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Russia: le suore accanto agli emarginati durante la crisi del coronavirus

NOVOSIBIRSK

Aid to the Church in Need

Aiuto alla Chiesa che Soffre - pubblicato il 28/06/20

Superare le distanze

A Surgut, 1000 chilometri a nord di Novosibirsk, due Suore Angeliche di San Paolo provenienti dalla Polonia sono diventate dei veri angeli per i 140 senzatetto di una struttura di riabilitazione sociale, assicurando loro cibo e vestiti.

A Surgut c’è la parrocchia di San Giuseppe, l’unica “vera” chiesa della zona, anche se grazie all’iniziativa e alla generosità di una serie di cattolici sono state allestite altre cappelle in abitazioni private di Noyabrsk, a 320 chilometri da Surgut, e a Kogalym, a 190. Ogni due settimane, le religiose visitano queste cappelle in compagnia di un sacerdote, perché come spiega suor Tereza Jakubovska, “è importante costruire rapporti personali con i fedeli”. Come molte altre comunità religiose, le Suore Angeliche di Surgut stanno trasmettendo ogni giorno la Messa per offrire incoraggiamento spirituale e “rimanere in contatto”.

Lo stesso obiettivo è condiviso da suor Aljona Alakschova, delle Suore Domenicane di Betania, che insieme a una consorella serve da vent’anni la parrocchia della Divina Misericordia di Ishim. “Qui ci sono pochi cattolici, e quelli che ci sono vivono sparpagliati tra i villaggi. Quando prendono l’autobus per assistere alla Santa Messa la domenica o i giorni di festa sanno che dovranno aspettare molto prima di poter tornare nel tardo pomeriggio. Accorciamo la loro attesa servendo loro i pasti e parlando. Non c’è opportunità migliore per conoscere la gente della parrocchia”. Il coronavirus ha ostacolato tutto: i mezzi di trasporto pubblici passano più raramente, i taxi privati condivisi sono sporadici e difficilmente rispettano gli orari. “Ciò rende difficile per noi far visita a chi è malato e portare cibo e medicinali agli anziani che non hanno nessun altro”.

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Aid to the Church in Need

Visto che i servizi religiosi devono essere celebrati senza fedeli, le religiose hanno creato un gruppo su WhatsApp che collega e aggiorna i parrocchiani, usato anche per inviare links ai servizi in streaming.

Anche le Suore di Santa Elisabetta di Novosibirsk sentono la mancanza delle visite ai parrocchiani: “Attraverso le nostre visite regolari siamo diventati amici. Spesso quando ce ne andiamo ci dicono ‘Per favore, sorella, non lasciarmi. Per favore, torna!’” Il telefono aiuta le religiose a rimanere in contatto con chi non ha a disposizione o non utilizza mezzi elettronici, soprattutto gli anziani, che soffrono maggiormente del distanziamento sociale.

Le Serve del Signore e della Vergine di Matará di Omsk hanno invece spostato i loro sforzi pedagogici nel mondo virtuale, insegnando il catechismo attraverso videoconferenze e realizzando brevi video insieme agli adolescenti per risollevare il morale.

“Speriamo che il nostro lavoro ispiri gli adolescenti a pensare alla Parola di Dio anche in epoca di coronavirus. Preghiamo che questo periodo terribile da una prospettiva umana aiuti noi e tutti a crescere nella fede, nella speranza e nell’amore per Dio e per il prossimo”, ha spiegato madre Maria Glum.

Teresamaria, Christina e Agnija, tre Carmelitane di Novosibirsk, appartenenti all’unica comunità contemplativa della diocesi, hanno intensificato le loro preghiere in questo periodo. “Preghiamo per la guarigione dei malati, per il conforto dei sofferenti, per il sollievo degli operatori sanitari e la protezione dei gruppi più vulnerabili, ma anche per gli scienziati che stanno lavorando per sviluppare medicine e un vaccino e per chi lavora nelle entità governative, che deve risolvere grandi problemi socio-economici”.

ACS International sostiene tutte le religiose che operano nella diocesi di Novisibirsk. Il vescovo locale, monsignor Joseph Werth, ha ricordato che per loro sarebbe “non solo una delusione, ma una catastrofe” se questi aiuti non dovessero più pervenire, soprattutto ora che sono venuti meno anche gli introiti delle collette parrocchiali.

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