Vangelo di Giovanni) o dalla città natale della persona (come in Marco 10, 47, “Gesù di Nazareth”).

La risposta è che “Emmanuele” è più un titolo che un nome, esattamente come “Cristo”.

Il testo di Isaia spiega anche che il Messia sarebbe stato chiamato “Consigliere ammirabile, Dio potente, Padre eterno, Principe della pace” (Isaia 9, 5). Geremia dice esplicitamente che regnerà saggiamente e sarà chiamato “Signore nostra giustizia”. Naturalmente, nessuna di queste definizioni è in sé un vero nome. Si tratta di attributi che descrivono chi è il Messia. In ebraico, “essere chiamato” ed “essere” in genere significa la stessa cosa, e quindi “essere chiamato Emmanuele” significa che “sarà il Dio che vive con e tra noi”. Per natura egli è l’Emmanuele, per nome è Gesù, “il nome che è al di sopra di ogni nome” (Filippesi 2, 9).

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