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Moglie cattolica tradizionale… Certo, se no che gusto c’è?

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Tutt’altro che anacronistico, il modello della moglie cattolica così come ce lo consegna, vivo, la tradizione, è ancora oggi, proprio oggi, una strada all’altezza dei desideri del nostro cuore.

Mio marito è tutto S. Giuseppe ed io assomiglio alla Madonna.

Siamo davvero simili. No, anzi, eravamo verosimili, quella volta. Se trascurate il fatto che avevo sbagliato tutorial per fissarmi il velo e così sembravo un po’ più una donna tuareg che la comunque indegna figurante della Vergine Madre.

Per la scena finale del Presepe vivente però dai, siamo (stati) perfetti. Ora non andiamo più bene perché anche il piccolo di casa è lungo come un alligatore e da tenere in braccio per una navata intera da percorrere con ieratica lentezza e contegno natalizio non è tanto piacevole. Soprattutto se dobbiamo assicurare un sorriso enigmatico, appena accennato, quello che può lasciar presumere una certa profondità d’animo.

Mio marito ed io, quindi, siamo perfetti come famiglia tradizionale. Ma solo nelle messe in scena.

Per il resto, invece, parliamone. Comincio io ché tanto a mio marito interessa lo zero kelvin della comunicazione, l’atomo indivisibile che consti del minor numero possibile di sillabe e assicuri il transito del messaggio fino al destinatario.

Siamo lontani anni luce dal modello; siamo incostanti, nervosetti, piuttosto impazienti l’una con l’altro (e non viceversa. Lui ha altri difetti, tutti più comodi), troppo sbilanciati sul fare, o troppo poco (in questo caso non c’è bisogno di specificare chi si sbilancia verso cosa); cerchiamo su Amazon quello che ci manca anche se sappiamo che non è questione di logistica ma di Logos.

Ma dove altro si può guardare, se non alla Sacra Famiglia, per capire come ci si comporta con un uomo e una donna cui si è promessa fedeltà, per cui si è fatta della propria libertà un animale addomesticato che assicura di non andarsene più?

A quale paradigma, che resterebbe per sempre inimitabile, anche avessimo a disposizione cento vite e un pacchetto base di virtù già consolidate, possiamo ispirarci se non a Maria e al suo Sposo, uomo giusto?

Cioè, una volta capito che i poco normali siamo noi, noi tutti uomini e donne che nasciamo a miliardi, viviamo e moriamo e la normale è Lei, non c’è altro da fare che mettersi per strada. Perché Lei è nata già redenta e tutta piena di grazia, in lei il peccato non aveva okkupato impunemente nessun locale.

E così sì, penso di poter dire che sono una moglie cattolica tradizionale. Quasi preterintenzionale, a dire il vero, ma altro non potrei voler essere.

Non perché del mio essere moglie io faccia l’obiettivo supremo, lo scopo che giustifichi tutti i miei sforzi.

Non perché il marito sia tutto per me, il matrimonio il mio eden, i figli la vita mia. Mi stufa tutto, anche il marito a volte… (continua)

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