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Irlanda: nel primo anno di legalizzazione, gli aborti arrivano a 6.666

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“È la prima volta in 18 anni che si riscontra un aumento del numero degli aborti, e la prima volta nella nostra storia in cui migliaia di bambini innocenti hanno visto la loro vita spezzarsi con il pieno sostegno della legge irlandese”, ha affermato Maeve O’Hanlon, della Pro Life Campaign

Nel primo anno di aborto legale nella Repubblica d’Irlanda, sono stati 6.666 gli aborti riferiti all’agenzia governativa responsabile della loro registrazione.

Nel suo primo rapporto annuale dopo che l’interruzione di gravidanza è stata permessa per legge a seguito del risultato del referendum svoltosi nel maggio 2018 sull’Ottavo Emendamento della Costituzione, il Dipartimento per la Salute ha riferito questi dati:

  • 6.542 aborti eseguiti nelle prime fasi della gravidanza;
  • 100 eseguiti in presenza di “una condizione che poteva portare alla morte del feto”;
  • 3 eseguiti in presenza di “rischio per la vita o la salute in una situazione di emergenza”;
  • 21 eseguiti per “rischio di vita o di salute”.

Il rapporto ha spiegato che fino al 2018 l’Articolo 40.3.3 della Costituzione irlandese affermava: “Lo Stato riconosce il diritto alla vita dei bambini non nati, e con il dovuto riguardo all’uguale diritto alla vita della madre garantisce nelle sue leggi il rispetto e, per quanto praticabile, la difesa e la rivendicazione di questo diritto”.

Il 25 maggio 2018 si è svolto un referendum sul 36° Emendamento della Costituzione, a seguito del quale l’Articolo 40.3.3 ora recita: “Può essere prevista per legge la regolamentazione dell’interruzione della gravidanza”.

Lo Health (Regulation of Termination of Pregnancy) Act 2018 (“l’Atto del 2018”) è stato approvato dalle Houses of the Oireachtas il 13 dicembre 2018 e trasformato in legge dal Presidente il 20 dicembre 2018. Il nuovo Atto abrogava il Protection of Life During Pregnancy Act 2013 e il Regulation of Information (Services Outside the State for Termination of Pregnancies) Act 1995.

“L’obiettivo principale dell’Atto del 2018 è definire la legge riguardante l’accesso all’interruzione di gravidanza in Irlanda”, ha spiegato il rapporto. “Permette la fine della gravidanza nei casi in cui c’è un rischio per la vita o di serio danno alla salute per la donna incinta, incluso in emergenza, dove c’è una condizione presente che probabilmente porterà alla morte del feto prima o entro 28 giorni dalla nascita e senza restrizioni fino a 12 settimane di gestazione”.

L’estensione dell’aborto è stata introdotta il 1° gennaio 2019.

Liam Gibson, Political Officer della Society for the Protection of Unborn Children (SPUC), con sede nel Regno Unito, ha commentato quelle che ha definito “statistiche realmente scioccanti”.

“Sarebbe facile rimanere schiacciati dai crudi numeri dell’aborto o essere pieni di orrore per quello che l’uccisione di bambini su questa scala ci dice della società irlandese, ma non dobbiamo mai perdere di vista il fatto che ciascuno di questi 6.666 aborti è stato un atto deliberato di violenza letale nei confronti di un essere umano unico e del tutto innocente”.

“Nessun Governo, nessuno Stato, indipendentemente da un referendum, può abrogare il diritto donato da Dio alla vita anche di un solo membro della famiglia umana”, ha proseguito Gibson. “Il popolo pro-vita d’Irlanda ha combattuto una lunga e dura battaglia per difendere donne e bambini dall’aborto. È estremamente importante che non resti in silenzio di fronte a questa terribile ingiustizia”.

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